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Discussione: Le donne!

  1. #1
    Criceto Transilvanico
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    Predefinito Le donne!

    Sebbene scossi dal disastro non avvenuto a Milano, ritengo che la ragazza che mi ha rovinato la giornata vada un attimino posta alla berlina.
    Tale ingegnere, il cui nome ometto in quanto mia collega, si presenta al politecnico di bari, una mattina di questo mese, nella fattispecie il 17, con un improbabile maglione ruggine a pallini, dilavato dai numerosi lavaggi in lavatrice, un jeans sbiancato dai ripetuti struscii effettuati con le mani sporche dell'olio delle patatine ed una strana giacca a vento nera, tipica dei mercati delle pulci più malfamati.
    Sembrava la sorella minore di Atropo , quella porca parca che taglia il filo dei morituri.
    La volta successiva, invece, allorquando affermo con tono prepotente all'amico Savio "Chiamo io", indossava invece un abito lungo ed era senza reggiseno forse per confutare il fatto che fosse piatta come una tavola da surf.
    Quindi decise di parlare con il più brutto dei miei parigrado, allo scopo di far capire agli astanti che aveva un cuore d'oro, quello di chi la sapeva lunga e la voleva... lunga.
    Una mattina, per caso venimmo a sapere che lei non si sarebbe mai sposata, in quanto veramente orribile, ed allora meditò un piano per conquistarsi un uomo. Quando ne ebbe abbordato uno, attese l'occasione propizia, e ci vide con la coda dell'occhio, incominciò a telefonare con il suo cellulare al bambascione in questione, facendo in modo che tutti la sentissero chiamare costui amore.
    Successivamente, con un abile trucco decise di apparire più avvenente, e cosi pochi giorni dopo, senza nemmeno invitare i culoni con cui lavora si sposò in sordina con un laureato in giurispudenza, il quale dicono abbia un aspetto insignificante. Non l'avesse mai fatto, perché ad una certo punto, la meschina, seppe che costui doveva abitare con lei, proprio nella casa che aveva acquistato con i suoi soldini, strenne e dottorato universitario. Fu allora che ritenne di dover giocare con il sottoscritto, perché, pensava, sono intelligente e devo pensare a tutto.
    La madre, per il puzzo infantile che faceva tale storia, ha deciso di acquistare casa presso il mare, per lo meno l'acqua dilava ogni odore e candore affettato a causa di una età da donna ingenua ed infantile.
    Addio, ci fai pena!
    Ho parlato.

  2. #2
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    Predefinito Anch'io

    *BURP!*

    Ecco, così ho parlato anch'io...

  3. #3
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    Predefinito

    Confesso che non continuo a capire un cazzo di quello che dici. Perdona l'ignoranza.
    L'unica cosa che mi pare di cogliere è che non te l'ha data, pur essendo brutta, e che ci sei rimasto come un coglione quando hai saputo che aveva trovato pure marito. Ho indovinato?
    In conclusione, smettila con gli psicofarmaci e non dare retta ai ds: le droghe leggere non esistono.
    Ti consiglio vivamente, la prossima volta che uscirai con una donna, di non farti troppe pippe mentali, parlare il minimo necessario e di trombartela così com'è, bella o brutta.
    ciao

  4. #4
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    Talking Lettura edificante

    Visto che dovete periodicamente sorbirvi le trollate deliranti di quel personaggio dal nome giudaicomassonico e dall'avatar tisico (palesemente stremato dai vizi contronatura), è giusto rifarvi lo spirito leggendo qualcosa di più edificante.

    Con il sincero augurio a Voi tutti, di poter un giorno radunare questa infezione umana in un'unica capace conca, da sterilizzare poi con una bella Tagliamargherite da 7000 Kg.

    Buona lettura!

    ---------------------------

    Mentre Feric e i suoi percorrevano il largo viale che attraversava le rovine della zona orientale di Lumb, credettero di entrare in un caos da incubo.

