Questo e' un appello per tutti i volontari della LAV.
Lo mandero' anche alle singole sezioni, almeno, quelle dotate di email.
Ho gia' mandato in lista il comunicato in cui varie associazioni e gruppi
animalisti prendono posizione contro l'attuale versione della legge sui
maltrattamenti che dovrebbe sostituire l'attuale 727, ritenendola fortmente
peggiorativa rispetto al 727.
Chi non avesse letto il comunicato, puo' trovarlo ad esempio sul sito di
Oltre la Specie, http://www.oltrelaspecie.org
Il 3-4 aprile (ma forse anche il w-e precedente) invece la LAV organizza i
suoi tavoli nazionali dichiaratamente per raccogliere fondi e firme a favore
dell'approvazione dell'attuale proposta di legge.
Quello che io chiedo a tutti i volontari LAV, prima di decidere se
partecipare o meno a questi tavoli, e' di valutare il contenuto del
comunicato congiunto, nonche' di leggere la lettera aperta riportata qui sotto.
E di decidere con la propria testa e la propria coscienza.
Gia' in piu' di una citta' c'e' stato malcontento tra i volontari, che non
sono d'accordo sulla posizione della LAV nazionale (accompagnata da ENPA, AI, WWF, ecc.), e vorrei pregare tutti di fare le cose secondo coscienza e non
perche' la sede nazionale lo impone. Spero anche che la direzione della LAV
cambi posizione, ovviamente.
Qui sotto la lettera di Andrea Zanoni, guardia venatoria di Treviso, che
esprime in maniera molto chiara tutti i difetti della nuova legge,
applicandoli a casi reali, non a teorie campate in aria, e che risponde alla
posizione espressa da Adolfo Sansolini e Gianluca Felicetti.
Grazie a tutti per l'attenzione.
Marina Berati
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Cari Adolfo e Gianluca,
ho letto la vostra risposta in merito alla mia email sul nuovo disegno di
legge di riforma del reato di maltrattamento di animali.
Premetto che non sono un legale ma che negli ultimi 15 anni mi sono occupato
di vigilanza venatoria volontaria e di normative di tutela degli animali con
particolare riferimento a quelli senza padroni (la fauna selvatica).
Inoltre ho avuto la fortuna/sfortuna di partecipare in veste di testimone
dell’accusa ad un centinaio di processi contro cacciatori, bracconieri e
torturatori di animali.
Quindi mi permetto di fare alcune osservazioni su molti dei punti della
Vostra risposta.
Ho preferito affrontare questa mia risposta suddividendola per “temi”
cercando quindi di essere il più schematico possibile.
LA NUOVA LEGGE CAMBIERA’ “LA VITA IN MEGLIO PER MILIONI DI ANIMALI” ?
Nella Vostra email si legge: “riteniamo assieme ad altre associazioni
animaliste ed ambientaliste nazionali (trova di seguito l'appello unitario
diffuso il 13 gennaio ultimo scorso) che non possa essere gettato un lavoro
che cambierà radicalmente la vita in meglio a milioni di animali solo perché
per altri milioni non si è riusciti a fare un passo in avanti ma - è
importante sottolinearlo - neppure un passo indietro.”
Quali sarebbero i milioni di animali che oggi vengono maltrattati e che
domani avrebbero dei benefici da questa legge ?
I miglioramenti dovrebbero riguardare gli animali d’affezione? Se i milioni
di animali sono questi è giusto ricordare che la nuova legge non punirà più
“la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura”
(vedi cane con catena corta, senza cuccia, esposto al vento ed alla pioggia,
denutrito, ecc.) ma solo “la detenzione di animali in condizioni
incompatibili con la loro natura che produca gravi sofferenze”. Chi deciderà
o proverà se un cane senza cuccia sotto la pioggia per 365 giorni all’anno
prova gravi sofferenze ? Un buon legale dimostrerà che quel cane soffre solo
un po’ e solo raramente: perché è ormai abituato, perché ha un buon pelo,
perché è parente stretto dei lupi che vivono anche sulla neve e per tante
altre sciocchezze simili.
NESSUN PASSO INDIETRO ? GLI ANIMALI DI SERIE B.
