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Discussione: Quante delusioni!

  1. #11
    Sospeso/a
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    Predefinito Re: Risulta chiaramente che...

    In origine postato da mustang
    ....

    Se festeggiano questi risultati mi associo volentieri a loro.

    saluti
    Non sei invitato.


    ... e non sarebbe nemmeno di buon gusto festeggiare in un momento come questo

  2. #12
    SENATORE di POL
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    In origine postato da cciappas
    =========
    CHI SAREBBERO I RE LEGGITTIMI??
    QUELLI INCORONATI PER VOLONTA DI DIO??
    ANCORA QUI STAI???
    OPPURE SEI ARRIVATO A LEGGITTIMARE QUELLI CHE BARANO AL GIOCO???
    "Non è più tempo di re, ciò che oggi si chiama popolo non merita re" (F.Nietzsche).

    Shalom

  3. #13
    SENATORE di POL
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    dal sito di IDEAZIONE

    " Italia, la tenuta del governo
    di Pierluigi Mennitti

    A dispetto dell’inutile sfuriata notturna di Piero Fassino, i risultati effettivi delle elezioni europee non divergono troppo dagli exit poll che la Nexus ha fornito a urne chiuse. Salvo rare eccezioni, i voti dei partiti sono tutti all’interno delle forchette che, a pochi minuti dalla chiusura dei seggi, hanno fornito materiale per i primi commenti. Il giorno dopo, a risultati reali ormai acquisiti, si può confermare la sostanziale tenuta della coalizione di governo al cui interno Forza Italia registra un calo sensibile, bilanciato dalla crescita dei partiti alleati, Udc di Follini in testa. Ma bene anche la Lega Nord e Alleanza nazionale. L’opposizione di centrosinistra vede appassire il progetto del nuovo Ulivo che non raggiunge complessivamente neppure la semplice somma dei partiti che lo compongono e rafforzarsi la variegata galassia dell’antagonismo, con Rifondazione e Comunisti italiani in testa. Anche all’estrema sinistra vincono i partiti più solidi mentre rallentano le formazioni legate alla cosiddetta società civile, come la lista Di Pietro-Occhetto. Delusione nelle file radicali che vedono completamente riassorbito l’exploit di cinque anni fa.

    A una prima occhiata, nel centrodestra Forza Italia paga una leadership di governo che non riesce a presentare la propria azione come un chiaro progetto politico e una situazione organizzativa di partito che alla lunga non regge la competizione elettorale sul territorio. Le amministrative potrebbero infatti accentuare questo risultato negativo sul territorio, testimoniando come un partito che non riesce a strutturare la propria presenza e formare una nuova classe dirigente difficilmente può sostenere a lungo un ruolo di guida nazionale. Ma nella coalizione di governo il successo dei democristiani di Follini consegna una fetta dell’elettorato di Forza Italia a una formazione moderata. Al governo si chiede più politica, più moderazione, più consapevolezza. Moderazione nello stile ma anche incisività nell’azione, se è vero che al Nord la Lega risale rispetto alle politiche precedenti riassestandosi intorno al 5 e mezzo per cento. Buona la performance di An, sempre in sofferenza nelle elezioni europee: la scelta di candidare i dirigenti nazionali impegnati nel governo ha almeno movimentato la competizione sul territorio, impegnando le strutture territoriali del partito un po’ arrugginite negli ultimi anni.

