E il diritto di replica?
Laura Pennacchi
Cari Colombo e Padellaro, nella puntata di “Excalibur-Luned’Italia” di lunedì 7 giugno si sono verificati incresciosi episodi in merito al mio libro, presentato la mattina dello stesso giorno con Antonio e con Guglielmo Epifani, Rosy Bindi e Franco Gallo. Tra l'altro anche voi siete stati citati entrambi in modo estremamente scorretto, in particolare perché accomunati, dal senatore Debenedetti, in un giudizio di equivalente propensione "estremistica" che vi indurrebbe a presentare libri evidentemente ritenuti poco raccomandabili come il mio.
Vi allego la lettera che ho inviato a Socci perché possiate darne adeguata informazione ai lettori de l’Unità.
Gentile dott. Socci,
nella trasmissione “Excalibur-Luned'Italia” di lunedì sera, da lei coordinata, è stato ripetutamente chiamato in causa il mio recente libro, “L'eguaglianza e le tasse. Fisco, mercato, governo e libertà”, edito dall'editore Donzelli. Rilevo innanzitutto la singolarità di un dibattito tutto incentrato sulle tesi di un libro la cui autrice, però, non può argomentare, né replicare perché non invitata. Né si poteva pensare che a rappresentare il mio pensiero, contrapposto correttamente a quello del ministro Tremonti, fosse il senatore Franco Debenedetti, le cui tesi sono con tutta evidenza lontanissime dalle mie.
Rilevo altresì che il giornalista de “Il Foglio” Oscar Giannino, nel riportare alcuni brani del libro, è incorso in forme gravi di manipolazione e scorrettezza. Il suo scopo, infatti, è apparso non quello di riferirne, e legittimamente di criticarne, una delle tesi centrali, e cioè che meno tasse significa inevitabilmente meno servizi e prestazioni pubbliche, ma di sostenere che una simile impostazione coinciderebbe con lo statalismo. La manipolazione - già di per sé scorretta - è stata spinta fino alla falsificazione vera e propria. Infatti, Giannino, asserendo di fare una citazione testuale, che testuale non era, ha recitato, tra l'altro, “l'individuo appartiene allo stato”, quando, a pagina 186 è scritto, letteralmente, “l'individuo appartiene a una collettività di mutua dipendenza”, affermazione quest'ultima di cui solo ad ignoranti del pensiero liberaldemocratico moderno - dunque non a Giannino - può sfuggire la profonda differenza rispetto alla prima.
Le chiedo, pertanto, di operare la rettifica che lei deve ai telespettatori.




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