È l'esito del referendum voluto dalla Lega Nord sul voto amministrativo agli stranieri



Il quorum nel referendum consultivo non è stato raggiunto, ma a Schio, in provincia di Vicenza, la mobilitazione dei cittadini contro la delibera che assegna il voto agli immigrati è stata alta. Molto più alta delle percentuali di consensi raggiunte dalla Lega nord sul territorio comunale.
È stata infatti del 34,75% l'affluenza alle urne per la consultazione promossa dalla soltanto dalla Lega in disaccordo con una delibera del consiglio comunale del 28 ottobre scorso, con cui si dava mandato alle commissioni di procedere ai cambiamenti statutari e ai regolamenti comunali per consentire ai cittadini stranieri residenti a Schio da più di tre anni l'ammissione al voto in caso di referendum consultivi comunali, di elezione dei consigli di quartiere, di elezione di loro rappresentanti con funzione consultiva in seno al consiglio comunale.
Alle urne erano state chiamate complessivamente 31.693 persone. Si sono recate a votare 11.014. E ben l'86,42% dei votanti ha messo la crocetta sul no, il 13,58% invece sul sì.
«Speravamo - ha detto in un'intervista il segretario della sezione cittadina della Lega Nord, Giuseppe Prosdocimi - di superare almeno la soglia del 40 per cento, ma consideriamo comunque questo un buon risultato, visto che l'abbiamo ottenuto praticamente con le nostre sole forze».
«Dopo una risposta del genere - continua Prosdocimi - proseguiremo con il nostro programma a sostegno dei cittadini, che ringraziamo per aver aderito al nostro referendum: oltre 8500 scledensi hanno votato no, condividendo quanto avevamo proposto, e questo è un ottimo risultato che ci fa ben sperare anche per le prossime elezioni amministrative. Dobbiamo peraltro sottolineare una sorta di boicottaggio da parte dell'Amministrazione comunale, considerando non solo il silenzio sotto il quale è stato posto il referendum, ma anche, ad esempio, la scarsa pubblicità, il fatto che a diversi cittadini non è arrivato il certificato elettorale o che i seggi erano in alcuni casi situati in punti defilati e poco segnalati».
«Ci dispiace - conclude il segretario cittadino - che l'Amministrazione comunale non si sia voluta esprimere riguardo a questo referendum, e speriamo che ora non canti vittoria per il mancato raggiungimento del quorum, dopo aver scelto il silenzio per tutta la campagna referendaria. Complessivamente, comunque, questo è un risultato che ci fa ben sperare, e che ci dà ulteriore grinta in vista delle elezioni amministrative di giugno».
Parole riconfermate dal responsabile dell'Ufficio stampa della Lega scladiense, Pietro Bastianello: «non è stato raggiunto il quorum del 50% + 1 dei cittadini votanti, come del resto ampliamente previsto, ma è stato raggiunto il quorum politico del 35%. Si, perché a Schio, in linea con la tendenza nazionale, la percentuale dei votanti a qualsiasi consultazione popolare nelle ultime tornate politiche o amministrative è sempre arrivata attorno al 70%, e quindi 23.000 potenziali votanti, circa. Di questo primo dato principale, l'uscente amministrazione dovrà tener conto volente o nolente, mentre il secondo vero dato di fatto di questa tornata referendaria è che il 30% dei cittadini che sono andati al seggio ieri sono stati chiamati solamente dalla Lega Nord di Schio. Non hanno dato indicazioni agli elettori né An né Fi né tanto meno l'Ulivo, in questo modo alle prossime amministrative di giugno possiamo affermare con certezza che la sinistra non ha la vittoria in tasca, anzi, e la Lega Nord-Liga Veneta è più forte che mai».


[Data pubblicazione: 06/04/2004]