    La tenuta della coalizione di governo è dunque un fatto iscritto nelle cifre uscite dai seggi. Risultato particolarmente importante se messo a confronto con le performance degli altri governi europei, largamente sconfitti dai propri elettori. Non si comprende, dunque, la falsa euforia degli esponenti dell’Ulivo (e si comprende invece assai meglio il nervosismo notturno di Fassino). Il calo di Forza Italia sembra soddisfare la malinconia elettorale del centrosinistra ma il risultato del triciclo è assai deludente. Difficile sottoscrivere la dichiarazione di Romano Prodi: il nuovo Ulivo non sembra il punto di riferimento di una nuova maggioranza ma il flop più rilevante del fine settimana elettorale. A sinistra si gonfiano le urne degli antagonisti, Rifondazione in testa che riesce a raccogliere la rabbia sociale e l’opposizione alla politica estera del governo. I riformisti invece non fanno il pieno neppure dei propri voti di partenza e il basso dato di affluenza in tutta Europa getta una luce di sfiducia complessiva sull’opera quinquennale di Romano Prodi a Bruxelles. Sono davvero tutti sicuri che sia lui l’uomo giusto per contendere fra due anni il governo a una coalizione forse non più Berlusconi dipendente?

    14 giugno 2004
    "


    La flessione di Forza Italia è, opinione personale, del tutto salutare e da salutare. Visto anche che il premier si è permesso di reitare la battutaccia sul non voto ai "piccoli partiti", e altre sparate.......ed è "sceso in campo" come candidato ineleggibile....
    Il riequilibrio nel Centrodestra ai danni del partito del premier è quello che mi auguro da anni, ed è il motivo principale per il quale non voto e non voterò Forza Italia [finchè da club del premier non diventerà una formazione politica normale, un partito liberale di massa vero].
    Bene la tenuta complessiva della coalizione in un momento così negativo.....e in un clima disastroso per tutti i governi europei (tranne i nuovi arrivati al potere).
    Spiacente per gli amici forzisti, ma quando ce vò, ce vo'. Alle riforme!

    Saluti liberali

  4. #14
    SENATORE di POL
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    da www.supergiornale.it

    " Lunedì 14 Giugno 2004 Chiudi

    IL RETROSCENA
    Il palco è già pronto, ma la festa dell’Ulivo è congelata



    di MARIO AJELLO su IL MESSAGGERO


    ROMA Il palco per festeggiare il trionfo del Listone è già montato. Il messaggio vittorioso dei leader - da Fassino a Rutelli a tutti gli altri compresi Gruber e Santoro - è già pronto per uscire dalla stanza dove sono rinchiusi i big alla sede di Santi Apostoli e venire gridato davanti a una piazza osannante («Siamo maggioranza nel Paese»). Ma il partito prodiano che alle dieci e mezzo si sente la vittoria in tasca (33,8) piano piano sembra diventare un aereo che atterra poco dolcemente. Colpito da raffiche di cifre dolorose. «E’ qui la festa?», chiede qualcuno. Doveva essere qui, con tanto di possibile arrivo di Prodi, ma stentano a decollare le danze intorno all’albero abbattuto di Forza Italia perchè piove sul Listone questo fuoco: «30,8» («Non è vero!») e dopo mezz’ora «30,6» («Maddechè!») e dopo un’altra mezz’ora, all’una di notte, «30,5» («E’ la tivvù al soldo del Cavaliere»). Disastro? Qualcuno, sottovoce, si lascia sfuggire un commento paradossale: «La festa va spostata sotto il Campadoglio, per gridare ”Walter aiutaci tu!». Ovvero: oltre a Berlusconi, lo sconfitto è Prodi, e nel 2006 non saranno loro a sfidarsi, ma Veltroni e Casini, i veri vincitori di questa tornata elettorale. Le proiezioni elaborate dai Ds, e quelle del Listone, però raccontano contemporaneamente un’altra storia: prodiani al 33,7, anzi al 34. Lo staff di Lilli Gruber è convinto: «La tivvù cerca di mascherare la realtà, ma le bugie hanno le gambe corte e domani si scoprirà che abbiamo stravinto». La stanza in cui stanno i leader però sembra un bunker: è già partita - se ha ragione la tivvù e torto le altre proiezioni - la resa dei conti fra i big del centro-sinistra? Da dietro alla porta non si sentono rumori di rissa. Anche perchè i dati del voto, in questa Italia molto poco europea, ancora sono aleatori e in qualche caso non ci sono proprio. Come l’exit poll delle undici e trenta della Nexus che viene annullato: «Per mascherare la vittoria del centro-sinistra?». Cuillo, portavoce di Fassino: «Vespa e gli altri cercano di mandare gli italiani a letto in preda alla confusione del ”non ci sono nè vincitori nè vinti”». I rutelliani: «Si cercherà di spacciare il pareggio fino a domani nella speranza, poi, che la partita dell’Italia agli europei di calcio oscuri questo match politico e la nostra vittoria». Qualcuno si affaccia alla finestra e non vede arrivare in piazza le masse festanti. Come mai? «Le tivvù hanno confuso, e addormentato, anche i nostri sostenitori». Il balletto dei dati e dei controdati sembra impazzito. Speranze e docce gelate: una terribile altalena sulla pelle del progetto prodiano. Alle dieci della sera sembrava aver sfondato, poi no, poi magari e poi forse sì e ora dopo essere decresciuto il borisino del Listone riprende a salire. Fassino, finalmente, dalla stanza passa alle telecamere. La Loggia gli grida «sei un cadavere!». Lui diventa furibondo: «Nexus ha dato cifre false, le proiezioni sono menzognere, noi siamo al 32 per cento ed è in corso una scandalosa manipolazione politico-mediatica». Intanto Prodi è rimasto a Bologna. Almeno lì è sicuro che c’è qualcosa da festeggiare.
    "

