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Discussione: Ballisti!!!!

  1. #11
    Giacobino 1799
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    [QUOTE]In Origine Postato da elettrica
    In Origine Postato da patatrac
    Beh... sei uno di quelli con i quali più mi sento in sintonia. E poi sei assiduo di Pol. E inoltre fai incavolare come un matto Pieffebi... [/QUOTE

    Non solo Pieffebi!
    Si, ma quando fa inca..are Pieffebi, che finge di essere un intellettuale imperturbabile e poi si evidenzia come un volgare berlusclone, pieno di bile e di livore, io mi diverto di più...
    (A proposito, avete mai pensato che Pfb potrebbe essere Sandro Bondi? In fin dei conti, si rassomigliano molto... sono due personaggi di burro!).

  2. #12
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    In Origine Postato da patatrac
    Si, ma quando fa inca..are Pieffebi, che finge di essere un intellettuale imperturbabile e poi si evidenzia come un volgare berlusclone, pieno di bile e di livore, io mi diverto di più...
    (A proposito, avete mai pensato che Pfb potrebbe essere Sandro Bondi? In fin dei conti, si rassomigliano molto... sono due personaggi di burro!).
    Son due psicologie diverse (psicosi, più che altro).

    Quella di Bondi è dominata dal vile ossequio servile.
    Quella del maggiordomo dalla vile arroganza servile.

    Chiedo conforto a Doc antonio...

  3. #13
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    In Origine Postato da antonio
    e ci sono ancora quelli in questo forum e non solo che credono alle panzane elettoralistiche di Silvio...
    vengono presi per il culo e si beano di essere presi per il culo...
    il rischio c'é che diminuisca le tasse. é un rischio serio, se aumenta le accise sul gasolio, poi allarga dal 7 al 12 permille l'ICI e riduce ancora i trasferimenti alle regioni.

  4. #14
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    In Origine Postato da patatrac
    L'ANGOLO DELLA POESIA

    Le bugie hanno le gambe corte.
    Da un po' hanno anche le zeppe sotto le scarpe come le bottane
    E come le bottane si truccano
    e si tirano le facce come culi con la dentiera.
    Perché la politica è una cosa seria.
    (anonimo)





    da www.ginge.it
    bravo, bravissimo per il sito e specialmente per la poesia

  5. #15
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    In Origine Postato da cipria
    .... e riduce ancora i trasferimenti alle regioni.
    E, dato che perderà queste amministrative e continuerà ad avere "a zerbino" l'informazione, gli farà gioco (alle prossime politiche) accusare le amministrazioni "di sinistra" di aver aumentato le tasse mentre lui le diminuiva.

  6. #16
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    Dal presidente del Consiglio nota ufficiale sulla crisi irachena
    "Assicurare un passaggio di poteri pieno al governo di Bagdad"
    Berlusconi: "Ho ispirato io la risoluzione all'Onu"
    D'Alema replica: "Ora sappiamo chi è la fonte degli americani"

    ROMA - Al Palazzo di Vetro sono state "riprese" le sue proposte. Con una nota ufficiale, Silvio Berlusconi torna a parlare di Iraq e dei tentativi di internazionalizzare la crisi. Lo fa ribadendo la necessità di una presenza militare sul terreno, promettendo che l'Italia "continuerà ad intervenire e a formulare proposte affinchè le Nazioni Unite possano assumere un ruolo guida", ma soprattutto attribuendosi un ruolo decisivo nel varo della bozza di risoluzione presentata da Usa e Gran Bretagna all'Onu.

    "La risoluzione - si legge nella nota di Palazzo CHigi - riprende le proposte enunciate nella mia relazione al
    Parlamento e discusse dal governo italiano nelle scorse settimane con i leader dei cinque Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e con il Segretario generale dell'Onu Kofi Annan".

