Premettendo che in passato ho molto avuto a che dire dei Disobbedienti, e che ancora a tutt'oggi mi ritengo altro da tale esperienza politica non avendone inoltre mai fatto parte, vorrei però riconoscere onestamente la giustezza di quanto fatto dai Disobbedienti al corteo di ieri, congradulandomi sinceramente con essi.
Va detto innanzi tutto che per chi è autenticamente di sinistra si aprono due strade: o quella di essere minoranza interna alla sinistra attuale, pur non condividendo la maggior parte delle scelte effettuate dalla stessa e in particolar modo dalla sua classe dirigente adoperandosi tuttavia affinché la sua voce possa trovare spazio in capitolo, oppure quella di essere qualcosa di totalmente altro, sia aderendo ad un'altra sinistra che non abbia nulla a che vedere con quella dell'Ulivo-Prc, sia smettendo di considerarsi "di sinistra" pur mantenendo idee a favore della gente (quest'ultima sub-opzione è la strada intrapresa da lungo tempo da Beppe Grillo, tanto per fare un esempio).
A questo punto affermo che se proprio uno sceglie la prima strada, quella cioè di essere minoranza interna alla sinistra Ulivo-Prc sperando di condizionare dall'interno le scelte di questa, trovano giustificazione i comportamenti tenuti dai Disobbedienti. E mi stupisco delle condanne apparse contro i Disobbedienti da parte di forumisti come Asti_Sinistra, dato che se si è effettuata questa scelta di cui ho parlato prima, è bene allora far sentire la propria voce. Ma dato che giornali o riviste quali Liberazione, Aprile, la Rinascita della Sinistra, insieme a notiziari on-line come quello di Socialismo 2000 non apportono gli effetti tanto sperati sull'indirizzo politico, e tutte le polemiche e diatribe e le migliaia e migliaia di pagine e pagine scritte e le tonnellate e tonnellate di inchiostro versato non hanno nessun effetto positivo, così come i girotondi, sull'indirizzo politico della coalizione alla quale si fa riferimento, ma restano carteggi intellettuali che hanno come unico effetto di intensificare il disboscamento per procurare ulteriore carta da riempire di polemiche inutili... allora tali soggetti che scelgono di essere minoranza interna hanno il compito più che il permesso di far capire ai propri leader di maggioranza che hanno rotto le scatole, e se carte, giornali, fogli, polemiche e carteggi non hanno l'effetto sperato, è bene che mettano qualcuno (Fassino oggi, chissà Rutelli o Prodi domani ?) a giro anche con qualche sganassone, come a dirgli, non troppo diplomaticamente "ma ti rendfi conto delle cazzate che stai dicendo e facendo ???" Se glielo si fa capire in questo modo, come hanno in parte fatto i Disobbedienti (volevano fare di più, non l'hanno fatto non certo per colpa loro, dato cher Fassino è uscito dal corteo troppo presto) qualcosa può darsi pure che cambi. Ripeto che invece non ha alcun senso sperare di stare all'interno della coalizione modificandone l'indirizzo politico con gli editoriali semi-critici del Maifesto o di Liberazione... se una cosa va detta va detta bene, e senza mezze misure.
Poi se una persona, come me, è contro la violenza, ed inoltre non ha voglia di partecipare a diatribe interne all'Ulivo-Prc e non può compromettersi il fegato per incazzarsi con ogni decisione presa dai moderati del proprio schieramento politico che non condivide, allora, appunto come me, sceglie l'altra opzione, quello di essere una cosa totalmente altra da questa sinistra, subendo però, accanto ai vantaggi di non rovinarsi il fegato con quella che è chiamata "dialettica politica" e di sentirsi apposto con la coscienza per non contribuire al disboscamento delle aree verdi (per fare la carta per i giornali su cui come ho detto appaiono le polemiche interne alla stessa sinistra), anche alcuni svantaggi come quello di trovarsi spesso isolato, ad essere l'unica persona in una compagnia di amici o dentro un autobus a pensarla così, di essere totalmente altro, quando tutti sono uniti quasi contro di te a dirti "non hai tutti i torti, MA la strada migliore è questa... vieni con noi".
Ringrazio quindi i Disobbedienti perché, pur avendo fatto una scelta, politica e antropologica, opposta alla mia, sono passati dalla polemica fine a se stessa a qualcosa di costruttivo che resterà più impresso uin Fassino, magari anche condizionandolo sulle scelte future, sicuramente degli editoriali del Manifesto o di Liberazione. E li ringrazio perché magari la scelta da loro intrapresa sarà più fruttuosa della mia, riuscendo a portare l'intero Ulivo-Prc almeno sulle posizioni del 1° Bertinotti (ora è sensibilmente più a destra).
Quanto a me, che sono completamente esterno a questa sinistra perché non ho voglia di fare polemiche e dialettica interne, rimango sulle mie ritenendo che questa sinistra non sia pronta per governare, e quindi non votandola e sperando che perda alle elezioni del 2006, del 2011, 2016, 2021, 2026. Tra una venticinquina d'anni, quando tutti i leader e TUTTI i parlamentari chiederanno all'unisono "via le truppe imperialiste italiane dal paese tal dei tali senza sé e senza ma !", "Fuori l'Italia dalla NATO, fuori la NATO dall'Italia !!!", quando si vorrà costruire in Italia un nuovo tipo di Socialismo piuttosto che apportare delle riforme cosiddette (è tutto da verificare se siano tali) "migliorative" alle condizioni dei lavoratori all'interno del sistema capitalistico secondo l'ottica "cercare di vivere meglio all'interno del capitalismo", quando Rutelli arringherà la folla con in linguaggio radicalizzato stringendo con una mano il pugno e con quell'altra una bandiera rossa, quando Cirino Pomicino si imparerà a memoria i canti socialisti di lotta, quando Mastella chiederà la socializzazione dei mezzi di produzione... quando tutto ciò avverrà, tra una venticinquina d'anni, allora valuterò se a quel punto sarà il caso di votare l'Ulivo. Ma può anche darsi che mi stufi prima e per la gioia di tanti di voi mi ritiri su un'isola delle Baleari a vivere di pesca.




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