    Saluti liberali

  5. #15
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    In origine postato da Pieffebi
    Non tutto il male viene per nuocere. Come disse George dopo l'11 settembre...

    Sottoscrivo in pieno questa riga. E mi fa piacere che il ragioniere di tanto in tanto produca involontariamente pillole di verità...

    (George grazie all'11 settembre si sta assicurando olio per almeno altri trent'anni senza dover rendere conto a nessuno...)

  6. #16
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    Ma allora la gestione della cosa ...non è così fallimentare, e non è poi vero che George ....insomma....sia così idiota......
    Il fatto è che il mio riferimento era volontario, mentre le conseguenze del tuo stesso ragionamento ....no. Come potrebbero.

    Shalom

  7. #17
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    Georgetto è un pupazzo con una manina infilata nelle parti basse che lo fa muovere... Ed il fatto che in Europa (a differenza che negli USA) i media non lo capiscano e non diano a Cheaney ciò che gli spetta... è davvero inconcepibile!

    Comunque il processo di "democratizzazione" dell'Iraq è davvero fallimentare... gli USA non riescono a proteggere le loro istallazioni civili in modo appropriato e devono ricorrere all'ONU che, pur nella sua immobilità, si porterà francesi, russi, cinesi, tedeschi ed un sacco di cattivi che vogliono quell'olio anche per loro...

    Ah, se le insalate si mangiassero solo sale e aceto... quante democratizzazioni ci risparmieremmo!

  8. #18
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    Il principio di non contraddizione non ti piace, eh compagno Lysenko?

    Shalom

  9. #19
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    da www.iltempo.it

    " [i] il flop elettorale più importante dunqu non è neppure quello gravissimo di Forza Italia, ma a quanto pare, soprattutto nelle aree chiave del paese, quello della Margherita, che perde petali e rischia di essere fagocitata dai Diesse. Altro che lista unitaria, i Diesse hanno fatto quello che fece il PCI con il PSI nel 1948..... La lista di fronte è andata male (rispetto alle aspettative) e i candidati eletti sono in grandissima parte diessini o di area..... della margherita rimane un fiorellino .....che sia camomilla? forse ne avrebbero bisogno per calmare i bruciori della delusione....

    e poi...