    L'orda di Zind aveva percorso la città in gran forza. I rozzi edifici di pietra e canne erano stati fatti a pezzi e letteralmente polverizzati; non uno era rimasto in piedi, ed era diffìcile immaginare che là dove non rimanevano che polvere e macerie fino a poco tempo prima sorgeva una città. I Guerrieri avevano distrutto tutto quel che s'era parato loro innanzi e ogni angolo della città era insozzato da cadaveri in decomposizione di ogni specie immaginabile di mutanti e ibridi, il cui fetore impestava l'aria. Evidentemente i Dom avevano perso il controllo degli ibridi, data la loro vicinanza con i giganti impazziti che seminavano dovunque il panico sparando in aria, colpendosi, urinan-dosi addosso, urlando, eruttando oceani di bava dalle bocche sottili e senza labbra.

    Era uno spettacolo che Feric osservava con nausea crescente, con il sangue che gli ribolliva nelle vene. « È questo il futuro che i Dominatori preparano al mondo!» gridò Best. « Un pianeta formato da una gigantesca fogna popolata soltanto da mostri bavosi e privi di cervello che i Dom, e i Dom soltanto, controllano! Giuro sulla Gran Mazza e sulla Svastica che non mi concederò soste fino a che questa pestilenza non sarà cancellata per sempre dalla faccia della Terra! »

    Con un'accelerata, Feric guidò la colonna di SS lungo il viale - una parata, un trionfo di irresistibili cannoni, mitra e manganelli, che spinse anche l'ultimo degli helder all'eroismo più puro, acceso dalla profonda repulsione razziale di fronte alle perversioni folli e degradanti di quel che un tempo era stato plasma umano e ora urlava, sbavava, urinava oscenamente intorno a loro. Facendo a brandelli tutto quel che ostacolava la loro marcia, le truppe helder
    avanzarono verso l'enorme cappa di fiamme e fumo che incombeva sulla zona occidentale di Lumb. Perfino a quella distanza, il cannoneggiamento assordante e il gigantesco crepitio di migliaia di mitragliatrici, provenienti dalla grande battaglia che si combatteva dall'altra parte del fiume, erano sconvolgenti.

    Un unico ponte di barche attraversava il Roul intasato di cadaveri, e quando Feric giunse in vista della rozza struttura distesa sulle acque si trovò davanti agli occhi il pandemonio più totale. Una formazione di Guerrieri serrati attorno a un carro bellico stava percorrendo il ponte con perfetta sincronia; era evidente che questi Guerrieri confinati nello stretto spazio del ponte, non erano preda del panico e della disorganizzazione generali in cui Feric e le sue truppe d'assalto avevano gettato i loro compagni. La banchina orientale del Roul, invece, era completamente intasata da una massa di giganti urlanti, animati da incontrollati impulsi omicidi. Molti dei mostri impazziti cercavano di superare le truppe disciplinate sul ponte, forse per un residuo di obbedienza agli ordini o forse come inevitabile risultato del loro vagare a vuoto. Qualunque fosse la causa, un gran numero di Guerrieri ostruivano la testa del ponte, scontrandosi con la formazione ancora controllata dai Dom che tentava di raggiungere il campo di battaglia sulla banchina occidentale.

    Feric si rese subito conto che non si potevano usare i cingolati per aprirsi un varco tra i Guerrieri sul ponte, perché anche una sola cannonata imprecisa avrebbe potuto recidere quell'unico legame con la banchina occidentale e lasciarli imprigionati in quella fossa brulicante di mostri impazziti.
    Feric sollevò la Gran Mazza di Held e con essa fece dei segnali alle truppe. Il quadrato dei carri armati in cima alla colonna indietreggiò, seguito dai carri armati di protezione alle SS scelti, in modo che l'avanguardia d'assalto alle spalle di Feric e Best era ora composta esclusivamente da splendidi esemplari di Veriuomini, i mantelli scarlatti svolazzanti come bandiere nel vento, i volti splendenti di fanatica determinazione, i manganelli levati. Sarebbe stato questo manipolo di eroi ad aprire un varco attraverso i mostri del ponte con il nudo acciaio e la ferrea decisione.

