I post comunisti a volte è come se subissero un telecomando ad orologeria inserito nella loro coscienza e pronto ad attivarsi in precise condizioni politiche, sopratutto nei confronti di forze politiche che non si piegano alle loro volontà e non vogliono essere a loro subalterne. Come dimenticare la teoria del socialfascimo, quando il comunismo stalinista, compreso quello italiano capeggiato da Togliatti, definiva socialfascisti tutti i socialisti democratici che non volevano allinearsi con Stalin ( e con l'accordo Stalin Von Ribentrop che aveva assalito e diviso la Polonia ed i paesi Baltici da poco liberati e ricongiunti in questi giorni con l'Europa libera ). Il meccanismo è sempre lo stesso. Se si sta con i comunisti sei bravo e democratico, se stai contro di loro o indipendente sei un fascista un reazionario ed un reprobo, degno d'essere messo alla gogna e combattuto. Allora la teoria del socialfascismo aprì la strada al fascismo vero ed al nazismo e significò il lager, il gulag e l'assassinio di migliaia di socialisti democratici europei. Oggi i post comunisti, alleati recalcitranti di Renato Soru, dopo aver leccato le suole delle scarpe del sardismo in generale e del PSdAz in particolare, per addobbare con i quattro mori la loro macchinetta da guerra che gioiosa non si può definire per la tristezza coongenita di Renato Soru , ora iniziano a sputtanare il sardismo in generale ed in particolare anche quello del PSdAz. Dato che il PSdAz ha subito i loro tradimenti ed accoltellamenti alla schiena ed il tradimento dei patti sottoscritti pubblicamente, oggi i cattocomunisti di Soru cominciano a definire il sardismo in generale ed il PSdAz come sardismo di destra.Quale sarebbe il sardismo di sinistra? Quello che non c'è nella coalizione capitanata da Renato Soru e che si trova orfano di uno staccio di legittimazione sardista, nazionalista ed identitaria? Il mondo sardista, il transardismo come lo definisco io,purtroppo è diviso in diverse componenti che a fronte della legge elettorale e a diverse impostazioni sull'intendere il messaggio nazionalista, è schierato in maniera differente e per certi versi in reciproca concorrenza politica.Il gruppo di Gavino Sale si presenta da solo alle elezioni rivendicando la purezza indipendentista ed un fantasioso superamento del sardismo e del nazionalismo. Una specie di futurismo nazionalitario,a mio avviso miope e senza spessore culturale. E' però indubbio che abbia un certo seguito, minoritario naturalmente, in uno strato di giovani soppratutto,improvvisati e neofiti amanti della Sardegna, che senza saldi riferimenti storici e culturali,comunque esprimono onesti sentimenti tendenti alla liberaziomne della Sardegna dalle oppressioni e mancanze di libertà storicamente stratificate. Il gruppo di Gavino Sale soffre anche di sindromi egocentristiche del leader in contrapposizione a Bustianu Cumpostu, leader di Sardigna Natzione, al quale ha provato senza successo di sostituirsi nella leadership di Sardigna Natzione e del nazionalismo sedicente più radicale in concorrenza al PSdAz.Non potendo far prevalere le sue posizioni radicali anche perchè meno strutturate politicamente su quelle di Bustianu Cumpostu, Gavino Sale si è inventato un suo movimento, distinguendosi con iniziative azionistiche di denuncia ecologista e di uso dei media per denunciare elementi di contradizione nell'uso coloniale della Sardegna. Dal suo canto Sardigna Natzione, in grossa difficoltà per l'emorragia di militanti e sottoposta alla erosione di simpatizzanti per le attività militanti radicaleggianti di Gavino Sale e del suo movimento, ma anche per l'obsolescenza e l'arruginimento dogmatico ed a volte francamente grossolano delle proprie affermazini politiche, ha colto come una maschera ad ossigeno l'opportunità di presentarsi alle elezioni assieme al PSdAz, offeso ed abbandonato davanti all'altare dal promesso sposo centrosinistra.Il,centrosinistra, ed in particolare i post comunisti dei DS, hanno tradito il PSdAz preferendo come amante Renato Soru e la sua visione pauperista, triste ed antisardista, al fidanzato ufficiale PSdAz, corteggiato da decenni come coniuge o convivente politico che potesse dare legittimità sardista ed identitaria ad un manipolo di stalinisti ed leninisti pentiti e sempre antisardisti.Il PSdaz , dal suo canto, pur comprendendo che la possibilità di governare effettivamente dipendeva dal far parte di una coalizione vincente, credeva di poter massimizzare la sua dote sardista caratterizzando il centrosinistra con il marchio dei quattro mori. Per un attimo ha creduto che la convenction battezzata Sardigna Libera avrebbe potuto concretizzare questo disegno. Un sogno durato poche settimane e sfasciato dal'imposizione di Renato Soru a leader dell'alleanza cattocomunista in Sardegna, che adesso invece di Sardegna Libera si chiama Sardegna insieme, proprio come un programma culturale estivo di spettacoli all'aperto, pensato da qualsiasi assessore cattocomunista di un piccolo comune sardo. Presi a calci in bocca dalle rigidità di Renato Soru e dalle pugnalate degli antisardisti ed antisardi coagulati attorno a lui,non hanno potuto che decidere di