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Risultati da 131 a 140 di 261
  1. #131
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    Predefinito I Savoia, la repubblica e le altre monarchie europee

    Repubblica.
    Non si tratta di negare il ruolo della monarchia nel risorgimento, ma di fare un po' di storia:
    1 - l'adesione, innegabile, di casa Savoia al risorgimento, fu anche un poco obtorto collo, in particolare ai suoi aspetti liberali e democratici, questi ultimi, peraltro, appena accennati, dato che all'epoca il liberalismo si avviava trionfare in tutta Europa, ma molto meno la democrazia che sarebbe divenuta patrimonio comune europeo solo dopo il 1945. A dimostrarlo stanno due cose, cioè la numerazione dinastica e la mancanza di una assemblea costituente. Infatti Vittorio Emanuele II era in realtà II in quanto re di Sardegna, ma, se avesse accettato pienamente il titolo di re d'Italia, sarebbe dovuto divenire I, come era accaduto in casi simili anche in altre monarchie europee (vale lo stesso per il nipote, Vittorio Emanuele III). L'ambiguità si dovette proprio alla diffidenza verso gli ambienti liberali dell'epoca e, ancora di più, ovviamente, verso quelli di tendenza repubblicana (Garibaldi era decisamente tollerato, piuttosto che benvisto).
    In ogni caso questo problema sarebbe largamente superato dalla storia se non fosse intervenuto il fascismo.
    2 - con il fascismo e la guerra la parola tornava agli ambienti democratici e liberali di tutte le diverse sfumature, cioè alla resistenza, che così, storicamente, riprende il filo risorgimentale. A quel punto si riapre la partita, rimasta sotto traccia per 70 anni, della forma costituzionale dello stato.
    3 - Comunque, se non ci fosse stata l'adesione della monarchia al fascismo, sarebbe stato ancora facile vedere e accettare la monarchia italiana come quelle olandese o danese o norvegese, che dei rispettivi fascismi erano state fiere ed attive oppositrici rispettando il ruolo di custodi dello stato liberale (compresa la sua forma socialdemocratica).
    La regima Guglielmina d'Olanda era stata l'anima della resistenza Olandese durante la guerra lo stesso vale per Olaf di Norvegia e quanto al re di Danimarca, che non aveva fatto in tempo a fuggire dal paese invaso, nascose personalmente ebrei danesi (i tedeschi riuscirono a deportare solo sette ebrei dalla Danimarca in 6 anni di occupazione!).
    In conclusione il verdetto a mio avviso può essere solo repubblica

  2. #132
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    Predefinito Re: I Savoia, la repubblica e le altre monarchie europee

    In Origine Postato da Nelson
    Repubblica.
    Non si tratta di negare il ruolo della monarchia nel risorgimento, ma di fare un po' di storia:
    1 - l'adesione, innegabile, di casa Savoia al risorgimento, fu anche un poco obtorto collo, in particolare ai suoi aspetti liberali e democratici, questi ultimi, peraltro, appena accennati, dato che all'epoca il liberalismo si avviava trionfare in tutta Europa, ma molto meno la democrazia che sarebbe divenuta patrimonio comune europeo solo dopo il 1945. A dimostrarlo stanno due cose, cioè la numerazione dinastica e la mancanza di una assemblea costituente. Infatti Vittorio Emanuele II era in realtà II in quanto re di Sardegna, ma, se avesse accettato pienamente il titolo di re d'Italia, sarebbe dovuto divenire I, come era accaduto in casi simili anche in altre monarchie europee (vale lo stesso per il nipote, Vittorio Emanuele III). L'ambiguità si dovette proprio alla diffidenza verso gli ambienti liberali dell'epoca e, ancora di più, ovviamente, verso quelli di tendenza repubblicana (Garibaldi era decisamente tollerato, piuttosto che benvisto).
    In ogni caso questo problema sarebbe largamente superato dalla storia se non fosse intervenuto il fascismo.
    2 - con il fascismo e la guerra la parola tornava agli ambienti democratici e liberali di tutte le diverse sfumature, cioè alla resistenza, che così, storicamente, riprende il filo risorgimentale. A quel punto si riapre la partita, rimasta sotto traccia per 70 anni, della forma costituzionale dello stato.
    3 - Comunque, se non ci fosse stata l'adesione della monarchia al fascismo, sarebbe stato ancora facile vedere e accettare la monarchia italiana come quelle olandese o danese o norvegese, che dei rispettivi fascismi erano state fiere ed attive oppositrici rispettando il ruolo di custodi dello stato liberale (compresa la sua forma socialdemocratica).
    La regima Guglielmina d'Olanda era stata l'anima della resistenza Olandese durante la guerra lo stesso vale per Olaf di Norvegia e quanto al re di Danimarca, che non aveva fatto in tempo a fuggire dal paese invaso, nascose personalmente ebrei danesi (i tedeschi riuscirono a deportare solo sette ebrei dalla Danimarca in 6 anni di occupazione!).
    In conclusione il verdetto a mio avviso può essere solo repubblica
    Rispetto la tua opinione, che è stata espressa con ragionamento e pacatezza, ma per quanto riguarda il primo punto, devo obiettare, che non fù Vittorio Emanuele a scegliersi il nome (come succede per il Papa), ma proprio il fatto del Numerale I° o II°, scateno un acceso dibattito parlamentare all'alba del 17 marzo 1861, decidendo (il parlamento) infine per la linea di continuità della Dinastia Sabauda che tanto aveva partecipato.

