Trans per tutti
Le debolezze private dell'Occidente malato
Oggi Pietro Marrazzo si autosospende da governatore del Lazio per la vicenda che lo vede coinvolto con un transessuale e dichiara: "Sono mie debolezze private". E', questo, solo l'ultimo degli ormai innumerevoli casi di personalità pubbliche vittime di scandali di natura sessuale. Ma nessuno si scompone, perchè nell'Occidente malato nulla fa più orrore, eccezion fatta per la cosiddetta "normalità".
Cos'è normale e cosa non lo è? Fino a pochi decenni fa la risposta da darsi era scontata, così come esisteva quel comune senso del pudore, che separando il puro dall'impuro allontanava e circostanziava il piacere per la trasgressione. Oggi invece che la trasgressione è diventata la norma, siamo arrivati al punto che il "cattivo soggetto" è un calciatore, Kakà, colpevole di essere arrivato casto al matrimonio. In un'epoca che non solo tollera, ma che anzi promuove a tutto spiano prostitute, gays, lesbo, trangender, avvicinandosi ai territori ancora tabù (ma fino a quando?) della perversione e della pedofilia, chi si nega pubblicamente a orge e baccanali è cosiderato un pessimo esempio da non imitare e, peggio, da deridere.
Come se non bastasse, sempre nella giornata odierna siamo stati informati - udite, udite! - della presenza di un transessuale alla prossima edizione del Grande Fratello. In realtà, dopo l'exploit di Luxuria all'Isola dei Famosi la cosa in sè non fa più sensazione, ma è il passaggio diremmo "obbligato" dopo la presenza dell'omosessuale di turno. Oltretutto, a rendere più stuzzicante la situazione, c'è la contemporanea presenza di un giovane illibato. Della serie, il diavolo e l'acquasanta. Chissà quali nuove prelibatezze ci propineranno per l'anno venturo. D'altronde, perchè dovrebbero cambiare registro se il grosso pubblico, messo di fronte a queste situazioni pruriginose, non fa che apprezzare?
A rendere le cose ancor più tristi è la considerazione che il desiderio "bizarre" ha perso quel fascino sottilmente perverso che lo contraddistingueva fino a pochi decenni fa per diventare tendenza. Piattamente à la mode. Nessuno si scandalizza più di uomini che marciano incipriati, che si sbaciucchiano per strada o che esaltano in tv la loro diversità. Non scandalizza più nulla. O meglio, non è chi crea scandalo a scandalizzare, ma chi si duole dello scandalo stesso. Siamo arrivati al punto che non c'è figura più detestata del moralista. Colui che pone dei limiti appellandosi alla famiglia, alla tradizione, o a Dio. Con la scusa che siamo tutti peccatori, allora tanto vale ostentarlo, fare outing... Come Alessandro Cecchi Paone che da quando ha ammesso pubblicamente la propria omosessualità si è ridotto a una macchietta del gossip televisivo, dopo esser stato per anni uno stimato divulgatore scientifico.
E grazie a questi vips alla Cecchi Paone ci viene detto tutti i giorni che essere gay è normale. Di più, che è anche bello. Qualcuno, non contento, rilancia: è anche più bello. Sarà, ma onestamente mi sembra difficile provarlo. Ciò che invece è certo è che parlare di "amore gay" è una contraddizione di termini, tuttalpiù si può parlare di onesti ma confusi sentimenti e di attrazione fisica. Tuttavia l'amore, quello vero, è altra cosa, perchè naturalmente volto alla procreazione, perchè è altruistico e non egoista come lo è ogni vizio che viene fatto passare per "scelta".
Ma grazie all'indottrinamento dei media, solo pochi, pochissimi individui giudicano negativamente la diseducazione sessuale che viene impartita in Occidente. Per i più è un valore da difendere, da opporre ad autocrati e mullah. Per loro l'unica lezione da impartire in materia di sesso riguarda l'uso degli anticoncezionali, il cosiddetto del "sesso sicuro".
Poi uno dice perchè mai nel 2000 si dovrebbe votare ancora per i conservatori. Perchè per volontà di Dio nasciamo ancora tutti maschi e femmine. Va bene come provocazione?
Florian




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