Oggi un giornale locale ha pubblicato un articolo di commento sui dati elaborati dai DS in merito ai tagli che avrebbero subito i fondi destinati ai comuni del Tigullio. Non entro nel merito "matematico", dato che tagli ci sono stati ed è evidente. Ma voglio portare all'attenzione come la malafede o l'ignoranza di taluni superi vette insormontabili. Infatti, la responsabilità di tutto ciò viene attribuita, da un DS, al federalismo, che in questo paese è ancora miraggio. Non a caso, il taglio dei FONDI porta a titolare "la scure di ROMA" (ma in uno stato federale gli enti locali non dovrebbero avere capacità impositiva?), per difendersi dalla quale i comuni ricorreranno nientepopodimeno che... Al PREFETTO!!!! Si vuole attribuire al federalismo l'ennesima violenza giacobina a danno delle comunità, alle quali non sono riconosciuti diritti e poteri se non quello di accettare ciò che Roma concede, benignamente, loro. In uno stato federalista i comuni non piangono fondi a Roma, ma provvedono autonomamente, attraverso provincia e regione, a reperire le risorse delle quali necessitano, e se hanno rimostranze verso la "Confederazione" adottano come proprio portavoce una figura che, eletta democraticamente come espressione del territorio, non sia stato imposto dal loro interlocutore, dovendone fare le veci.
Siamo in mano a degli infami, siano essi di destra o di sinistra. Siamo in mano a gente inguaribilmente fascista nel senso deteriore del termine.




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