    E si tratta - è sempre il Cavaliere a parlare - di un "progetto che risponde alla preoccupazione della comunità internazionale di assicurare un passaggio di poteri pieno ed effettivo al governo iracheno e di attribuire alle Nazioni Unite il ruolo guida nella ricostruzione dell'Iraq e nel processo politico che porterà alle elezioni". Per concludere che "dalla risoluzione emerge chiaramente quanto sia indispensabile la presenza in Iraq di forze per garantire l'ordine pubblico e la sicurezza e che tali forze dovranno agire in coordinamento stretto con il nuovo esercito e la nuova polizia iracheni".

    Passano pochi minuti e arriva la battuta al curaro di Massimo D'Alema, che replica alludendo implicitamente alla megalomania del Cavaliere. Entrambi sono candidati alle prossime elezioni Europee. Il primo per andare davvero a Strasburgo. Il secondo (che non potrà essere eletto in quanto premier) per trainare voti Forza Italia. Massimo D'Alema sta registrando la puntata di Porta a porta che andrà in onda stasera. E quando Bruno Vespa gli legge la dichiarazione del capo del governo e gli chiede un commento, non resiste alla tentazione di una battuta sarcastica: "Bene, abbiamo la fonte, ora sappiamo a chi si sono ispirati gli americani".

    (25 maggio 2004)

  7. #17
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    Financial Times

    Berlusconi in difficoltà taglierà spese, altro che tasse

    Ecco alcuni brani dell’articolo di Tony Barber sul Financial Times di ieri dal titolo «Il peso di Berlusconi: l’economia italiana langue e le riforme sono bloccate». Una analisi della situazione italiana a tre anni dall’insediamento del governo.
    (...) Il deficit di bilancio dell'Italia e ancora di più il suo debito pubblico sono i due problemi più urgenti che deve affrontare il premier italiano. (...) La situazione fiscale italiana è «forse la più problematica di tutta la zona euro; non bisogna dimenticare che l'Italia è il paese con il debito pubblico più alto», ricorda Pasquale Diana, economista al JP Morgan Chase. La posizione fiscale dell'Italia è talmente grave che ci si aspetta che il governo annunci tagli immediati ed estesi alle spese subito dopo le elezioni europee e amministrative del 12 e 13 giugno. I tagli dovrebbero essere, secondo fonti vicine al governo, di 10 miliardi di euro. Saranno seguiti da altri tagli, per un totale di 12 miliardi di euro - ciò permetterà a Berlusconi di mantenere la promessa di ridurre le tasse di 12 miliardi di euro nel 2005-2006, giusto in tempo per le elezioni. «Sappiamo che i tagli alle spese devono essere finanziati totalmente, altrimenti la gente non si fida e non spende, e l'economia non riceve la spinta di cui invece ha bisogno», spiega un funzionario che lavora ai piani sui tagli fiscali.
