La Lega : «Si è espresso il 50 % dei potenziali elettori»
di Mauro Sartori
Oltre 20 mila scledensi hanno scelto di non andare a votare. È così che è stato sconfitto il referendum, voluto dalla Lega Nord contro il voto agli immigrati residenti ma privi di cittadinanza. Il referendum non ha raggiunto il quorum che prevede il voto di metà più uno degli elettori iscritti. Dentro le urne però, per quello che può valere, hanno vinto i "no", con 9 mila 447 voti rispetto ai mille 484 "sì", ma l’86% voti no per la Lega sclendense è un risultato politico da far valere. Ora dunque andrà avanti l’iter della mozione consiliare approvata dal centrosinistra e da Rifondazione. Prevede uno studio di fattibilità sulla concessione del diritto al voto per i consigli di quartiere e per i referendum stessi a chi risiede a Schio ad almeno 3 anni. Si sta valutando anche l’istituzione di una rappresentanza esterna in consiglio comunale. Il quorum però è stato sfiorato in alcuni seggi: a S. Maria del Pornaro ha votato il 49.5%, a Monte Magrè il 46%. Oltre il 40% è andata Ca’ Trenta. La periferia ha risposto di più al richiamo della Lega Nord, meno il centro con le punte più basse in via Marconi (24% e 26%).
«Siamo rammaricati per il mancato raggiungimento del quorum - commenta Alex Cioni, portavoce di Alternativa sociale, unico movimento politico scledense di destra ad appoggiare la Lega -. Tuttavia la vittoria schiacciante del "no" è per noi un risultato dal quale non si può prescindere. Accusiamo di vigliaccheria il centrosinistra ma anche i neodemocristiani di Udc e Alleanza Nazionale, che non hanno avuto il coraggio di sostenere a viso aperto il confronto».
Concetto ribadito dai promotori della Lega Nord: «Ulivo, An e Fi non hanno dato indicazioni agli elettori - spiega il portavoce Pietro Bastianello -. Eppure il 50% dei potenziali elettori, in base alle ultime stime, si è comunque espresso. È un segnale di cui tener conto».
Un monito a non strumentalizzare l’assenteismo viene da "Schio Insieme", lista civica che non si è schierata nel merito: «È assurdo pensare che chi non ha votato domenica lo abbia fatto per favorire il voto degli stranieri ai prossimi referendum - afferma il consigliere comunale Guido Toniolo -. È un controsenso evidente. La verità è che la disaffezione alle urne sta diventando palese e preoccupante. Non a caso i "no" di domenica sono di poco inferiori ai consensi ricevuti da Berlato Sella al ballottaggio del ’99. Attenzione quindi a parlare di delegittimazione. Piuttosto pensiamo a rivedere la questione del quorum, che non sarà mai raggiunto da nessuno, se si va avanti così».
Una chiave di lettura diversa sulla disaffezione alle urne la fornisce Emilia Laugelli, assessore alle politiche sociali: «Adesso tutti sono bravi a girare la frittata, ma è perlomeno deformante cantare vittoria per un fallimento. La verità è che gli scledensi meritano sì di essere coinvolti su temi importanti, ma senza che vi sia strumentalizzazione politica. Altrimenti capiscono tutto, e se ne restano a casa. Come amministrazione, nonostante quello che qualcuno sostiene, non abbiamo frapposto ostacoli al referendum, garantendo anzi il voto in tempi rapidi, prima delle elezioni. Semmai personalmente sono disgustata da alcuni giudizi pesanti espressi, durante la campagna referendaria, sugli immigrati».
Intanto l’amministrazione dovrà riprendere in mano il dispositivo dell’intera questione. «Il ricorso alla consultazione ha bloccato il procedimento - conferma il consigliere diessino Antonio Lucido - ma alcune ipotesi ci sono, e dovranno essere vagliate sotto l’aspetto tecnico, di comune accordo con le comunità di stranieri presenti in città. Esiste il problema di trovare la formula che accontenti e rappresenti tutti. Se ne dovrà far carico la prossima amministrazione. Con il voto ormai alle porte, non c’è altra soluzione».


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