Nella lettera avete scritto che ”per altri milioni di animali non si è
riusciti a fare un passo in avanti ma – è importante sottolinearlo – neppure
un passo indietro”.
E’ bene ricordare per l’ennesima volta che tutti gli animali selvatici oggi
oggetto di tortura di cacciatori e bracconieri, saranno esclusi dall’ambito
della nuova legge sul maltrattamento perché esistono in materia norme
speciali.Diventeranno nei fatti animali di serie B. Sapete quanti sono i
cacciatori in Italia ?? Circa 800.000. Sapete quanti richiami possono essere
utilizzati nella caccia da appostamento fisso o temporaneo ? Rispettivamente
10 e 40 per ogni cacciatore. Riuscite ad immaginare il numero totale di cani
da caccia che vengono oggi detenuti dai cacciatori ??? Purtroppo tutti
questi milioni di animali non saranno più tutelati dalla legge.
LE MODIFICHE DI QUESTI MESI NON HANNO COMPROMESSO IL TESTO DI LEGGE ?
Nella Vostra lettera si legge “riteniamo che le parti modificate nei mesi
scorsi su pressione di categorie che evidentemente sanno di maltrattare
animali, non hanno compromesso complessivamente la validità di gran parte
del testo”.
Invito tutti a leggere il testo del documento della “Proposta di Legge
Approvata, in un testo Unificato, dalla Camera dei Deputati
n.432-1222-2467-2610-4513-C (codice a barre *14PDL0056070* - in vendita a
0,60 Euro)”, laddove vengono comparati i tre testi relativi a: 1) Testo
approvato dalla Camera dei Deputati, 2) Testo Modificato dalla II
Commissione permanente del Senato della Repubblica, 3) Testo della
Commissione.
Vi accorgerete con estrema facilità che “le parti modificate nei mesi su
pressione di categorie che evidentemente sanno di maltrattare animali” hanno
compromesso eccome la grande parte del testo.
Meglio sarebbe dire che il testo è stato stravolto nella sua quasi totalità.
ALCUNI CASI DI IMMUNITA’ PER IL REATO DI MALTRATTAMENTO ANIMALI
Voglio fare alcuni esempi pratici, che chiamerò casi, che rendono l'idea di
quello che accade oggi e accadrà dopo l’approvazione del nuovo 727 c.p. per
determinati animali
CASO UNO
Un Pettirosso è imprigionato in un archetto con entrambi le zampe spezzate.
OGGI: il colpevole è punito per il reato di uso di mezzi vietati (art.30
lett.h L.157/92) e per il reato di maltrattamento (art.727 c.p.). DOMANI: il
colpevole sarà punito per il solo reato di uso di mezzi vietati (cf. legge
speciale sulla caccia L.157/92) che prevede una misera ammenda.
CASO DUE
Una Volpe imprigionata in un laccio si stacca una zampa a morsi pur di
liberarsi.
OGGI: il colpevole è punito per il reato di uso di mezzi vietati (art.30
lett.h L.157/92) e per il reato di maltrattamento (art.727 c.p.). DOMANI: il
colpevole sarà punito per il solo reato di uso di mezzi vietati (legge
speciale sulla caccia L.157/92) che prevede una misera ammenda.
CASO TRE
Un Allodola da richiamo è detenuta in una gabbia angusta dove non può
nemmeno aprire le ali.
OGGI: il colpevole è punito per il reato di maltrattamento animali
(detenzione incompatibile con la natura dell’animale). DOMANI: il colpevole
non sarà più punibile addirittura per due motivi: 1) il nuovo art.727
prevede che la detenzione incompatibile dell’animale produca anche gravi
sofferenze, che allo stato sono impossibili da accertare, 2) Le leggi
regionali speciali sulla caccia consentono la detenzione dei richiami vivi
anche in gabbie anguste (leggi speciali).
CASO QUATTRO
Un decina di cani randagi senza padroni vengono uccisi con i bocconi
avvelenati in una zona di ripopolamento e cattura.
OGGI: il colpevole viene punito per l'uso di mezzi vietati (art.30 lett.h
L.157/92) e per il reato di maltrattamento animali (art.727 c.p.). DOMANI:
il colpevole verrà punito per il solo reato di uso di mezzi vietati (cf.
legge speciale sulla caccia L.157/92) che prevede una misera ammenda.
