Corriere della Sera
RACCOLTA FONDI / Cinquecento euro per partecipare alla serata di Alleanza
nazionale
In mille a cena con Fini, tutti in piedi per Mameli
Il vicepremier: rivedo tanti amici. Un parlamentare: le nostre donne meglio
di quelle azzurre
MILANO - Arrivano in un migliaio e sborsano, senza battere ciglio, la
bellezza di 500 euro. È la grande cena elettorale lombarda di Alleanza
nazionale. Prezzi da rosticceria, comunque, in confronto ai 2000 euro
necessari per cenare, lo scorso febbraio, con Silvio Berlusconi. Ignazio La
Russa, però, a passare per secondo non ci sta: «Mica abbiam copiato. La
prima grande cena elettorale l'abbiamo fatta noi, alla discoteca Alcatraz».
Gianfranco Fini arriva puntuale e alla politica non concede nulla: «Siamo in
campagna elettorale e questa è una cena elettorale. Ma è anche l'occasione
per rivedere tanti amici». E tanti, in effetti, lo sono. Nel Gilli-cube, un
maxi spazio da sfilate a due passi da Brera, si affollano parlamentari e
politici locali, dame e cavalieri, i vertici istituzionali. Al tavolo con
Fini ci sono il presidente della Lombardia Roberto Formigoni - che scherza
con il «padrone di casa», Salvatore Ligresti - la presidente della Provincia
Ombretta Colli e il sindaco Gabriele Albertini. Messi insieme, forse, con
qualche malizia: tra i due non corre buon sangue. E neppure l'imminente
campagna elettorale - lei per la riconferma, lui per un seggio a Bruxelles -
riesce a contenere le stilettate.
Bella gente, belle donne - «Meglio di quelle di Forza Italia» si sfrega le
mani un deputato - e una buona presenza di ugole: Ornella Vanoni, Marcella
Bella e Cecilia Gasdia, che apre ufficialmente la serata con l'Inno di
Mameli: «Ovviamente - esorta La Russa - ci alziamo tutti in piedi». Per lo
spettacolo ci sono anche Ambra Orfei e Emanuela Folliero, Renato Pozzetto e
Jocelyn. E poi, Daniela Santanché, Flavio Briatore e il fotografo Bob
Krieger. Rappresentato anche lo stile, con il presidente della Camera della
Moda Mario Boselli e quello di Moda Italia, Renato Borghi.
Nel giorno del federalismo, nessuno ne parla. Soltanto La Russa butta lì, ad
uso cronisti, un «il matrimonio tra An e il federalismo non è di interesse».
Che cosa si mangia una sera di marzo a Milano con 500 euro? Salmone e
prosciutto affumicato, riso al nero e malfatti alla ricotta, guanciale al
forno e cassata agli agrumi di Sicilia.
Marco Cremonesi




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