eh questo non capisce una mazzaIn Origine Postato da damps
Tommasino,
ormai sei ai datteri.
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io parlo dell'ultima volta


eh questo non capisce una mazzaIn Origine Postato da damps
Tommasino,
ormai sei ai datteri.
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io parlo dell'ultima volta


ah si si ma io son contento, è a voi che vi scoccia sto fatto che pure Prodi dà la mano...guarda qui, subito arriva la foto del berluscaIn Origine Postato da brunik
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il Silvio se li sbaciucchia gli stati canaglia, se è per questo![]()
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bè finora berlusconi non l'ha mai processato nessuno! chi ci ha tentato è stato allontanato perchè sicuramente era comunistaIn Origine Postato da O'Rei
guarda che lo so benissimo, non è una novità...Berlusconi ha sempre avuto molti contatti con il capo libanese, solo che voi l'avete sempre processato per questo
Chiamo alla Jihad da Rihad a Dubai/
Sai, gli restituiremo le torture di Abu Ghraib/
ogni posto in occidente è il World Trade Center/
E qui intorno ogni giorno è l'undici
settembre/


mi sembra invece che venga processato da tutti, il fatto che poi se la cavi sempre è un altro discorso, però processato lo è...In Origine Postato da HoChiMinh84
bè finora berlusconi non l'ha mai processato nessuno! chi ci ha tentato è stato allontanato perchè sicuramente era comunista


peccato che il "tutti" non abbia potere giuridico, e lui rimane a piede libero... (ps: gheddaffi è Libico non Libanese, quello è un altro paese)In Origine Postato da O'Rei
mi sembra invece che venga processato da tutti, il fatto che poi se la cavi sempre è un altro discorso, però processato lo è...
Chiamo alla Jihad da Rihad a Dubai/
Sai, gli restituiremo le torture di Abu Ghraib/
ogni posto in occidente è il World Trade Center/
E qui intorno ogni giorno è l'undici
settembre/


AHHAHAHAH GUARDATE UN PO' COSA TROVO NEGLI ARCHIVI DI INTERNET: ARTICOLO DEL 1998, E POI PRODI PARLA COME EUROPA E NON COME SE STESSO!!!AHHAHAHAHAHAHAHHA
Italia-Libia
Ap-Prodi africani
Commentando la recente intesa politico-economica tra la Libia e il governo Prodi, Gheddafi ha parlato senza mezzi termini di "un'alleanza progressista, rivoluzionaria..."; in realtà la politica neocoloniale italiana è sempre stata tale che gli affari reciproci non sono venuti mai meno, neppure durante i periodi di maggiore tensione internazionale e il perdurante embargo.
L'elenco dei rispettivi interessi economici è estremamente esteso tanto che è praticamente impossibile darne un quadro esauriente, ma comunque qualche cifra e qualche nome si può senz'altro fornire giusto per darne un'idea e fare quindi alcune considerazioni.
Fin dagli anni `70 i rapporti tra Libia e Italia sono stati particolarmente intensi; quando infatti il Colonnello decise la nazionalizzazione di tutte le compagnie petrolifere ebbe comunque un occhio di riguardo per gli ex-colonialisti lasciando all'ENI una partecipazione paritetica del 50%, mentre il capitale italiano trovava in Libia diversificate possibilità d'investimento, costruendo raffinerie, strade, industrie e vendendo armamenti.
Tale collaborazione fu onorata dai servizi segreti italiani (il tristemente noto SID) che, data la loro esperienza, sventarono un complotto ai danni del leader libico o comunque così fecero credere.
Dal `76 fino all'86 -anno della crisi tra Libia e USA che vide il lancio-farsa di due missili Scud contro Lampedusa- il capitale libico fu co-proprietario della Fiat, con ben due posti nel consiglio d'amministrazione della nota fabbrica torinese, sotto l'egida governativa democristiana e socialista.
Oggi la rete di interessi appare ancor più sviluppata.
L'Italia è il primo partner commerciale della Libia; innanzitutto c'è ancora di mezzo il petrolio: è libico un terzo del greggio importato nel nostro paese (per 6 mila miliardi di lire) e L'Eni è il maggior produttore straniero con 230 mila barili al giorno (16% dell'intera produzione libica), mentre si prepara a sfruttare un nuovo pozzo nel bacino di Murzuk, ma la cooperazione riguarda l'intero settore energetico (gas, energia solare ed elettrica) ed è lanciatissima in quello delle Telecomunicazioni.
Oltre all'Eni, hanno più che rilevanti interessi in tali settori Pirelli, Impregilo, Enel, Iveco, Snam Progetti e Saipem; la Nuovo Castoro e la Soilmec sono invece tra le principali ditte che copartecipano alla costruzione di un grande lago artificiale nel deserto libico.
Nel settore commerciale sono invece le italiche Piccole e Medie Imprese a sfruttare il mercato libico andando incontro alla domanda riguardante prodotti alimentari, meccanici, tessili, nonchè calzature, abbigliamento e persino mobili.
Dall'altra parte il capitale libico (investimenti previsti in Italia per il `98: 500 milioni di dollari) è dentro Banca di Roma e ha già comprato certificati di deposito per circa 5 mila miliardi di lire in altri importanti istituti (Monte dei Paschi, Credit, San Paolo di Torino, Comit); mentre progetta investimenti su Telecom, Parmalat, Mediaset, Standa.
Da tempo inoltre -anche se la cosa non è mai stata resa di pubblico dominio- la Libia è azionista dell'Eni con l'1,5%, percentuale importantissima in sé in quanto garantisce la salvaguardia dei reciproci profitti perchè comunque unisce materialmente produttore e consumatore. Notevolissime anche le proprietà o coproprietà libiche in Italia nei più diversi comparti (due soli esempi: la catena alberghiera Hermitage sull'Adriatico e la tipografia Editar di Cagliari).
Ma se questo panorama di allegri e reciproci buoni affari ha, alla luce del nuovo accordo bilaterale, ispirato l'ottimismo dei commentatori finanziari e ha catturato l'attenzione dei giornali solo per le clausole riguardanti le storiche responsabilità italiane (bonifica dei campi minati, deportati libici dispersi, opere d'arte trafugate, etc.), scarsa attenzione è stata rivolta alle possibili implicazioni politiche internazionali.
E' stato osservato che, assieme ai nuovi rapporti con l'Iran, il recente accordo italo-libico mette il nostro paese al primo posto tra le nazioni occidentali che hanno rapporti con Stati invisi al Congresso USA e sottoposti dall'ONU a sanzioni "antiterrorismo".
Se si pensa poi che ai tempi dei bombardamenti USA su Tripoli (e ancor prima in occasione della strage di Ustica) ci fu chi sottolineò come l'aggressione americana sembrava mirare più a metter fuori mercato il petrolio libico e costringere gli acquirenti europei a dipendere da quello "yankee" piuttosto che a colpire il governo rivoluzionario della Jamahiria, c'è da chiedersi se Washington rimarrà a guardare, tanto più che non ha mai smesso di accusare la Libia di fabbricare armi chimiche e comprare missili.
Inoltre non vanno dimenticati sia il ruolo anti-integralista islamico giocato da Gheddafi in contrapposizione all'Iran, sia il progetto politico-militare libico di dar vita ad un'alleanza tra i paesi del Maghreb che certo destabilizzerebbe i delicati equilibri esistenti nel Mediterraneo.
Di certo, comunque, è poco rassicurante una pace firmata col petrolio.
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si ho sbagliato a scrivere...In Origine Postato da HoChiMinh84
peccato che il "tutti" non abbia potere giuridico, e lui rimane a piede libero... (ps: gheddaffi è Libico non Libanese, quello è un altro paese)