    Ai tagli si opporranno probabilmente tutti i gruppi che saranno colpiti più duramente - soprattutto le industrie e le regioni a cui verrà chiesto di accettare una fortissima riduzione dei finanziamenti statali. Ma il governo Berlusconi non ha molte scelte: le finanze pubbliche italiane sono sotto l'attenzione scrupolosa dei mercati finanziari, dell'Unione europea e dei partner della zona euro, come mai era avvenuto da quando l'Italia è entrata con il primo gruppo di paesi nella zona a valuta unica, nel 1999.
    Il governo spera che i tagli alle spese permetteranno di mantenere il deficit del 2004 sotto il 3%, evitando quindi di subire un richiamo da parte dell'Unione europea. All'inizio di maggio, l'Ue ha dato all'Italia tempo fino al 5 luglio per presentare nuovi tagli al deficit. Secondo le previsioni anche nel 2004 la Francia e la Germania supereranno il limite del 3%, per il quarto anno successivo. Ma l'enorme debito pubblico dell'Italia - il 106,2% del Pil alla fine del 2003 - ne fanno un caso diverso dalla Francia e dalla Germania. (...) Per una riduzione sostenibile del debito l'Italia ha bisogno di un surplus di bilancio ciclico del 5% del Pil. Nel 1997 questo surplus è stato del 6,7%; con il governo Berlusconi, invece, è sceso al 3,4%, in gran parte per la spesa eccessiva e la diminuzione delle entrate. Dal 2001 al 2003, la spesa è stata superiore alla crescita nominale del Pil di 1,5 punti.
    (...) È comunque indicativo che l'Italia abbia perso una parte di mercato anche rispetto ai partner della zona euro. Dal 1996 al 2003, la percentuale italiana delle esportazioni nella zona euro - compresi gli scambi con gli altri paesi a valuta unica - è passata dal 14,4 al 12,2%. La Germania, nonostante tutti i suoi problemi, ha aumentato la sua percentuale dal 29,9 al 30,9%. (...) L'Italia spende il 14% del Pil per il sistema pensionistico - percentuale destinata ad aumentare fino al 16% verso il 2030 se non ci saranno delle riforme. La proposta di legge sulle pensioni mira a tagliare la spesa pensionistica di uno 0,7% annuale. Così facendo molti italiani a partire dal 2008 dovrebbero lavorare fino a 60 anni invece che fino a 57 per avere diritto alla pensione. Ma la lotta interna alla coalizione di Berlusconi su questa riforma è stata tale che il suo contenuto è stato molto alleggerito.
    (...) Ora per Berlusconi tutto sta nel sapere se le riforme sono state rimandate troppo a lungo e se saranno vittima del calendario elettorale italiano; un cattivo risultato nelle elezioni di giugno, se pure non farà cadere il governo, potrebbe causare fratture interne alla coalizione che potrebbero minare la sua leadership. In quel caso, ci sarebbe sempre bisogno di riforme, ma le probabilità di un intervento rapido sarebbero ancora più scarse.
    (traduzione di Sara Bani)

