Gli spagnoli hanno punito Aznar e il suo partito popolare a ragion veduta. Subito dopo la strage di Madrid, infatti, il premier Josè Maria Aznar chiamò personalmente i mezzi d'informazione spagnoli per accreditare la pista del separatismo basco. La clamorosa rivelazione, è apparsa sul sito di informazione catalano El Periodico, in un articolo firmato dal direttore, Antonio Franco.
Il giorno del massacro, «Aznar telefonò personalmente a vari direttori di mezzi di informazione di Madrid e Barcellona», ha raccontato Franco. «La prima chiamata fu a mezzogiorno, nei momenti di massima tensione per il continuo aumentare del bilancio dei morti, mentre El Periodico redigeva la sua edizione speciale», ha spiegato. Aznar «disse testualmente», come presidente del governo, «È stata l'Eta, non ho il minimo dubbio».
La telefonata dalla Moncloa arrivò, ha ricordato, «poco dopo che avevo detto alla radio Nacional che noi di El Periodico avevamo il dubbio se fosse stata al Qaeda o l'Eta». A quel punto, «convinto che il presidente del governo del mio paese fosse incapace, nell'esercizio delle sue funzioni, di darmi certezze su una questione della quale non fosse egli stesso sicuro, decisi di titolare "L'11 marzo dell'Eta"».
Quella di mezzogiorno non fu l'unica chiamata che Franco ricevette. Dopo che il ministro dell'Interno Angel Acebes ammise, con grande imbarazzo, che si battevano anche altre piste, il telefono del direttore di El Periodico squillò di nuovo. «Aznar si scusò di non avermi potuto informare prima della conferenza stampa di Acebes di quest'altra linea di indagine che, naturalmente, andava approfondita», ha riferito ancora Franco, «però mi disse cordialmente di non lasciarmi trarre in inganno e ribadì che il colpevole era l'Eta».
Non è solo Aznar, però, a essere sul banco degli imputati per le pressioni sui media. Ci sono anche quei giornalisti che hanno accettato acriticamente la linea dettata dal governo. Il comitato di redazione dell'agenzia di stampa spagnola Efe ha chiesto infatti le dimissioni del direttore Miguel Platon, responsabile, si legge in un comunicato, «di avere imposto un regime di manipolazione e censura» per aiutare il partito popolare alle elezioni.




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