Wind sarà quotata in Borsa entro la prima metà del 2005. Lo ha detto l'amministratore delegato di Enel Paolo Scaroni, secondi cui l'obiettivo del 2004 rimane l'indipendenza finanziaria di Wind e solo dopo la società potrà approdare a Piazza Affari.

L'annuncio di Scaroni è arrivato al termine del CdA Enel, una riunione in cui la società energetica ha ribadito la necessità di focalizzare il business sull'energia, abbandonando altri settori. Quello idrico in primis, con la cessione di Enel Hydro a Veolia, ex società del gruppo Vivendi che secondo Scaroni "resta il candidato naturale".

Poi quello immobiliare, con la chiusura dell'operazione Real Estate per la cessione del patrimonio immobiliare del gruppo: atteso nei giorni scorsi, il via libera arriverà nel prossimo CdA, fissato per mercoledì 10 marzo.

Infine l'uscita dal settore tlc: dopo il conferimento nel 2003 della rete in fibra ottica a Wind, Enel si appresta a quotare parte dela società telefonica in Borsa "entro la prima metà del 2005".

Enel ha recentemente ultimato il proprio piano di sostegno, per mettere Wind in condizioni di indipendenza finanziaria. Il conferimento di Enel.net fa parte di un più ampio finanziamento di 1 miliardo di euro parte in natura (la rete in fibra ottica) e parte attraverso immissione di risorse e riconversione del debito.

Nel 2003 la ricapitalizzazione, tramite aumento di capitale in cassa, per 253 milioni di euro più un "aiuto" di 150-200 milioni di euro, attraverso la conversione di parte del prestito Enel a Wind in capitale. Se il 2004 sarà l'anno dell'indipendenza finanziaria di Wind, la società approderà nei mesi successivi in Borsa.

Scaroni non ha però voluto rivelare la percentuale di Wind che sarà ceduta: all'orizzonte spuntano intanto i nomi di grossi colossi tlc interessati ad entrare sul mercato italiano e che vedono in Wind una strada d'accesso privilegiata.