26 Ottobre 2009
Giu' loro o chiusi voi
Autore Maurizio Zipponi Maurizio Zipponi
Il sistema produttivo del Paese, in particolare quello rappresentato dalle piccole-medie imprese e dall’artigianato, è corroso ogni giorno da una crisi economica senza precedenti e rispetto alla quale il Governo è latitante, impegnato a menar fendenti contro la magistratura per proteggere il premier, ma disinteressato al destino delle famiglie e dei lavoratori. Ogni tanto qualche dichiarazione per le prime pagine dei Tg ma nulla di serio e di vero. In tante fabbriche visitate nell’ultimo anno non ho mai incrociato un dirigente della maggioranza: forse temono, a ragione, il linciaggio.
L’Italia dei Valori nel suo programma di governo, sempre aperto ai cittadini (leggi e commenta i punti del programma), ha presentato una serie di misure per rilanciare l’attività delle imprese e consentire loro di superare questa contingenza difficile, con l’obiettivo di diffondere nuovo ossigeno nel tessuto produttivo nazionale. Eccole qui di seguito brevemente riassunte:
- Diminuzione del carico fiscale alle imprese
- Eliminazione dell’anticipo di imposte e versamento dell’Iva ad avvenuto pagamento della fattura
- Liberalizzazione dei servizi pubblici locali perché sia più vantaggiosa l’offerta ai cittadini
- Indicazione di tassi omnicomprensivi di tutti i costi e per tutte le operazioni bancarie
- Accelerazione dei pagamenti della Pubblica amministrazione e rimborsi di imposta
- Sostegno agli accordi con le banche per il finanziamento alle pmi
- Riduzione dell’Irap alle pmi che assumono a tempo indeterminato e investono in ricerca, innovazione tecnologica, risparmio energetico
- Semplificazione delle procedure amministrative e velocizzazione dell’iter burocratico degli adempimenti per ridurre del 25%, entro il 2010, gli oneri amministrativi
- Appoggio ai processi di aggregazione delle pmi per rendere più facile l’accesso ai finanziamenti comunitari
- Divieto ad imprenditori e società ad essi collegate di partecipare direttamente o indirettamente alla realizzazione di opere e servizi pubblici qualora siano stati condannati in via definitiva per corruzione o delitti associativi
Queste misure non le vedrete mai pubblicate su un quotidiano e non ne sentirete mai parlare in Tv perché i media in Italia sono al soldo di due, tre partiti ed hanno il compito non scritto, ma che hanno appreso magistralmente, di criptare l’immagine dell’Italia dei Valori come partito di “proposizione”. Per contro possono far emergere come vogliono quella di “oppositori forcaioli, estremisti e manettari”. Il compito di promuovere l’alternativa di governo è solo nelle nostre e nelle vostre mani.
Bannato per aver diffamato il PdC!!!
Estiqaatsi!!! (fan)


