Originally posted by Lutzianu
caro perdu, mi spiace ma non sono d'accordo per niente con la tua ultima uscita....
Avevo già letto l'articolo di Bolognesi e non sono certo arrivato alle conclusioni, un pò affretate, a cui sei arrivato tu.
questa cosa delle lingue burde e no l'hai messa tu. Bolognesi fa una analisi scientifica con teorie sociolinguistiche e analisi storico culturale molto interssante. Ma il punto non è questo. Qualsiasi studioso (o solo appasionato) che si occupa di sardo merita il rispetto di tutti, anche qunado non la pensa come noi.
Guarda ti dico che poi dal punto di vista politico parlare di lingue dei dominatori non è cosa da poco, visto che ci sono degli storici che vogliono far passare l'idea che i catalano aragonesi, i piemontesi e gli "italiani" poi non erano dei dominatori ma delle brave persone che con la loro lungimiranza "univano" i sardi brigaioli, divisori e dividendi. Già il fatto che invece un linguista parla, magari anche senza volerlo, di colonizzazione culturale (implicitamente) e di dominio è una cosa molto forte.
La scienza è con noi.
Ti faccio un esempio, ieri sera a lezione di etnologia, parlando di società ad oralità primaria e di dialetti ho fatto un intervento, abbastanza incazzato, dicendo che quando si usava la parola dialetto bisgonava stare sempre molto attenti, perchè il 90% dei casi implicava dispegio culturale verso una lingua che era stata vinta ed era passata allo status di "dialetto", era quindi un passaggio politico. La dicotomia Lingua - Dialetto in se è politica e di dominio.
Se il 25% dei sardi comprendesse questo saremmo a cavallo.
È una questione di identità. Se si capisce che la nostra lingua non era questa e che ce la hanno imposta e che è tutta una balla quella dei sardi che litigano e che sono stolti allora forse a livello politico/culturale abbiamo ottenuto un grosso sucesso.
Per farmi capire meglio la spiegazione che hai dato delle teorie di Bolognesi mi pare invalsa ancora di quello scontro inutile e dannoso tra logudorese e campidanese. Non ha mai sentito nessun catalano dire che il catalano parlato a Sabedel era più bello o più burdo di quello parlato a Barcellona. Se ci fosse un attimo di sentimento nazionale (non nazionalitario), giusto un minimo di Visione Sarda del mondo, forse questi fraintendimenti non accadrebbero.
Per visione sarda inetndo dire uno spirito di solidarietà, un sentimento che ci faccia sentire un popolo unico quando siamo in sardegna. Perchè quando usciamo fuori ce ne accorgiamo di questa cosa, mentre quando siamo dentro no. Un/una gallurese e un/una sulcitano/a si sentono fratelli/sorelle solo quando si incontrano al di fuori del loro territorio.
Purtroppo questo è un limite presnete ma non è detto che non si possa superare.
I mass media possono essere un buon canale. Internet la tv e la radio sono quelli i tre medium che ci permeterebbero di avere una visione Sarda e anche una lingua sarda non unificata, ma una lingua sarda riconoscibile e riconosciuta da tutti. che poi ad abbasanta si dica piciocheddu e a norbello pizzocheddu, che a terranoa (olbia) si dica come si dica non conta niente.
c u later
L
scusami, ma non ho capito su cosa non sei d'accordo, e non ho capito il perchè di queste tue frasi:
"Qualsiasi studioso (o solo appasionato) che si occupa di sardo merita il rispetto di tutti, anche qunado non la pensa come noi."
e
"Per farmi capire meglio la spiegazione che hai dato delle teorie di Bolognesi mi pare invalsa ancora di quello scontro inutile e dannoso tra logudorese e campidanese."




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