...ci ripensano
La conversione di un mostro sacro dell’ecologismo mondiale come James Lovelock alle ragioni del nucleare, alla quale tanto rilievo è stato dato negli ultimi giorni dai giornali di tutto il mondo, ha lasciato di stucco molti estimatori del padre della teoria di Gaia, soprattutto per i toni ultimativi e accorati con cui quel cambio di rotta è stato argomentato e per la decisione con cui lo scienziato si rivolge agli amici, come lui “impegnati nel movimento ecologista”, invitandoli ad abbandonare la loro “testarda opposizione”.
Lo stesso invito a ripensare l’uso dell’energia nucleare, da noi abbandonata sull’onda del panico post-Chernobyl, era arrivato, qualche mese fa, anche dal fisico italiano Tullio Regge, che a sua volta aveva rivisto antiche posizioni contro.
C’è ora da registrare un’altra conversione, che parte da più lontano e che forse fa meno scalpore, ma che non è meno radicale.
Ne è protagonista Otto Schily, ministro dell’Interno nel governo rossoverde tedesco. Chi lo ricorda una ventina di anni fa, esponente dell’ala “Realos” dei Gruenen, amico di Alexander Langer e teorico della tolleranza a qualsiasi costo, potrà stentare a riconoscerlo nel sostenitore della linea dura contro i predicatori dell’odio (vedi l’intervista a Repubblica di ieri), e nel fautore dell’espulsione per direttissima, introdotta in Germania su sua personale proposta, degli imam che usano la moschea come luogo di reclutamento per gli eserciti del terrore.
Per Schily, brillante avvocato che negli anni Settanta difendeva i terroristi della banda Baader-Meinhof, per agire non è necessario avere prove di chissà quali connessioni, perché “chi predica il jihad o sostiene in pubblico che la vita degli infedeli non vale nulla, non ha posto in una democrazia”: anche se non è direttamente collegato al terrorismo, infatti, fornisce “un movente intellettuale al terrorismo”.
A confronto, il ministro Pisanu fa la figura del lassista.
E a noi, soprattutto in questi giorni, non rimane che dolorosamente misurare la distanza tra il verde (ora socialdemocratico) Otto Schily e il verde Pecoraro Scanio.
da il Foglio del 2 giugno
saluti




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Pecoraro Scanio deve essere daltonico. Si crede verde, ma è sostanzialmente..... rosso.