    Con un grido di guerra, Feric guidò la solitaria falange proprio in mezzo al branco di giganti bavosi e urlanti che affollavano la testa del ponte. Con un unico colpo perfetto del Comandante d'Acciaio ne decapitò uno e spezzò le enormi cosce simili a botti di altri due, che caddero agonizzanti nel lago del loro stesso sangue. Al suo fianco, Best fece cadere un enorme Guerriero con una serie di colpi precisi e poi lo finì con un ultimo violento fendente alla spina dorsale. Tutt'intorno, le SS decimavano decine di mostri con ardore e precisione; non c'era praticamente colpo di manganello che andasse a vuoto.

    Le SS si stavano facendo largo attraverso la feccia, uccidendo centinaia di orrende creature e precipitandone altre nel panico più cieco, che diede il via a un fuggi fuggi di giganti impazziti e urlanti che facilitò l'avanzata di Feric e dei suoi, che poterono infine avventarsi sulla retroguardia della squadra che marciava sul ponte.

    Prima che il Dominatore a bordo del cingolato potesse iniziare la difficile manovra per far fare dietrofront alla squadra in quello spazio così ristretto, Feric aveva già assalito alle spalle una decina di Guerrieri e ne aveva squarciato i crani con il Comandante d'Acciaio, mentre le SS, infiammate dall'ardore straordinario del loro Duce, maciullavano teste, fracassavano gambe e comunque colpivano centinaia di mostri, sgomberando i primi cinquanta metri del ponte e permettendo così all'avanguardia motorizzata di accedervi.

    Quando la formazione di Guerrieri si fu finalmente voltata per rintuzzare l'attacco helder, Feric e i suoi uomini avevano già quasi raggiunto le grandi ruote cingolate del carro bellico di Zind. Lì un'autentica barriera di Guerrieri, allineati spalla contro spalla, impediva ogni ulteriore avanzamento volteggiando minacciosamente nell'aria enormi manganelli. Ma con un decisivo fendente della Gran Mazza, Feric mozzò una dozzina di braccia e fece volar via i manganelli, mentre da quelle orride bocche senza labbra si alzavano strida inumane.

    Poi, imbracciato il mitra, ne scaricò le cartucce sui mutanti a bordo del carro bellico; da quella posizione non era possibile stabilire quale fosse il Dom e quindi bisognava eliminarli tutti, e alla svelta. Ne caddero subito sei; poi intervenne Best, e anche le SS lì intorno aprirono via via il fuoco contro gli occupanti del carro.
    Dopo pochi secondi di fuoco a tappeto sul carro non rimasero che cadaveri di Zind. Gli enormi bestioni quasi privi di braccia lanciarono urla tremende e cominciarono a correre in tutte le direzioni, sempre legati al carro che prese a barcollare e ondeggiare come se volesse esplodere.

    Quanto agli altri Guerrieri rimasti sul ponte, privati del controllo del Dom, precipitarono, come i loro compagni a est di Roul, nella follia più totale e presero a vagare di qua e di là, a colpirsi l'un l'altro, a buttare i compagni e a buttarsi giù dal ponte, nel fiume pieno di cadaveri.

    Dopo fu un gioco da ragazzi per Feric e i suoi farsi strada tra quell'ammasso di muscoli decapitati; e l'impresa diventò ancor più facile quando i bestioni decisero improvvisamente di mettersi a correre tutti nella stessa direzione e, trascinandosi dietro il carro bellico, scavalcarono la spalletta del ponte e scomparvero nell'acqua sollevando una gigantesca ondata. Bastò il rumore a terrorizzare del tutto anche il resto dell'orda, e decine di Guerrieri si gettarono a loro volta in acqua, dove i loro cervelli rudimentali non si rivelarono in grado di tenerli a galla.
    La colonna helder spazzò via i superstiti e volò sul ponte per unirsi alla battaglia cruciale al di là del Roul. I cinque cingolati furono gli ultimi ad attraversare il ponte, e quando le ruote dentate toccarono la terraferma sulla banchina occidentale, le torrette si voltarono e con tre rapide cannonate mandarono il ponte in mille pezzi precipitando i rottami nel fiume già ingombro di vittime.