CASO CINQUE
Un passero viene utilizzato da un cacciatore come zimbello legato per la
coda e strattonato.
OGGI: il colpevole viene punito per il reato di maltrattamento di animali.
DOMANI: il colpevole non sarà più punibile perché le leggi regionali
speciali sulla caccia consentono l’uso degli zimbelli vivi.
CASO SEI
Un gatto randagio viene sbranato vivo da alcuni segugi utilizzati da un
cacciatore.
OGGI: il colpevole viene punito per il reato di maltrattamento di animali.
DOMANI: il colpevole non sarà più punibile perché le leggi speciali sulla
caccia consentono l’uso dei cani da caccia.
PROCESSI QUASI ZERO CON L’ATTUALE ARTICOLO 727 C.P. ???
Nella lettera si legge : “D'altronde quante volte l'attuale articolo 727 del
Codice penale che qualcuno ora sbandiera come il massimo, è stato applicato?
Quanti cacciatori, allevatori e vivisettori sono stati così reclusi o
condannati? Dato che i processi sono stati quasi pari a zero ed i decreti
penali di condanna solo qualche decina proprio per l'inconsistenza della
sanzione contravvenzionale dell'articolo 727 …”
Chi vi scrive, grazie alla propria attività svolta nel tempo libero di
vigilanza venatoria volontaria, e nella sola provincia di Treviso, nel giro
di pochi anni ha portato a processo e fatto condannare una quarantina di
cacciatori per il reato di maltrattamento di animali, ovvero per uso di
zimbelli legati per la coda o imbragati o per uso di richiami vivi detenuti
in gabbie anguste. In seguito a queste sentenze di condanna di primo grado
ci sono state 7 o 8 condanne della Suprema Corte di Cassazione che ha
confermato tali fattispecie di reato creando importantissima giurisprudenza
in merito al 727 c.p. . Uno dei tanti maltrattatori condannati è il noto
ristoratore del trevigiano che lo scorso anno deteneva la cerbiatta balzata
poi alle cronache con il nome di Margherita. A Treviso i decreti penali poi
non si contano, proprio ieri il GIP del Tribunale di Treviso ci ha trasmesso
(a noi guardie venatorie volontarie) copia di un nuovo decreto penale (per
il reato ex art.727 cp e altri), per l’esecuzione di una confisca. Quante
province ci sono in Italia ? Quindi altro che processi zero ! Bisogna
casomai imparare a fare le denunce ! Di processi e di giurisprudenza sul
reato ex art.727 c.p. ce ne sono da perdersi ! Vi invito a documentarvi in
merito.
CON IL NUOVO TESTO CHI MALTRATTA GLI ANIMALI VA IN GALERA ?
Se leggiamo con attenzione il testo oggi in esame ci accorgeremo che per i
casi di maltrattamento più frequenti viene prevista la reclusione sempre in
alternativa alle pene pecuniarie, (vedi formula “arresto o ammenda”) quindi
accadrà quello che accade da sempre nei processi per bracconaggio, ovvero il
giudice opterà sempre per le sanzioni pecuniarie che per la maggior parte
dei casi addirittura non saranno mai pagate dagli imputati perché otterranno
il beneficio della “pena sospesa”. Per esperienza poi Vi posso dire che
piùsvere sono le sanzioni più difficile è l’impegno dei magistrati per
andare a fondo dei vari casi.
LA CITAZIONE DEL MAGISTRATO SANTOLOCI
La citazione del parere,più che corretto,del Magistrato Santoloc è del tutto
“fuori tema” perché addirittura conferma l’opposto di quello che volete
dimostrare.
Nel mondo della caccia infatti nessuno si sognerebbe di denunciare un
cacciatore per il reato ex art.727 C.P. solo perché uccide una Allodola. Né
oggi né tanto meno domani. Viceversa se un bracconiere fracassa le zampe ad
un pettirosso con un archetto, avvelena cani e gatti con i bocconi
avvelenati, o un cacciatore lega un passerotto per la coda strattonandolo in
continuazione, o detiene un tordo in una gabbia dove non si può nemmeno
muovere OGGI lo puoi denunciare e la condanna è scontata. DOMANI invece con
questa legge questi torturatori la faranno franca perché avranno l’immunità,
e il Dott. Santoloci ve lo confermerà tranquillissimamente.