UNA BELLEZZA: ALTRO ARCHIVIO, QUESTA E' UN INTERVISTA DEL 2000, LEGGIAMO UN PO' CHI E' STATO A RIAPRIRE LA PORTA AL PAESE CANAGLIA:
Parliamo di Italia, colonnello. Per questo paese lei ha sempre dimostrato odio e amore. Oggi dov'è l'odio e dove l'amore?
L'Italia è stata per lungo tempo nemica della Libia. Prima dell'accordo di cooperazione firmato nel '98 con il governo dell'Ulivo e di D'Alema avevamo deciso di farla restare nella lista dei nemici. Abbiamo aspettato inutilmente vent'anni. Oggi tutto può cambiare se l'accordo verrà rispettato. Attenzione, per ora poco è stato fatto.
Si dice che per Massimo D'Alema e per Romano Prodi, cioè per l'Italia e per l'Europa, il suo discorso sul colonialismo dell'Europa al vertice del Cairo sia arrivato come una bomba.
La verità è che Prodi si è fermato solo al mio dissenso sulla partecipazione alla Conferenza mediterranea di Barcellona. Barcellona potrebbe essere un fatto positivo per la Libia. La legherebbe a un continente progredito e aperto come l'Europa, ma ci sono cose in quel trattato che non accetteremo mai. Prima di tutto la divisione del territorio geografico dell'Africa che la Conferenza propone. L'Africa rimane unica e unita. Poi la partecipazione di Israele alla Conferenza, come ho già detto. Non potrò mai sedere accanto a quel paese. Dalla Turchia alla Palestina, bisogna tirare una linea rossa.
Come è andata davvero la storia dell'invito a Bruxelles che è poi saltato?
È stato un errore di Prodi. Prodi è un po' amico e un po' nemico. Lui mi ha telefonato per invitarmi. Ha fissato perfino la data. Poi ho saputo che il viaggio doveva essere considerato sospeso finché non avessi firmato un comunicato dove approvavo Barcellona. In questo caso bastava che lui mi avvisasse prima: o firmi o non vieni. Oppure vediamoci per discutere della cosa. Io credo che Prodi sia stato pressato e messo in imbarazzo da sionisti e americani. «Sei pazzo a invitare Gheddafi?». Si è trovato davanti a un muro e ha ceduto.
EH SI COLONNELLO OGGI PRODI S'E' RIFATTO DELLO SGARBO SUBITO CAUSA PRESSIONI AMERICANE.
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uno spettacolo


perchè non ti leggi questi 2 articoli? dai che ci facciamo due risate assiemeIn Origine Postato da damps
Scusato Tommasino.![]()
Un banana ai datteri
se lo può permettere di sbagliare.![]()
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via adesso abbiamo scoperto con un paio di indagini che Gheddafi non è stato tirato fuori dal cilindro di Berlusconi ma dalla stessa sinistra, ma i sinistri di POL non lo potranno ammettere, uno smacco troppo grosso!
adesso potete continuare la galleria di foto di Berlusconi con Gheddafi....![]()