    Quanto al resto dell'orda di Zind, era ormai intrappolata tra gli uomini di Waffing a ovest e quelli di Feric ad est, dimezzata, priva di rinforzi e circondata da tutte le parti.
    Le truppe di Waffing erano schierate su un largo fronte nella periferia occidentale di Lumb. Protetti da rudimentali trincee, migliaia di soldati helder lanciavano continue salve di pallottole sulle squadre di Guerrieri che si scagliavano senza tregua contro il loro appostamento. Arretrati rispetto alle linee di combattimento, i vecchi carri armati a vapore helder sparavano obici sull'orda Zind senza tema che i mortai a corto raggio dei nemici riuscissero a loro volta a raggiungerli. Nubi dense di fumo acre oscuravano l'aria per miglia e miglia lungo il fronte e il boato generale era davvero spaventoso.

    Feric iniziò il suo attacco alle spalle della retroguardia di Zind; l'orda, per pura e semplice superiorità numerica, aveva raggiunto posizioni avanzate a non più di cento metri dalle trincee di Waffing, appostandosi letteralmente dietro un muro di cadaveri di Guerrieri, proprio di fronte alle postazioni di mitragliatrici. Mentre Feric osservava la scena da un'altura, file e file di Guerrieri avanzavano sincronizzati facendo fuoco. Le creature venivano fatte quasi subito a pezzi dalle mitragliatrici helder, ma altrettanto rapidamente venivano rimpiazzate da un'altra fila di giganti alti tre metri, simili a robot. Ogni nuova ondata di Guerrieri portava l'orda un po' più vicino alle linee helder, anche se le perdite erano enormi. L'orda avanzava per un processo di erosione lenta e impercettibile, ma irresistibile, come un ghiacciaio che scende lungo la montagna.
    L'enorme orda che si stendeva davanti agli occhi di Feric marciava decisa verso ovest, rango dopo rango, a perdita d'occhio, diritta contro le mitragliatrici di Waffing. Feric sorrise maliziosamente a Best. « L'ultima cosa che i Dom si aspettano è un attacco alle spalle! » esclamò. « Li schiacceremo in mezzo alle truppe di Waffing come vermi! »
    Agitò tre volte iì Comandante d'Acciaio nell'aria, e le truppe d'assalto si disposero in formazione per la battaglia finale: migliaia di motociclisti avanzarono a formare un ampio fronte ai lati di Feric, con qualche carro armato in mezzo per rinforzare l'assalto.

    Feric abbassò la Gran Mazza, accelerò al massimo e guidò il suo meraviglioso esercito di uomini e di macchine giù per la discesa, attraverso le rovine di Lumb, puntando dritto sulla retroguardia dell'orda di Zind. Mentre le SS si slanciavano in avanti, i cannoni dei cingolati cominciarono a sganciare una carica dopo l'altra tra i ranghi nemici, eliminandone in pochi minuti decine e decine così che, quando gli helder raggiunsero l'orda nemica, dozzine di formazioni di Guerrieri si erano già tramutate in branchi di animali spauriti e bavosi. Feric aggredì alle spalle una decina di Guerrieri, spaccando le loro teste con un unico, poderoso colpo della Gran Mazza. Ma, cosa abbastanza sorprendente, le file di giganti continuavano a marciare verso le trincee di Waffing, ignorando sia le moto che i cingolati SS anche quando ne venivano fatti a pezzi. Le SS ne falciavano i Guerrieri a centinaia con i mitra senza incontrare la benché minima resistenza. Best da solo fece fuori una decina di mostri con una sola sventagliata di mitra, il volto atteggiato a un'espressione di attonita incredulità.
    Quando i Dominatori superstiti riuscirono a far voltare la loro retroguardia per fronteggiare l'attacco helder, Feric e i suoi uomini erano già penetrati a fondo tra le fila nemiche, facendo una vera e propria carneficina. Ormai avevano distrutto talmente tanti carri bellici e assassinato una tale quantità di Dom che erano più i Guerrieri che s'aggiravano per il campo di battaglia impazziti che le truppe disciplinate. L'avanzata di Zind verso le trincee di Waffing degenerò in un caos folle e animalesco.
    Di fronte a. questo spettacolo, gli uomini di Waffing si resero conto immediatamente che Feric era arrivato e irruppero dalle trincee per l'ultimo, definitivo attacco, giocando il tutto per tutto.
    L'orda di Zind, già precipitata nella confusione più totale, si ritrovava ora intrappolata tra due poderose cariche helder, due fronti fatti di acciaio ed eroi. In queste condizioni, l'esito della battaglia era scontato.

