



Io ne faccio una questione di opportunità... a me interessa poco se uno è libero o no di dire le più grandi vaccate che gli passano per la testa: questa è una vita di passaggio, se le leggi fossero serie e con fini soprannaturali, ci sarebbe meno possibilità di sbagliare per tutti. E alla fine è questo che conta.


1. uno stato laico prevede la divisione tra stato e chiesa, 2. le leggi possono essere ispirate dai valori cristiani. secondo me la seconda opzione del sondaggio è fatta male, così come la III: lo stato laico può e ispira molte delle sue leggi dalla morale, altrimenti oggi qualcuno potrebbe essere favorevole allo stupro. Perciò il sondaggio è fatto male.
Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!




1. infatti è errata la SEPARAZIONE...
la visione cattolica prevede una DIFFERENZIAZIONE DI FUNZIONI...
la differenza non è solo linguistica...
la "separazione" postula per ipotesi che lo stato potrebbe benissimo sussistere e prosperare senza la guida della Chiesa, la seconda visione nega questa ipotesi...
la seconda visione è una visione ORGANICA...
Stato e Chiesa sono rispettivamente come CORPO e ANIMA: hanno funzioni diverse, ma se le SEPARI il corpo muore...
2. la differenza è che le leggi DEVONO... non POSSONO...![]()


[QUOTE=Augustinus;54798]Giusto per curiosità: cosa credi che Gesù abbia voluto dire con quella frase? pensi forse che "cesare", cioè lo stato, sia "indipendente" da Dio? pensi che sia questo che abbia voluto dire?[/QUOTE
Credo che lo Stato abbia diritto di agire in piena autonomia, tenendo presente la morale. Ma questo è chiaro, altrimenti sarebbe legale anche lo stupro!
A codino: quando parlo di Chiesa "libera", intendo libera da coloro che vorrebbero strumentalizzarla a soli fini di potere e consenso. La Chiesa deve avere voce in capitolo nella società altrimenti non ci sta a fare nulla, ma rispettando le scelte che lo Stato fa nella sua autonomia. Questo è il senso della separazione, non uno status di indifferenza, ma di collaborazione per una società più giusta, che preveda però delle scelte, ripeto, in piena autonomia.
Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!




Mi sembra di essere stato chiaro nel post precedente. Lo Stato non può non considerare la morale (è la III volta che lo dico) e in questo frangente la religione è importante che abbia voce in capitolo, è fondamentale per costruire una società giusta, ma alla fine è lo Stato che decide autonomamente. Se fossimo tutti credenti mi piacerebbe uno Stato teocratico, ma siccome ci sono le diversità, le pluralità di religioni e culture, uno stato laico in questo senso è il modello più adatto a tutelarle.
Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!


Beh .... non è che abbia tanto capito, la risposta era un po' equivoca. Altrimenti non ti avrei chiesto la puntualizzazione e cioè se per te autonomia ed indipendenza, in questo contesto, siano equivalenti e se ritieni che pure "cesare" debba dare a Dio ciò che è di Dio.


Che significa non può non considerare la morale?
E che significa che, alla fine è lo stato che decide autonomamente?
Non ti sembra contraddittorio? O meglio, che senso ha considerare la morale e la relgiione se poi può fare ciò che gli pare o, come dici tu, può decidere autonomamente? Non si riduce così la religione a mera "consigliera", ma è poi lo stato "assolutista" ed "etico" a decidere?
E questo ti sembra che sia coerente con quel "dare a cesare ciò che è di cesare ed a Dio ciò che è di Dio"?