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  1. #1
    Iterum rudit leo
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    Thumbs up Emendamento di AN affossa Sofri

    Sofri: Storace, non c'e' spazio per grazia imposta dai salotti


    (ASCA) - Roma, 17 mar - ''Il voto sovrano del Parlamento va rispettato. per imporre le sue bizzarre tesi finalizzate a capovolgere le sentenze della magistratura con una sconcertante pretesa di un ulteriore grado di giudizio, la sinistra deve prima tornare al potere. Finche' governa la destra non ci puo' essere spazio per una grazia imposta dai salotti''. Lo sottolinea in una nota il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace. ''La chiusura degli anni di piombo o vale per tutti o non vale per nessuno - aggiunge Storace - la fine della telenovela su Sofri, imposta da una sinistra che vuole essere egemone anche quando all'opposizione, e' un evento positivo che va salutato con favore e con la speranza di aprire una pagina davvero nuova''.

  2. #2
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    allora non siete inutili..

  3. #3
    Iterum rudit leo
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    Non ti allarmare, non intendiamo togliervi il mestiere

  4. #4
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    In origine postato da krentak
    Non ti allarmare, non intendiamo togliervi il mestiere



    in effetti hai ragione...utili lo siete sempre stati...a silvio...

  5. #5
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    CASO SOFRI
    BUONTEMPO: “DOPO MADRID NON POTEVAMO DARE SEGNI DI CEDIMENTO”

    Da “La Stampa” del 18 marzo 2004

    Roma. Lo chiamano ancora «Er Pecora» per via dei lontanissimi trascorsi giovanili nelle sezioni del msi. Oggi Teodoro Buontempo è un signore con i capelli bianchi che si definisce un «garantista di destra», abbastanza isolato nel nuovo corso del suo partito, ma che degli antichi furori ha conservato l’energia. In certe giornate, quando è in vena, mostra una foga che lo fa sbracciare dentro e fuori dell’Aula, avanti e indietro tra i divanetti del Transatlantico, finché non rimane senza voce. Buontempo insomma è un trascinatore. Ieri mattina è andato sul sicuro. «Quando ho chiesto il voto segreto, sapevo già come sarebbe andata a finire. C’era un patto politico da far saltare». E lui l’ha fatto saltare. Ridacchia: «L’ho detto a tutti. Tra qualche mese ci sono le elezioni, si andrà nelle piazze. Con il sì ci avrebbero preso a pernacchie».

    Onorevole Buontempo, come faceva a essere così sicuro che il centrodestra avrebbe bocciato la legge Boato?
    «Perché ne avevo parlato tantissimo con i miei colleghi. E sapevo che erano tutti contrari a questa legge. L’accordo con il centrosinistra era vissuto come un’imposizione dall’alto. Ma con il voto segreto il deputato riacquista la sua libertà. Ecco perché ci puntavo tanto. Se non me l’avessero dato, sarebbe stata la prova definitiva dell’inciucio».

    Inciucio per lei indigesto, vero?
    «Certo. L’ho detto in Aula: ma come, in un momento così, con l’allarme terrorismo alle stelle dopo Madrid... dal Parlamento vogliamo mandare un messaggio di lassismo? Vogliamo sostenere che il condannato per terrorismo non paga la sua pena? Implicitamente, e sottolineo implicitamente, era un messaggio di copertura politica al terrorismo».

    Anche qui il fantasma di Bin Laden?
    «Aspetti. Le leggo quello che ho detto in Parlamento. M’è venuto bene. Dunque: “Non so se sia opportuno che, in questo momento in cui gli italiani e gli europei sono con il fiato sospeso di fronte al pericolo del terrorismo che ha così duramente colpito la Spagna e potrebbe colpire il resto d’Europa...”».

    Meglio soprassedere, insomma.
    «Guardi, nel centrodestra c’era molta insofferenza su questo caso di Adriano Sofri. Più che a Madrid, però, devo dire che è a Parigi che si guardava. Era francamente difficile insistere per l’estradizione di Battisti dalla Francia e allo stesso tempo scarcerare Sofri. Quale credibilità avrebbe avuto la richiesta dell’Italia, avanzata in nome del principio della certezza della pena, proprio mentre la grazia a Sofri avrebbe dimostrato l’opposto? Lo dico io: nessuna credibilità».

    E così lei ha spinto per il voto segreto. Sapendo che la maggioranza, nel suo intimo, era assolutamente contraria al provvedimento concordato con il centrosinistra.
    «Esatto. Ed è stato un doppio voto segreto, un doppio successo. Il primo, per approvare un emendamento all’articolo 1, laddove si volva eliminare dalla scena il ruolo del ministro Guardasigilli. Il secondo, per bocciare l’intero articolo. Perché a quel punto ho detto ai miei: stiamo attenti, magari questo articolo ce lo cambiano al Senato e ce lo ritroviamo davanti di nuovo. Meglio bocciarlo del tutto. E così è andata». Scusi, Buontempo, ma tutto questo per sbarrare la strada a un’ipotetica grazia per Adriano Sofri?
    «Permesso che quella di Sofri era una cosa indecente, un vergognoso provvedimento “ad personam”, io sono e resto per l’amnistia. Che è una misura generale. Per tutti. Ed è una misura più giusta. I primi a beneficiarne non sarebbero gli assassini, che come abbiamo visto se ne stanno piuttosto a Parigi o in Brasile, ma quelli che non si sono macchiati di reati di sangue eppure scontano pene durissime. Gente che è stata condannata per associazione sovversiva o concorso morale. E sta in cella. Chiaro, l’amnistia è una partita grossa. Significa chiudere gli Anni Settanta. Ma è da lì che si deve passare».

    [fra.gri]

 

 

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