    Ad un certo punto infatti, era stata presentata una proposta parlamentare che recitava : "Vittorio Emanuele II°, I° Re d'Italia..." ma venne chiaramente scartata...

    Ciao

  3. #133
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    Monarchia!
    NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
    RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !

  4. #134
    Basileus ton Romaion
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    Facciamo un discorso di ampio respiro.

    Secondo il padre del Pensiero Occidentale, Aristotele, al mondo esistevano 3 forme di governo, con le relative degenerazioni: la Monarchia, l'Aristocrazia e la Democrazia. Le tre degenerazioni erano: la Tirannide, l'Oligarchia e la Demagogia.

    Questa suddivisione dei governi era quantitativa: governo di 1 monarchia, governo di pochi aristocrazia, governo di tutti democrazia.

    Aristotele riteneva che nessuna di queste tre forme di governo fosse buona, e teorizzo la "Politaeia", ossia un unione delle tre forme di governo: la democraticità delle assemblee popolari, la saggezza di un consesso ristretto e il potere decisionale di uno rector.

    La rivoluzione copernicana del pensiero politico si inizia ad avere con il "Difensore della Pace" di Marsilio da Padova del XIV° Secolo. Qui si teorizza il concetto che il Popolo detenga la sovranità e che esso la eserciti in due modi: con la concessio imperii, ossia il popolo delega la sua sovranità ad un Re o ad una assemblea, ma può revocarla quando questi poteri violano gli interessi del Popolo; oppure con la translatio imperii, ossia il popolo "transla" in maniera definitiva il potere ad un sovrano, certo che il Re sia illuminato. Se un re diventa un despota tiranno il popolo non può revocargli il potere, dato che un re cattivo è una punizione divina (Hobbes).

    Ma il vero punto di svolta (e punto centrale della discussione) è con Machiavelli. Il pensatore italiano ribalta la concezione Aristotelica di potere: i governi dei popoli non vanno classificati quantitativamente ma qualitativamente.
    Secondo il criterio qualitativo, dunque, le forme di governo si riducono a due: i Pricipati e le Repubbliche.

    Machiavelli enuncia la teoria politica sui Principati nel "Principe", ma è nei "Discorsi attorno la prima deca di Tito Livio" che il fiorentino si rivela un Repubblicano.

    Egli, pur riconoscendo che nell'Italia del XVI° Secolo solo un Principe avrebbe potuto unificare la penisola, ci dice che la migliore e più perfetta fra le forme di governo è la Repubblica, dato che un Principato è sottoposto al volere di un Monarca messo li per discendenza dinastica, mentre in una Repubblica chi regge il potere è eletto e può essere sostituito.

    Concludendo non si può che essere concordi con il Machiavelli: la Monarchia, per quanto democratica come quella Inglese, resta viziata dal fatto che a Capo dello Stato vi sia una persona non scelta per merito ma per sangue e che vi siano dei privilegiati senza merito (i nobili). Al contrario in una Repubblica chiunque può accedere alle cariche dello stato e i privilegiati lo sono per il frutto del loro lavoro (la grande borghesia).

    Inoltre le Monarchie sono soggette ai capricci di un sovrano inamovibile, nelle Repubbliche chi sgarra viene rimosso dal potere.