di pietro
proprio un grande
25/9/2009 (8:6) - LA STORIA
MicroMega a Di Pietro:
basta faccendieri nell'Idv
Antonio D Pietro, leader dell'Italia dei Valori
La rivista di Flores investiga
sull’amico Tonino: a livello
locale vincono gli ex Dc
IACOPO JACOBONI
TORINO
Tuttora Tonino Di Pietro, quando gli ricordano il voltafaccia di Sergio De Gregorio, se la cava così: «Lo ha spiegato anche Gesù Cristo: ogni dodici, uno tradisce. Visto che io una volta ho già sbagliato, significa che non sbaglierò più». Il problema è che nell’Italia dei valori la media è stata leggermente superata.
Lo denuncia non un’infoiata polemica della destra ma una documentata inchiesta sul numero di MicroMega in edicola. Avete letto bene. MicroMega, la rivista diretta da Paolo Flores D’Arcais, accusata dai nemici di giustizialismo e dipietrismo, che ospita gli interventi dei magistrati impegnati, gli atti d’accusa antiberlusconiani di Marco Travaglio, che per prima ha aperto al grillismo. Il saggio s’intitola C’è del marcio in Danimarca. L’Italia dei Valori regione per regione, consta di cinquanta pagine, è stato scritto da Marco Zerbino e farà discutere. Tesi di fondo: «Esistono due anime di Idv, quella ideal-movimentista da un lato, e quella inciucista e politicante dall’altro», una situazione che «crea spesso a livello locale situazioni di stallo», e di frequente «si risolve a favore della seconda».
Non troverete allora in queste pagine l’intelligente campagna elettorale di Tonino per conquistare il voto d’opinione antiberlusconiano, sedurre intellettuali importanti (da Gianni Vattimo a Giorgio Pressburger, candidati, al simpatizzante Claudio Magris), per schierare nomi impegnati della società civile (da Luigi de Magistris al simbolo antimafia Sonia Alfano). No, accusa MicroMega: «A livello locale, le ali del gabbiano arcobaleno sembrano troppo spesso zavorrate dal peso della sua contiguità a un ceto politico dai modi di fare discutibili, in molti casi approdato all’Idv dopo svariati cambi di casacca, alcuni dei quali acrobatici, e in seguito a ponderatissimi calcoli di convenienza personale. Non proprio quello che si aspetterebbe da un partito che aspira a incarnare un nuovo modo di fare politica».
Se l’origine dei mali è nel partito personale («una forma di autocrazia legalizzata» nella quale «la partecipazione degli iscritti era di fatto impedita ex lege»), il primo male è che questo è diventato il partito record dei commissariamenti. In Piemonte gli ultimi congressi risalgono al 2005. In Veneto è commissariata Treviso. In Friuli sono state a lungo commissariate Udine e Pordenone. In Liguria il capo Paladini in un anno ha allestito un congresso moltiplicando le tessere (da 700 a 7000, roba che neanche il Pd). In Toscana è commissariata Lucca. In Umbria c’è un «garante» (Leoluca Orlando). Nelle Marche tutte le sezioni provinciali sono commissariate. In Campania non si fa congresso dal 2005, come in Puglia. In Calabria spopolava fino a poche settimane fa Aurelio Misiti, ex sindaco comunista di Melicucco, ex assessore della giunta Carraro a Roma, presidente (di nomina berlusconiana) del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Tonino lo ha alfin sostituito con Ignazio Messina, capo degli enti locali dell’Idv, che ha ruoli di rilievo anche in Sicilia. Piccolo particolare, Messina, per nove anni sindaco a Sciacca, è uno degli antesignani del trasversalismo: nel 2004 sostenne laggiù il candidato sindaco di Forza Italia, Mario Turturici. Tonino con Silvio, che orrore. Ma accade, e pure spesso, in Italia.
In Liguria Giovanni Paladini, ex Ppi, poliziotto e segretario del Sap (uno di quelli che votarono «per affossare l’inchiesta parlamentare sul G8») tra le tante altre cose, accusa MicroMega, ha inserito in lista alle europee Marylin Fusco, «sua fiamma» (la neodipietrista, in un dibattito tv su Odeon, ebbe cuore di dire «nei confronti di Silvio Berlusconi è in atto una persecuzione»). C’è chi, in quell’entourage, è stato al centro di attenzioni dei pm per rapporti con famiglie calabresi.
Zerbino racconta vita e miracoli di Nello Formisano, capo in Campania. «Insieme all’ex dc potentino Felice Belisario incarna l’ala “pragmatica”, per così dire, dell’Idv: entrambi hanno riempito il partito delle mani pulite di faccendieri e arrivisti, in larga misura di provenienza democristiana». Grazie a Formisano - scrive - sono entrati Mimmo Porfidia (ex Udeur che verrà indagato dalla Dda di Napoli per il 416 bis), Nicola Marrazzo (attualmente capogruppo in consiglio regionale, «la sua famiglia possiede diverse imprese impegnate nel settore dei rifiuti, quattro delle quali si son viste ritirare dalla Prefettura il certificato antimafia»). È entrato il leggendario Sergio De Gregorio. È Formisano, in posti come Torre del Greco, San Giorgio a Cremano, Qualiano, ad aver reso normali operazioni di «Grosse Koalition alla pummarola», facendo entrare sistematicamente l’Idv in giunte di destra. Di Belisario MicroMega ricorda che ha lo stesso, diciamo così, talento trasversale; o che ha fatto arrivare al partito uomini del calibro di Orazio Schiavone, ex Udeur, condannato per esercizio abusivo della professione odontoiatrica.
Nelle Marche tutto è in mano a Davide Favia: l’ex fondatore di Forza Italia in quella regione! Ma tra i cambiatori di casacca si potrebbero citare Salvatore Cosma, Ciro Borriello, ovviamente Pino Pisicchio (ex dc, ppi, Rinnovamento italiano, Udeur), e il mastelliano Nello Di Nardo. Fa sobbalzare che, oltre ai tanti funzionari con guai giudiziari, ci sia stata anche la candidatura Idv alla Camera di un iscritto alla P2, Pino Aleffi.
Chi leggerà MicroMega troverà tutti i nomi. Scrive Paolo Flores nell’editoriale che accompagna l’inchiesta: «C’è del marcio in Danimarca, questo si sa (almeno dal 1604). Ma se la Danimarca resta l’ultima terra di speranza per una società civile democratica, raccontare il marcio che razzola in essa, raccontarlo tutto e senza le cautele (cioè autocensure) del “cui prodest?”, diventa un dovere verso la democrazia, e quasi un gesto d’amore». Lo capirà l’altra faccia, quella ideal-movimentista, dell’Italia dei Valori di Tonino?
Ultima modifica di il Gengis; 27-10-09 alle 09:18