    Mentre si faceva largo in un autentico oceano di Guerrieri impazziti che correvano in tutte le direzioni per sfuggire alla morte, Feric si sentì sopraffare da un impeto di fierezza. Ogni fendente del Comandante d'Acciaio eliminava un altro gruppo di oscene mostruosità, e ogni Guerriero ucciso era un nemico di meno, un ostacolo spazzato via dal cammino verso la vittoria finale. Tutt'at-torno a lui, le SS massacravano Guerrieri con furore sempre più frenetico, chiamando a raccolta enormi riserve di forza isterica, o forse attingendo alle loro inesauribili riserve in una strenua comunione di lotta eroica e trionfante, in cui tempo e fatica non erano che parole vuote, prive di significato.
    Feric non aveva idea di quanto fosse durata la battaglia. Avanzava con la moto nel caos frenetico dell'orda di Zind in preda al panico, colpendo quanti poteva con la Gran Mazza. Aveva l'uniforme nera completamente arrossata dal sangue nemico, e altro sangue scorreva lungo lo stelo argenteo del Comandante d'Acciaio, inzuppandogli la mano. Eppure non sentiva su di sé traccia del tempo trascorso e della tremenda fatica sostenuta. I Guerrieri che aveva di fronte dovevano essere sterminati, e lui li sterminava; erano questi parametri dell'universo di guerra in cui si muoveva.

    Alla fine, sul campo rimasero più cadaveri che Guerrieri e Feric si ritrovò a inseguire e massacrare gli ultimi superstiti uno a uno anziché a mucchi come prima, perché ce n'erano troppo pochi, e troppo lontani uno dall'altro.

    Scoprì due Guerrieri, a pochi passi da lui, in piedi su un mucchio di cadaveri di compagni caduti, che cercavano di finirsi a colpi di manganello. Girò la moto, puntò verso i due giganti e vibrò un colpo della Gran Mazza sulle loro teste. Ma prima che l'arma raggiungesse il bersaglio, uno dei due urlò e cadde, colpito dal compagno, con il cervello spappolato; Feric dovette accontentarsi di far fuori l'altro.

    E poi, all'improvviso, si trovò di fronte la massiccia figura di Lar Waffing, l'uniforme grigia macchiata di rosso e un manganello completamente imbrattato di sangue in mano.
    Feric fermò di colpo la moto e scese. Un attimo dopo si ritrovò accanto Best. I tre uomini restarono un attimo fermi, in silenzio, mentre le nere SS correvano ad abbracciare i soldati dell'esercito in divisa grigia. La trappola aveva funzionato - l'orda di Zind era stata annientata.

    Fu il focoso Waffing a spezzare quel solenne silenzio. « Ce l'abbiamo fatta! » esclamò. « Heldon è salva! Questo è il più grande momento della storia del mondo! »
    « No, mio caro Waffing », lo corresse Feric. « Il più grande momento della storia del mondo sarà quello in cui l'ultimo Dominatore esalerà l'ultimo respiro. Esulta per una battaglia vinta, con amore, ma non confonderla con la fine della guerra. »
    Waffing annuì, e i tre uomini rimasero lì, nella luce del tramonto, a guardare il campo di battaglia ormai deserto. Tra loro e il fiume Roul si stendeva un vasto territorio completamente coperto di cadaveri nemici e dei loro equipaggiamenti distrutti. Le squadre di rastrellamento delle SS e dell'esercito cominciarono a muoversi in quel gigantesco letamaio; di tanto in tanto, uno sparo spezzava il silenzio solenne. I caldi raggi rossi del sole calante, che creavano una sorta di alone intorno a Feric e ai suoi due paladini, investivano ormai il trionfante campo di battaglia come fiamme di un fuoco divino.

