Quando ci interroghiamo sulle cause che hanno portato al declino etnico e culturale della Padania, se animati da buona onestà intellettuale ammetteremo che le responsabilità sono dei padani stessi, forse travolti dalla logica che la storia ha imposto nel dopoguerra, certo poco previdenti nel capire cosa sarebbe accaduto abbracciando la società dei consumi. La Padania oggi è opulenta sebbene vessata da uno Stato keynesiano che mal ne esprime l'aspirazione a una vita pubblica coerente col carattere delle proprie comunità, le quali sempre meno riescono a tenere insieme le fila della memoria e della tradizione: benessere, conseguente immigrazione e ancor più conseguente imborghesimento hanno rotto la continuità generazionale che garantiva alle nostre terre un "senso" inimitabile, ben descritto ad esempio da Guareschi o da Marchi. Le responsabilità di tutto ciò sono innegabilemente affibiabili alla scelta atlantica e del libero mercato, pur l'alternativa essendo l'opzione sovietica e l'ideologizzazione su larga scala. Forse questa scelta avrebbe lasciata intatta la nostra identità in un sottofondo al quale in molti, clandestinamente, avrebbero attinto, ma forse ci siamo risparmiati, dopo due guerre mondiali, altro sangue e altri drammi. Certamente ci siamo gettati fra le braccia di Mammona senza alcun anticorpo. Per invertire la tendenza attuale, ovvero per riscoprire la dimensione etno-culturale, bisogna ovviamente rescindere questo abbraccio, abbandonare la via della "zivisation" e ritornare alla "Kultur", ovvero contrapporre ai valori del benessere e alla logica della continua crescita economica le virtù antiche della frugalità (che oggi si fa anche ecologia). Non vedo altra strada se non quella tradizionale che oppone spirito e materia, e allora la domanda è questa: siete disponibili a questo baratto, voi ( mi ci metto anch'io di mezzo, ovviamente) figli della società dei consumi, drogati da bisogni sociali indotti, ai quali siete forse più assuefatti di quanto pensate? Siete disponibili a scambiare i comfort dell'attuale società, che ha garantito condizioni di vita innegabilmente migliori anche sotto il profilo igienico e sanitario, per vedere la vostra "Kultur" risorgere e rianimare i campi, i borghi, la terra che abitate? Siete disposti a rinunciare al benessere perchè la dimensione sociale ed esistenziale ritorni ad avere valore, "senso", ovvero quella bellezza, quella trasparenza, quell'apertura incantata al poco che si ha e al tanto che si è, dimenticato dalla società dell'avere tutto, subito e in quantità illimitata?
Certo, forse non si tratterà di una scelta, perchè la crisi economica potrebbe essere "destino", ma a questo punto vedo sempre meno sfumature: o si è con questo sistema fondato sull'Occidentalismo, o se ne è fuori.




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