presentarsi da soli ed assieme con Sardigna Natzione. All'ultim'ora si è aggiunto il Partito socialdemocratico italiano, non si sa con quale apporto nazionalitario, sicuramente con un apporto di consensi tutto da valutare. Anche il progetto nazionalitario di mariolino Floris si è trovato col cerino in mano dell'isolamento e si presenterà alle elezioni candidandosi non a governare ma, in caso di parziale successo, all'opposiuzione per definizione.Sta di fatto che il nazionalismo che compete settariamente per il celodurismo nazionalista si presenta diviso in tre formazioni e quindi impotente ed in difficoltà, stretto fra l'incudine ed il martello delle coalizioni capitanate da Renato Soru e Mauro Pili. Il sardismo di Fortza Paris, nuovo soggetto nazionalista aggregante in controtendenza e formato dai Sardistas, Pps e Upiesse, ha invece, come era prevedibile scelto di partecipare a Sardegna unita capeggiata da Mauro Pili. La scelta oltre che essere legittimata da considerazioni nazionaliste liberali, liberiste, laburiste e cattoliche, tiene conto della nuova legge elettorale e punta a vincere le elezioni per partecipare al governo della Sardegna. L'esperienza ha dimostrato che solo governando si possono realizzare importanti parti delle tradizionali rivendicazioni programmatiche sardiste.Fatto sta che nessun sardista, a qualunque organizzazione o setta organizzata sia affiliato, parteciperà al centrosinistra. Tutti i nazionalisti, pur in concorrenza e divergenza fra di loro saranno complessivamente in antagonismo e critica al centrosinistra capeggiato da Renato Soru.Non potendo smentire la propria natura illiberale e forcaiola i post comunisti stanno iniziando a diffamare i sardisti ed i nazionalisti in generale, solo perchè non stanno con loro, rispolverando ed inventando di sana pianta il contetto di sardismo di destra, quasi che quello di sinistra esistesse e stia placidamente al loro interno.Comincisano come sempre gli intellettuali ad aprire le danze per dare legittimità ad affermazioni false ed offensive. Indicativo è un intervento di Giuseppe Podda sulla rubrica delle lettere all'Unione Sarda.Giuseppe Podda, è uomo di cultura che sarebbe uno dei massimi scrittori in lingua sarda campidanese, anche per i contenuti sociali, se solo avesse il coraggio di scrivere un testo tutto in sardo, ma smentisce la sua correttezza culturale quando sul tereno politico mette la propria penna al servizio del settarismo e della propaganda del centrosinistra soriano. La storia sarda non può essere ridotta come la neolingua di Orwell, che intendeva denunciare in 1984 la continua riscrittura della lingua, dela memoria e della storia da parte dello stalinismo. Quando Podda afferma che "Emilio Lussu fondò il Partito Sardo D'azione Socialista, per contraddistinguersi dai sardisti di destra", dice il falso e piega la storia per giustificare ideologicamente l'attuale contingenza politica che vede il centrosinistra senza apporto di nessuna anima sardista. In effetti Lussu uscì dal PSdAz ai tempi del "fronte popolare" non condividendo l'impostazione di Titino Melis e della maggioranza del partito sardo che aborrivano l'idea di allearsi col Fronte popolare formato dai socialisti e dai comunisti che erano tutti inossidabili stalinisti ed antioccidentali, oltre che antiautonomisti viscerali. Dire che Titino Melis ed il PSdaz di allora fossero i sardisti di destra, non solo è un falso,ma anche un'asineria politica. Basta leggere la relazione di Titino Melis al congresso che vide l'uscita di Emilio Lussu. Il sardismo, mai è stato di destra o di sinistra, mai è stato comunista, sempre anticomunista. Lussu non era più sardista ma era tornato dall'esilio ormai comunista e filosovietico. Certo è sempre stato il grande Emilio Lussu, ma Titino Melis aveva ragione, ed oggi moltissimi, compresi i post comunisti affermano ciò che Titino Melis affermava profeticamente nel 1948. Il sardismo , il nazionalismo sardo, qualunque alleanza tatticamente scelga, non può esistere se non nella libertà e nel pluralismo.Voler disegnare l'esistenza di un sardismo di destra, richiamando a torto e in errore la sempre fulgida immagine di Emilio Lussu, quasi che il patrimonio lussiano rappresenti il sardismo di sinistra interno al centrosinistra, è strumentale per definire il sardismo nazionalismo che va da Sale, al PSdAz , Sardigna Natzione e Fortza Paris come il sardismo di destra, solo,perchè antagonista al centrosinistra nelle prossime elezioni regionali.
Credo che la divisione fra i natzionalisti, sia in qualche modo negativa per quanto fisiologica, ma è estremamente positivo che il centrosinistra, proprio come il famoso Re sia finalmente nudo e non possa utilizzare comepurtroppo fatto in passato, nessuna foglia di fico nazionalista e sardista, per accreditarsi di un sardismo che non esiste a fronte di una sua tradizionale politica antisarda, antiautonomista ed antiidentitaria. Questa situazione sarà la ragione fondamentale della sconfitta di Renato Soru e della sua coalizione nelle prossime elezioni regionali.
da http://free_sardinia.blog.tiscali.it...5295/#commenti




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