  5. #5
    cricetoso
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    Predefinito Re: Le donne!

    In origine postato da Jason Voorhees
    Sebbene scossi dal disastro non avvenuto a Milano, ritengo che la ragazza che mi ha rovinato la giornata vada un attimino posta alla berlina.
    Tale ingegnere, il cui nome ometto in quanto mia collega, si presenta al politecnico di bari, una mattina di questo mese, nella fattispecie il 17, con un improbabile maglione ruggine a pallini, dilavato dai numerosi lavaggi in lavatrice, un <a href="http://www.ntsearch.com/search.php?q=jeans&v=54&src=zon">jeans</a> sbiancato dai ripetuti struscii effettuati con le mani sporche dell'olio delle patatine ed una strana giacca a vento nera, tipica dei mercati delle pulci più malfamati.
    Sembrava la sorella minore di Atropo , quella porca parca che taglia il filo dei morituri.
    La volta successiva, invece, allorquando affermo con tono prepotente all'amico Savio "Chiamo io", indossava invece un abito lungo ed era senza reggiseno forse per confutare il fatto che fosse piatta come una tavola da surf.
    Quindi decise di parlare con il più brutto dei miei parigrado, allo scopo di far capire agli astanti che aveva un cuore d'oro, quello di chi la sapeva lunga e la voleva... lunga.
    Una mattina, per caso venimmo a sapere che lei non si sarebbe mai sposata, in quanto veramente orribile, ed allora meditò un piano per conquistarsi un uomo. Quando ne ebbe abbordato uno, attese l'occasione propizia, e ci vide con la coda dell'occhio, incominciò a telefonare con il suo cellulare al bambascione in questione, facendo in modo che tutti la sentissero chiamare costui amore.
    Successivamente, con un abile trucco decise di apparire più avvenente, e cosi pochi giorni dopo, senza nemmeno invitare i culoni con cui lavora si sposò in sordina con un laureato in giurispudenza, il quale dicono abbia un aspetto insignificante. Non l'avesse mai fatto, perché ad una certo punto, la meschina, seppe che costui doveva abitare con lei, proprio nella casa che aveva acquistato con i suoi soldini, strenne e dottorato universitario. Fu allora che ritenne di dover giocare con il sottoscritto, perché, pensava, sono intelligente e devo pensare a tutto.
    La madre, per il puzzo infantile che faceva tale storia, ha deciso di acquistare casa presso il mare, per lo meno l'acqua dilava ogni odore e candore affettato a causa di una età da donna ingenua ed infantile.
    Addio, ci fai pena!
    Ho parlato.
    Cura consigliata per curare gli effetti allucinatori delle sostanze chimiche stupefacenti:

    Una settimana in alta montagna all'aria aperta, dai 2000 metri in su, sport e dieta a base di carboidrati.

    E ovviamente tenersi lontano di piantine, coltivazioni, eccetera..

  6. #6
    cricetoso
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    Ma costa così tanto fare un controllo delle urine prima di scrivere sui forum?

  7. #7
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Le donne!