  5. #135
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano
    Concludendo non si può che essere concordi con il Machiavelli: la Monarchia, per quanto democratica come quella Inglese, resta viziata dal fatto che a Capo dello Stato vi sia una persona non scelta per merito ma per sangue e che vi siano dei privilegiati senza merito (i nobili). Al contrario in una Repubblica chiunque può accedere alle cariche dello stato e i privilegiati lo sono per il frutto del loro lavoro (la grande borghesia).

    Inoltre le Monarchie sono soggette ai capricci di un sovrano inamovibile, nelle Repubbliche chi sgarra viene rimosso dal potere.
    Il fatto è che non si specifica se la Monarchia di cui si parla è Assoluta o Costituzionale. Se parli di Monarchia Assoluta, posso darti ragione sul fatto che la successione ereditaria possa costituire un difetto, in quanto il Re avrebbe reali poteri per governare il proprio Stato: buono sarebbe un sistema di designazione dell'erede, come quello in vigore nell'Impero Romano nell'età degli Antonini, ma neppure questo è perfetto. Un ottimo adulatore potrebbe convincere col suo falso comportamento a essere designato erede... E se l'ottimo adulatore è un pessimo sovrano...
    La successione ereditaria avrà i suoi difetti, ma garantisce un erede sicuro.

    Se si parla di Monarchia Costituzionale, però, chi sia il Re è importante fino ad un certo punto. Il Re si costituisce come simbolo dello Stato, e dei suoi Valori e Ideali: una volta che mantenga una condotta consona al suo ruolo, e che riesca a svolgere il suo ruolo, è a tutti gli effetti un buon Re. Ovviamente, bisognerebbe anche vedere caso per caso: ma questo è il mio discorso generale.
    Andrea I Nemesis
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  6. #136
    SANDRO II
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    repubblica

  7. #137
    Dov'è finito il PCI di Berlinguer?
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    Citazione Originariamente Scritto da Aledex
    A distanza di quasi 50 anni ripropongo il referendum che cambiò la storia d'Italia:

    QUALE FORMA DI GOVERNO VORRESTE IN ITALIA? LA MONARCHIA COSTITUZIONALE O LA REPUBBLICA DEMOCRATICA PARLAMENTARE?

    Vota, popolo...
    Non mi sembra il caso di riportare in auge post del 1946...
    Dio è l'unico essere che per regnare non ha neanche bisogno di esistere... (Baudelaire)

  8. #138
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    Citazione Originariamente Scritto da webtz
    Non mi sembra il caso di riportare in auge post del 1946...
    fra l'altro, contando il numero di voti favorevoli alla monarchia in questo sondaggio, hai anche quello del paese reale

  9. #139
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrea I Nemesi
    Il fatto è che non si specifica se la Monarchia di cui si parla è Assoluta o Costituzionale. Se parli di Monarchia Assoluta, posso darti ragione sul fatto che la successione ereditaria possa costituire un difetto, in quanto il Re avrebbe reali poteri per governare il proprio Stato: buono sarebbe un sistema di designazione dell'erede, come quello in vigore nell'Impero Romano nell'età degli Antonini, ma neppure questo è perfetto. Un ottimo adulatore potrebbe convincere col suo falso comportamento a essere designato erede... E se l'ottimo adulatore è un pessimo sovrano...
    La successione ereditaria avrà i suoi difetti, ma garantisce un erede sicuro.

    Se si parla di Monarchia Costituzionale, però, chi sia il Re è importante fino ad un certo punto. Il Re si costituisce come simbolo dello Stato, e dei suoi Valori e Ideali: una volta che mantenga una condotta consona al suo ruolo, e che riesca a svolgere il suo ruolo, è a tutti gli effetti un buon Re. Ovviamente, bisognerebbe anche vedere caso per caso: ma questo è il mio discorso generale.
    come non darti ragione!!!
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    RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !

  10. #140
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    Citazione Originariamente Scritto da ETTORE MUTI
    si il Duce sbagliò.....
    a non sbarazzarsi prima di quella malsana famiglia savoiarda....e di tenersela attaccata alle calcagna...un re nano ed inetto ed un figlio finocchio peggio di così ???
    Non è per caso che il nano inetto e pure finocchio sei tu testone rincoglionito !

 

 
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