Proposta di legge leghista: in ogni città la costruzione dovrà essere approvata dai residenti
SIMONE GIRARDIN
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ROMA - Volete la creazione di una nuova moschea? Chiedetelo ai cittadini residenti. E' questa, in sintesi, la proposta di legge presentata ieri dai deputati della Lega Nord riguardante le norme per la realizzazione di nuovi edifici dedicati ai culti. E se l'iniziativa del Carroccio dovesse andare in porto, servirà per legge un referendum cittadino perché si possa costruire un nuovo luogo di culto.
Da diversi mesi la Lega stava lavorando al progetto. Poi la strage terrorista di matrice islamica dell'11 marzo al cuore di Madrid e le ultime notizie che porterebbero ad una pista tutta italiana in questa drammatica vicenda, hanno riacceso prepotentemente i riflettori sulle comunità islamiche presenti in tutto il Paese.
Il Carroccio da tempo denunciava l'infiltrazione sul nostro territorio di cellule islamiche con legami con il terrorismo internazionale. E lo ha fatto, in particolare, puntando il dito contro la massiccia e indiscriminata presenza delle moschee alcune delle quali, nel tempo, si sono trasformate in vere e proprie basi logistiche e operative per terroristi.
«Le indagini ci hanno dimostrato che le moschee non sono più soltanto luoghi di culto ma anche centri di reclutamento e smistamento di potenziali kamikaze», ha sottolineato il vicepresidente dei deputati del Carroccio, Federico Bricolo, che ieri ha presentato la proposta di legge, insieme al capogruppo alla Camera Alessandro Cè e all'onorevole Andrea Gibelli. «Un'iniziativa che va nella direzione di arginare in qualche modo il fenomeno terrorista legato alle moschee», ha spiegato lo stesso Gibelli, primo firmatario della proposta.
Ed è stato proprio quest'ultimo ad entrare nel merito del progetto: «La proposta di legge introduce nuove disposizioni con le quali si demanda alle Regioni la potestà esclusiva di regolamentare i piani di edificazione e ristrutturazione degli edifici destinati a funzioni di culto delle confessioni religiose che non hanno ancora stipulato intese con lo Stato in base all'articolo 8 della Costituzione. L'Islam è una di queste - ha precisato Gibelli - Si tratta dunque di un piano di localizzazione delle moschee, partendo dal principio che questi luoghi di preghiera rientrano nell'articolo 117 della Costituzione, dove si definisce il governo del territorio quale materia di potestà legislativa concorrente tra Stato e Regioni. Queste ultime, stando alla nostra proposta, avranno i pieni poteri in materia».
Quindi l'esponente del Carroccio ha sottolineato i punti cardine del progetto: «La proposta di legge si divide in sei articoli. Chi vuole realizzare un edificio destinato al culto dovrà presentare una domanda scritta alla Regione interessata. Nella richiesta si dovrà specificare il progetto edilizio che, dovrà seguire determinate norme urbanistiche ed edilizie, il piano economico, l'elenco degli eventuali finanziatori, il numero di quanti utilizzeranno la struttura, e per questo si terrà conto del numero di immigrati presenti sul territorio, e il motivo per cui sarà usata. Le Regioni entro 180 giorni dall'entrata in vigore di queste legge, dovranno emanare un piano di insediamento degli edifici religiosi. Il piano verrà rinnovato ogni cinque anni».
Per il presidente Cè la Lega ancora una volta dimostra con i fatti «il proprio interesse nella difesa delle tradizioni e della sicurezza dei cittadini». «La comunità islamica - ha detto Cè - non ha mai avuto intenzione di integrarsi. Noi non siamo disposti a trattare con chi si rifiuta di rispettare la nostra storia e la nostra identità e soprattutto con chi non condanna l'Islam integralista». All'incontro era presente anche l'eurodeputato leghista Mario Borghezio, che ha ricordato la stretta attualità del problema Islam, dicendosi pronto a portare la proposta di legge all'attenzione del Parlamento europeo.
[Data pubblicazione: 25/03/2004]




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