    da www.il tempo.it

    " Margherita sull’orlo della crisi per il listone


    La lettera di Prodi che rilancia la «costituente per l’Ulivo» considerata solo come «un contributo» che però non risolve i problemi

    di DINO TIERI

    FACCE scure alla Margherita. All’indomani del risultato del «listone», che se si è affermato qui non ha entusiasmato nessuno, nella riunione dell’Esecutivo del partito di Rutelli non si vedono volti sereni. La proposta di Prodi, che ieri in una lettera rilancia la una costituente dell’Ulivo, non viene nemmeno discussa e viene catalogata come un «utile contributo». Il problema principale è che l’esperienza del «triciclo» non ha portato molti vantaggi, anzi nelle preferenze i candidati Dl sono stati «divorati» da quelli diessini. In pratica sia nelle europee che nelle amministrative il partito passerebbe dal 14% al 10%. Parlare di malumori è dir poco. A sparare a zero in un’intervista a Radio Radicale è Gerardo Bianco, nome storico del Ppi: osserva che gli elettori non hanno premiato il Listone, che la Margherita ha perso consensi, che i Ds hanno «cannibalizzato» gli altri candidati per le europee, che i Dl hanno tenuto solo dove hanno speso la tradizione del Partito Popolare. Facce scure, quindi, al punto che «non ce n’era uno contento oggi alla riunione dell’esecutivo», racconta Giuseppe Fioroni. E lo stesso segretario organizzativo, Franco Marini, creatore dell’architettura del partito, sempre molto sobrio nel parlare, lasciando l’Esecutivo commenta: «La botta per Berlusconi è stata forte, ma ci aspettavamo un risultato migliore per la lista Prodi». A chi gli chiede delle polemiche sugli eletti risponde: «Tutte chiacchiere. Non c’è stata cannibalizzazione tra i due partiti maggiori del Listone. Certo loro hanno dimostrato di essere più strutturati di noi e quindi hanno governato meglio le preferenze». Quanto alla scelta di non candidare i leader, «ormai è una scelta fatta, di certo non si è rivelata un’idea vincente», dice. E sui risultati delle elezioni locali, «anche alle ultime amministrative eravamo sul 10%, anche qui, forse, potevamo prendere qualcosa di più», conclude. La prova del nove, a questo punto saranno i ballottaggi di domenica 27 giugno. La Margherita dovrà cercare di raggiungere il massimo, ma sarà certo anche un’occasione per riscontrare se questa alleanza nel «listone» sarà stata un fallimento oppure no. Ne va della intera strategia politica messa in campo dal centrosinistra in questi ultimi tempi. Non a caso il coordinatore della Margherita, Dario Franceschini, insiste: «La priorità è quella di raggiungere un altro straordinario risultato ai ballottaggi». Nel frattempo gli esponenti Dl più vicini a Prodi ne lodano l’iniziativa. Secondo Arturo Parisi quella del Professore «non è stata né una accelerazione né una improvvisazione. Si tratta piuttosto della conclusione di un ragionamento che è stato avviato con la proposta di dar vita alla lista unitaria». E anche Letta, Bordon e Monaco, difendono la mossa di Prodi ricordando che l’appello per un grande Ulivo, lanciato dal presidente della commissione Ue, trovò d’accordo tutti. E Rutelli che dice? Ieri all’Esecutivo ha svolto la sua relazione, e poi ha taciuto per tutta la giornata. Ma se Rutelli non parla di questo, difficile pensare che la dichiarazione di Paolo Gentiloni contrasti col suo pensiero: «Quello di Prodi - dice il portavoce - è un contributo, ma non risolve i problemi». Il problema, dunque, del risultato modesto, resta e va affrontato e risolto, sia all’interno del partito dove occorre dare nuovo slancio alla Margherita, ma anche rispetto ai rapporti con la coalizione, il che vuol dire, in pratica, con i Ds.
    "

    Saluti liberali

  10. #20
    ora ltd poi lti
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    In origine postato da Pieffebi
    Lo slittamento verso il massimalismo dell'Opposizione è netto. Da Centrosinistra a Sinistra-estremsinistra, da Sinistra-estrema sinsitra ad EstremaSinistra-Sinistra....

    Shalom
    Le persone scappano da quella porcilaia del partito-azienda.
    Dopo Confindustria, anche i cittadini prendono il largo.

    Complimenti

 

 
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