La prova di ciò sta nel fatto che l’attuale 727 c.p. non fa sconti a nessuno
mentre con il nuovo ddl viene introdotta “l’immunità” per un bel gruppo di
categorie di potenziali torturatori di animali.
UCCELLI ACCECATI O LEGATI PER LE ALI, UN ESEMPIO ECLATANTE
Nella Vostra lettera riportate l’esempio degli uccelli accecati il cui uso è
vietato dalla legge sulla caccia. Ma vi siete mai chiesti quanti processi si
sono tenuti in Italia per il fatto che qualcuno è stato trovato mentre
acceca un uccello ? Nessuno naturalmente perché questo è un reato commesso
tra le mura domestiche, e per perseguirlo agli organi di vigilanza necessita
poter entrare in un’abitazione e per far ciò serve un mandato di
perquisizione, da eseguire proprio nell’istante in cui si svolge l’
operazione. E’ come cercare un ago in un pagliaio! Ma vi siete poi chiesti
cosa accade quando un cacciatore viene beccato con uccelli legati per la
coda ? Oggi accade che questi si beccano una bella denuncia e vanno sotto
processo, domani con la nuova legge la faranno franca ! Infatti la legge
sulla caccia, come viene giustamente riportato nella Vs. lettera, vieta solo
di legare gli uccelli per le ali.
NON CI SONO LEGGI SPECIALI PER CIRCHI, ZOO, ALLEVAMENTI DI BOVINI ?
Voi affermate che il reato di maltrattamento con la nuova legge verrà
applicato anche a circhi, zoo, e allevamenti di mucche per il fatto che non
vi sono leggi speciali in merito in riferimento alla disposizione che
prevede: «Art. 19-ter. – (Leggi speciali in materia di animali). Le
disposizioni del titolo IX-bis del Libro II del codice penale non si
applicano ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia, di
pesca, di allevamento, di trasporto, di macellazione degli animali, di
sperimentazioni scientifica sugli stessi, di attività circense, di giardini
zoologici, nonché dalle altre leggi speciali in materia di animali. Le
disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale non si
applicano altresì alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla
regione competente.”
Invito tutti a fare una ricerca, a leggere i vari decreti applicativi sulla
Convenzione di Washington (L.150/92), a vedere le delibere e leggi regionali
sugli allevamenti, scoprirete che di norme speciali per questi settori ve ne
sono sin troppe.
L’ATTUALE 727 SERVE A NULLA O QUASI ?
Nella Vostra lettera si legge “Allora è meglio una nuova previsione e la
possibilità che la Giurisprudenza allarghi gli orizzonti d'applicazione o è
meglio tenersi l'attuale727 che serve, certamente, a nulla o quasi?”
Ho già riportato la mia esperienza in merito relativa a decine di condanne
solo a Treviso per il reato del 727 c.p.. Voglio aggiungere un caso
clamoroso ed importante riportato proprio oggi da molti quotidiani
nazionali. Leggetelo, è tratto dalla Gazzetta del Sud:
“Prese a calci un cane, confermata la condanna a un uomo di Lipari - 17 mar
04 - Sentenza della cassazione, ammenda di 5mila euro.
È un reato punibile dare una semplice pedata ad un cane. Lo ha sentenziato
la Cassazione, secondo la quale per parlare di maltrattamenti agli animali
non è necessario che agli stessi vengano procurate lesioni fisiche evidenti,
basta solo che le povere bestiole siano messe in condizioni di soffrire. La
Suprema Corte esaminando il caso di un signore di Lipari accusato di aver
dato un calcio al cane di una sua concittadina ha confermato la condanna al
pagamento di 5mila euro inflitta dal giudice monocratico di Lipari Anna
Maria Lombardo nell'udienza del 2 luglio 2002 «avendo incrudelito»
sull'animale «senza alcuna giustificazione». Condanna tra l'altro inflitta
senza la sospensione della pena e ciò significa che l'imputato dovrà
sborsare per intero la somma a cui è stato condannato. Con la sentenza (n.
