Il numero di utenti che utilizzano un cellulare Java è ancora basso, nonostante l'aumento significativo del numero di modelli offerti dai produttori sul mercato. In ritardo l'Europa (10% del mercato) e le Americhe: l'80% dei modelli Java sono stati venduti nel 2003 in Corea e Giappone.

Lo rivela una ricerca di ARC Group, secondo cui il mercato Java ha portato lo scorso anno 1,4 miliardi di dollari nelle casse degli operatori, ma entro il 2008 questa cifra salirà a 15,5 miliardi. Attualmente, il fatturato riconducibile al java rappresenta il 3% dell'intero fatturato derivante da trasmissioni dati, una percentuale destinata ad arrivare al 12,4% nel 2008.

Se si elimina il fatturato - enorme - derivante dalla messaggistica, il mercato Java rappresenta già oggi il 10,7% del fatturato globale derivanti dai dati. La previsione di ARC prevede che questa percentuale salga nel 2008 al 27,4%.

All'interno del mercato java, domina il segmento dei giochi, che passerà dai 4,3 milioni di dollari del 2003 a poco più di 50 milioni nel 2008. Lo scorso anno i giochi hanno rappresentato il 76% del fatturato del mercato Java, ma la diffusione di piattaforme di messaggistica Java farà scendere nel 2008 questa percentuale al 40%. Il futuro del Java non è, come invece spesso si legge, nei giochi ma nelle piattaforme Java-based. Rimarrà stabile il numero di giocatori Java (3,6 milioni) e in due casi su tre, ogni nuovo applicativo java lanciato sul mercato sarà un gioco.

La ricerca sottolinea che il successo della tecnologia si deve alla sua struttura “aperta”, che ha convinto oltre 500 società a sviluppare in Java. Questa “apertura” è stata e sarà però limitata dalle società leader di mercato, che introdurranno sempre più spesso delle specifiche “chiuse” e proprietarie: ad oggi, sono già 260 le specifiche non pubbliche presentate. La scelta di avvantaggiare la propria tecnologia piuttosto che l’intera industria del java ha reso la tecnologia una delle più frammentate della storia.

Come risultato, i produttori non possono creare apparati standard che si interfaccino con tutte le API esistenti e la limitazione sulla portabilità degli applicativi Java – uno degli obiettivi primari degli inventori – creerà non pochi problemi al mercato. “Il Java va incontro ad un percorso simile a quello del WAP, che prometteva agli utenti una navigazione Internet wireless senza problemi grazie all’uso di un linguaggio standard. Sappiamo tutti com’è andata a finire” è il commento di Malik Saadi, analista senior di ARC Group. “La comunità java non sembra aver imparato la lezione del WAP, mentre è necessario che gli sviluppatori abbiano un’unica via percorribile. E’ una condizione essenziale per lo sviluppo e la diffusione della tecnologia, senza questi sforzi, il mercato Java tenderà a frammentarsi sempre più rendendo impossibile la creazione di applicativi compatibili. Gli utenti reagiranno abbandonando la tecnologia”.

Java deve inoltre combattere contro tecnologie che stanno rapidamente conquistando i mercati: è il caso di Brew di Qualcomm o dei sistemi operativi avanzati. Nel medio termine, continuerà a prevalere nei fornitori di infrastrutture wireless e nei produttori di terminali l’utilizzo di piattaforme proprietarie: nel 2003 sono stati venduti 115 milioni di terminali con sistema operativo proprietario e piattaforme (Java, Brew, Gvm) adattate al sistema operativo. Nel medio termine, la situazione non è destinata a cambiare e per convincere il mercato ad adottare in toto il java è necessario un deciso taglio dei prezzi ed una diminuzione del time-to-market. Se nel mercato dei cellulari di fascia medio-bassa la piattaforma Java potrebbe imporsi, nel mercato degli smartphone rimane forte la competizione tra piattaforme open e sistemi operativi proprietari a cui vengono adattati gli applicativi.

Nel 2008, il numero di cellulari con sistema operativo proprietario sarà pari a 627 milioni di unità, in salita rispetto ai 102 milioni venduti nel 2003. I cellulari che supportano Java sono comunque saliti dai 32 milioni del 2002 ai 95,5 milioni del 2003, ma la crescita è subordinata come spiegato all’adozione da parte dell’industria di alcune misure “correttive” che allontanino Java da quanto accaduto con il WAP. Se ciò accadrà, anche in Europa entro il 2008 spopolerà il java, come già accade in sud Corea e Giappone dove i cellulari java rappresentano il 50% del mercato.

Buoni risultati anche per Brew, la piattaforma di Qualcomm che è passata da 3,5 milioni di cellulari nel 2002 ad 11,6 milioni nel 2003 e punta a raggiungere i 75 milioni nel 2008. Al momento, rimangono Sud Corea, Giappone e Cina i mercati principali con il 51%, il 47% è rappresentato dagli Stati Uniti e il 2% dal Sud America. Qualcomm è assente da Africa ed Europa, mercati dove il java spopola su rete GSM: l’azienda america spera però di veder decollare le vendite in Europa grazie all’integrazione di Brew nei cellulari UMTS.