  8. #18
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    Si, ma quando fa inca..are Pieffebi, che finge di essere un intellettuale imperturbabile e poi si evidenzia come un volgare berlusclone, pieno di bile e di livore, io mi diverto di più...
    (A proposito, avete mai pensato che Pfb potrebbe essere Sandro Bondi? In fin dei conti, si rassomigliano molto... sono due personaggi di burro!).
    Bhé... adesso state offendendo PFB!!

    Come Bondi non c'é nessuno... O forse: Schifani e Vito!!!!!

    PFB in fondo é cosí,,,, é cosíí,,,, é cosííí,,,, é cosíííí,,, ho insomma!!!! é cosí e basta!!!!!

    Oliviero

    PS: Non é mica colpa mia se si assomiglino!!!!

  9. #19
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    In Origine Postato da MrBojangles
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    Berlusconi in difficoltà taglierà spese, altro che tasse

    Ecco alcuni brani dell’articolo di Tony Barber sul Financial Times di ieri dal titolo «Il peso di Berlusconi: l’economia italiana langue e le riforme sono bloccate». Una analisi della situazione italiana a tre anni dall’insediamento del governo.
    (...) Il deficit di bilancio dell'Italia e ancora di più il suo debito pubblico sono i due problemi più urgenti che deve affrontare il premier italiano. (...) La situazione fiscale italiana è «forse la più problematica di tutta la zona euro; non bisogna dimenticare che l'Italia è il paese con il debito pubblico più alto», ricorda Pasquale Diana, economista al JP Morgan Chase. La posizione fiscale dell'Italia è talmente grave che ci si aspetta che il governo annunci tagli immediati ed estesi alle spese subito dopo le elezioni europee e amministrative del 12 e 13 giugno. I tagli dovrebbero essere, secondo fonti vicine al governo, di 10 miliardi di euro. Saranno seguiti da altri tagli, per un totale di 12 miliardi di euro - ciò permetterà a Berlusconi di mantenere la promessa di ridurre le tasse di 12 miliardi di euro nel 2005-2006, giusto in tempo per le elezioni. «Sappiamo che i tagli alle spese devono essere finanziati totalmente, altrimenti la gente non si fida e non spende, e l'economia non riceve la spinta di cui invece ha bisogno», spiega un funzionario che lavora ai piani sui tagli fiscali.
    Ai tagli si opporranno probabilmente tutti i gruppi che saranno colpiti più duramente - soprattutto le industrie e le regioni a cui verrà chiesto di accettare una fortissima riduzione dei finanziamenti statali. Ma il governo Berlusconi non ha molte scelte: le finanze pubbliche italiane sono sotto l'attenzione scrupolosa dei mercati finanziari, dell'Unione europea e dei partner della zona euro, come mai era avvenuto da quando l'Italia è entrata con il primo gruppo di paesi nella zona a valuta unica, nel 1999.
    Il governo spera che i tagli alle spese permetteranno di mantenere il deficit del 2004 sotto il 3%, evitando quindi di subire un richiamo da parte dell'Unione europea. All'inizio di maggio, l'Ue ha dato all'Italia tempo fino al 5 luglio per presentare nuovi tagli al deficit. Secondo le previsioni anche nel 2004 la Francia e la Germania supereranno il limite del 3%, per il quarto anno successivo. Ma l'enorme debito pubblico dell'Italia - il 106,2% del Pil alla fine del 2003 - ne fanno un caso diverso dalla Francia e dalla Germania. (...) Per una riduzione sostenibile del debito l'Italia ha bisogno di un surplus di bilancio ciclico del 5% del Pil. Nel 1997 questo surplus è stato del 6,7%; con il governo Berlusconi, invece, è sceso al 3,4%, in gran parte per la spesa eccessiva e la diminuzione delle entrate. Dal 2001 al 2003, la spesa è stata superiore alla crescita nominale del Pil di 1,5 punti.
    (...) È comunque indicativo che l'Italia abbia perso una parte di mercato anche rispetto ai partner della zona euro. Dal 1996 al 2003, la percentuale italiana delle esportazioni nella zona euro - compresi gli scambi con gli altri paesi a valuta unica - è passata dal 14,4 al 12,2%. La Germania, nonostante tutti i suoi problemi, ha aumentato la sua percentuale dal 29,9 al 30,9%. (...) L'Italia spende il 14% del Pil per il sistema pensionistico - percentuale destinata ad aumentare fino al 16% verso il 2030 se non ci saranno delle riforme. La proposta di legge sulle pensioni mira a tagliare la spesa pensionistica di uno 0,7% annuale. Così facendo molti italiani a partire dal 2008 dovrebbero lavorare fino a 60 anni invece che fino a 57 per avere diritto alla pensione. Ma la lotta interna alla coalizione di Berlusconi su questa riforma è stata tale che il suo contenuto è stato molto alleggerito.
    (...) Ora per Berlusconi tutto sta nel sapere se le riforme sono state rimandate troppo a lungo e se saranno vittima del calendario elettorale italiano; un cattivo risultato nelle elezioni di giugno, se pure non farà cadere il governo, potrebbe causare fratture interne alla coalizione che potrebbero minare la sua leadership. In quel caso, ci sarebbe sempre bisogno di riforme, ma le probabilità di un intervento rapido sarebbero ancora più scarse.
    (traduzione di Sara Bani)

    Articolo portato in studio da Santoro, letto da Floris, passato ad Adornato per il commento, Cestinato (senza commento) da Adornato.

  10. #20
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    In Origine Postato da Oliviero
    Articolo portato in studio da Santoro, letto da Floris, passato ad Adornato per il commento, Cestinato (senza commento) da Adornato.
    Tutto visto; spero che Ballarò abbia fatto qualche decina di milioni d'ascolto, ieri sera.

 

 
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