46291 del 3 dicembre 2003), la Cassazione di fatto sancisce - come spiegano
le motivazioni depositate solo adesso - che «nella contravvenzione di cui
all'articolo 727 del codice penale (che si riferisce appunto al
maltrattamento degli animali, ndr ) non è richiesta la lesione fisica all'
animale, essendo sufficiente una sofferenza poichè la norma mira a tutelare
gli animali quali esseri viventi capaci di percepire con dolore
comportamenti non ispirati a simpatia, compassione ed umanità. L'imputato
incrudeliva contro il cane per costringere la padrona dell'animale a farsi
vedere, dimostrando la natura futile del suo comportamento doloso». L'uomo
riconosciuto colpevole tra l'altro - così come era emerso dalle
testimonianze rese nel processo di primo grado tenutosi a Lipari - passando
davanti al negozio della donna con la quale aveva avuto in precedenza una
breve storia sentimentale, chiamava il cagnolino. L'animale, riconoscendo
l'ex fidanzato della sua padrona, correva fuori sul marciapiede per andare
incontro all'uomo. Invece di una carezza il cagnolino riceveva un calcio. In
compenso l'uomo si appagava nel vedere la sua ex fiamma correre fuori dal
negozio per recuperare il cagnolino maltrattato e sottrarlo alle grinfie
dell'ex fidanzato. La sentenza divenuta definitiva che sancisce un principio
fondamentale per la difesa degli animali maltrattati, è stata emessa da un
giudice onorario, l'avvocato messinese Anna Maria Lombardo e non da un
magistrato togato. L'imputato è stato giudicato in contumacia; mentre la
proprietaria del cagnolino pur seguendo tutte le udienze del processo fino
alla sentenza finale non si è costituita parte civile. Il suo intento era
solo quello di far cessare i maltrattamenti al suo cagnolino ogni qual volta
transitava per il corso principale di Lipari il suo ex fidanzato. Leonardo
Orlando “
Come potete apprendere l’attuale articolo del 727 serve, viene applicato e
consente di “creare” giurisprudenza utilissima.
CHE DIRE ANCORA ?
E’ meglio l’attuale legge o la legge in cantiere ? Come avrete certamente
capito io sono del parere che l’attuale legge è senza ombra di dubbio
migliore. Oggi non ci sono categorie di torturatori che hanno l’immunità per
il maltrattamento degli animali. Oggi non esistono animali di serie A e di
serie B. Oggi il reato di maltrattamento vale anche per chi maltratta gli
animali nelle manifestazioni paesane (vedi oche, asini, cavalli, mucche,
ecc.). Domani con il nuovo testo di legge perseguire questi torturatori non
sarà più possibile. Alla faccia del “lavoro che cambierà radicalmente la
vita in meglio a milioni di animali” !!!!!
LA LAV E LA RACCOLTA FONDI PER LA NUOVA LEGGE
Concludo con un quesito: se alcuni dei vostri amici, oppure vostro fratello
o vostra sorella, o un parente qualsiasi, vi dicessero che hanno intenzione
di recarsi ai tavoli organizzati dalla LAV per il 27e 28 marzo e 3 e 4
aprile, per acquistare delle uova che servono (cf. ultima news LAV) a
finanziare la campagna per l’approvazione di questa legge, ed inoltre per
firmare la petizione per l’approvazione della stessa, (ciò perché sono
convinti che il tutto serva a proteggere di più gli animali dalle torture
dell’uomo), voi cosa direste a loro ?
Probabilmente rispondereste di acquistare le uova e di firmare la petizione.
Io, mio malgrado, per coerenza dovrò indicare la cosa opposta !
Perché volete andare avanti a tutti i costi con questo obbrobrio di legge?
Non credete che la raccolta fondi per questo pasticcio di legge sia troppo ?
Non credete che la petizione verrà firmata inconsapevolmente da molte
persone che sono all’oscuro di come stanno in realtà le cose ?
Posso/possiamo sperare in un cambio di direzione su questo tema da parte
della LAV che ritengo essere una delle più grosse e “influenti” associazioni
animaliste oggi operanti in Italia ?
In attesa di una Vostra risposta Vi saluto cordialmente.
Andrea Zanoni
Treviso




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