    In origine postato da Jason Voorhees
    Sebbene scossi dal disastro non avvenuto a Milano, ritengo che la ragazza che mi ha rovinato la giornata vada un attimino posta alla berlina.
    Tale ingegnere, il cui nome ometto in quanto mia collega, si presenta al politecnico di bari, una mattina di questo mese, nella fattispecie il 17, con un improbabile maglione ruggine a pallini, dilavato dai numerosi lavaggi in lavatrice, un jeans sbiancato dai ripetuti struscii effettuati con le mani sporche dell'olio delle patatine ed una strana giacca a vento nera, tipica dei mercati delle pulci più malfamati.
    Sembrava la sorella minore di Atropo , quella porca parca che taglia il filo dei morituri.
    La volta successiva, invece, allorquando affermo con tono prepotente all'amico Savio "Chiamo io", indossava invece un abito lungo ed era senza reggiseno forse per confutare il fatto che fosse piatta come una tavola da surf.
    Quindi decise di parlare con il più brutto dei miei parigrado, allo scopo di far capire agli astanti che aveva un cuore d'oro, quello di chi la sapeva lunga e la voleva... lunga.
    Una mattina, per caso venimmo a sapere che lei non si sarebbe mai sposata, in quanto veramente orribile, ed allora meditò un piano per conquistarsi un uomo. Quando ne ebbe abbordato uno, attese l'occasione propizia, e ci vide con la coda dell'occhio, incominciò a telefonare con il suo cellulare al bambascione in questione, facendo in modo che tutti la sentissero chiamare costui amore.
    Successivamente, con un abile trucco decise di apparire più avvenente, e cosi pochi giorni dopo, senza nemmeno invitare i culoni con cui lavora si sposò in sordina con un laureato in giurispudenza, il quale dicono abbia un aspetto insignificante. Non l'avesse mai fatto, perché ad una certo punto, la meschina, seppe che costui doveva abitare con lei, proprio nella casa che aveva acquistato con i suoi soldini, strenne e dottorato universitario. Fu allora che ritenne di dover giocare con il sottoscritto, perché, pensava, sono intelligente e devo pensare a tutto.
    La madre, per il puzzo infantile che faceva tale storia, ha deciso di acquistare casa presso il mare, per lo meno l'acqua dilava ogni odore e candore affettato a causa di una età da donna ingenua ed infantile.
    Addio, ci fai pena!
    Ho parlato.
    Mai vista tra il personale universitario una donna decente. Al massimo qualche assistente, ma solo di quelle che non fanno strada.
    La questione deve porsi per bene: una vera donna può essere docente?
    Secondo me sì , ma solo se sa fare la maglia. La tua collega invece, facendo fede ciò che dici, è l'esatto opposto: una moira sciagurata.

  8. #8
    cricetoso
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    In origine postato da Bebèrt
    non conosci qualche sito che vende peyotl?
    http://www.pleasureherbs.com/

    mi raccomando non esagerare anche te

  9. #9
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    postate cose da incubo, non ho capito proprio noiente e si che mio padre mi consiglia di frequentare questo forum per imparare a dibattere delle tesi contrapposte o roba del genere sarà che alla fine più che imparare disimparo

  10. #10
    Criceto Transilvanico
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    Predefinito

    In origine postato da carmen

    postate cose da incubo, non ho capito proprio noiente e si che mio padre mi consiglia di frequentare questo forum per imparare a dibattere delle tesi contrapposte o roba del genere sarà che alla fine più che imparare disimparo
    Amica che ami la sera tornare tardi, sfidando gli "aces" oculari di tuo padre, sorella che condividi la pena di far parte di un eccellente politecnico nel quale, pero, lo sport è ramingo, forse in quanto ancora infantile in una struttura in fieri, pertanto incuriosito, probabilmente, dal cibo dei coccodrilli, gli unici in grado di far crescere la proboscide agli elefantini. Ad ogni modo non è "con le puttane che la minchia cresce ", quindi noi speriamo che tu non sia troppo prese dalle raccomandazioni parentali e che quanto prima, posss narrare nell'orecchio del piccolo elefante, testè inpettito nella sua curiosità sciorinata in una platea eclettica e variegata, allo scopo di, chissà, afferrare il nostro naso, tirandolo fino a renderlo una proboscide adulta, del tipo invidiato, dalle signorine, proprio alle mamme più premurose, cosa effettivamente "mangiano le coccodrille".
    Scemina, lascia stare, noi non siamo l'uomo che fa per te, non funzionerebbe.
    Con affetto.
    Ho parlato.

 

 
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