Giusto, è una triste tradizione politica italiana.
Sta di fatto che sono proposte EFFETTIVE, delle quali alcune anche molto interessanti e mai ascoltate da altre forze politiche, che mediaticamente non si trovano. Un caso?
O anche, per non dover sempre dare la colpa a B., che Di Pietro invece di urlargli ladro ogni volta che sta da Santoro si prendesse la briga di elencarle?


Proposte effettive??? Rivoluzionare l'amministrazione pubblica in meno di 1 anno per dare il 25% di risprmi entro il 2010 ti sembra effettiva???
A tal proposito mi viene in mente la classica stategia di Bertinotti, che lottava e prometteva di tutto, tanto era in minoranza e contava come i carichi a scopa. L'ultima che mi ricordo è stato l'aumento degli stipendi dei deputati sotto il Governo Prodi: Bertinotti ha fatto un figurone andando dovunque a dire che lui era contrario, tanto sapeva benissimo che il provvedimento sarebbe passato. Nel 2008 gli italiani hanno fatto fuori lui, non gli altri ladroni...


Benvenuto in politica :sofico:
Resta il fatto che l'opera dell'opposizione, oltre che opporsi, dovrebbe essere fare delle proposte operative alla maggioranza. Non si può quindi non dare atto che Di Pietro abbia provato a farlo. E altresì non si può non dare atto che queste proposte hanno avuto meno spazio mediatico della sagra della porchetta di Ariccia :sofico:
Che poi alcune possano essere "demagogiche" ci posso anche credere....ma alcune mi sembrano mica male come idee.


Che non siano male, a prima vista, siamo tutti d'accordo, che poi si possano attuare è un altro paio di maniche.
I problemi in Italia li conosciamo, sono le soluzioni a mancare perchè in ogni caso ci osono dei poteri fortissimi fuori dal Parlamento (banche, grandi imprese ma anche PA e sindacati) che non vogliono cambiare lo status quo per paura di rimetterci.
Non è un'intervista a cambiare questo stato di cose.


D'accordissimo.
Quell'intervista fa parte del "gioco delle parti" di cui la politica è maestra.
Resta il fatto che TUTTE le proposte SERIE per dare una svolta a questo paese vanno penosamente a cozzare contro il solito muro di interessi personali e di casta. Quindi l'unica vera soluzione di cambiamento è che emrga qualcuno che da questi interessi sia libero e che abbia le palle per portare avanti delle innovazioni forti. Tocca anche vedere quanto poi resta in vita una persona del genere....certe gente non si fa certo problemi....basta guardare la fine che hanno fatto fare ad un papa, Papa GIovanni Paolo I°, quando hanno compreso di aver messo una brava persona al timone di un branco di avvoltoi....


Non ridere e leggi fino in fondo
SB a mio giudizio viene votato (e sopportato) da molti proprio perchè incarna la figura di una persona libera e capace di innovazioni forti. Per questo la gente lo vota pur sapendo che qualche scheletro nell'armadio ce l'abbia pure lui, ma viene ritenuto meno "ricattabile" a livello politico di altre persone che sarebbero morte senza una carica pubblica (vedi Prodi e Padoa-Schioppa). Il grosso problema è che SB vive per il consenso altrui ed è schiavo dei sondaggi, per cui non prenderà mai decisioni ritenute impopolari dai sondaggisti.