da www.ilfoglio.it

" Il vincitore in An
I propositi contundenti di Alemanno, il ministro che tiene in pugno Fini
Crisi di governo, Berlusconi bis, nessun taglio alle tasse ma incentivi alle imprese (soprattutto al sud)
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Roma. “Un Berlusconi bis? Non vedo dove sarebbe lo scandalo”, dice al Foglio Gianni Alemanno, “anche se il problema principale non è la formula di governo ma il programma”. Il ministro dell’Agricoltura non scarta l’ipotesi di Bruno Tabacci dell’Udc che proprio ieri, tra l’irritazione leghista, visto l’esito delle elezioni europee ha chiesto l’apertura di una crisi di governo. “Non capisco la reazione del Carroccio – prosegue – l’ipotesi non va scartata, fermo restando che è inimmaginabile mettere in discussione la leadership di Silvio Berlusconi, ora come alle politiche del 2006. Quello sì che sarebbe lo scandalo”. Con An che mantiene la posizione, Lega e Udc in crescita e Forza Italia in difficoltà, ci si aspetta che la resa dei conti nella maggioranza sia immediata e non incruenta. In apparenza tutto è rimandato dopo i ballottaggi per le amministrative (27 giugno) e Alemanno conferma che “in queste ore ragionare sui nomi d’una nuova squadra di governo è intempestivo e deprimente”. Ma sui contenuti della verifica aperta da un anno non volano parole leggere. Ribaditi i propositi più contundenti (“il problema è politico: bisogna azzerare la linea economica e sociale dell’esecutivo”), il leader della Destra sociale continua a dettare le linee guida del suo partito in materia di economia: nessun abbassamento delle aliquote più alte perché “ne deriverebbe soltanto una fuoriuscita di risorse verso l’estero”; nessun taglio agli incentivi per le imprese, “soprattutto a quelle del meridione: con che faccia andremmo al sud a dire ‘sai che c’è, ora vi azzeriamo i fondi pubblici’. La strada è un’altra, occorre sostenere l’economia reale, rilanciare sviluppo e competitività investendo sulle filiere produttive”. Ammesso che Berlusconi cambi idea, Giulio Tremonti sulla riforma fiscale si gioca la faccia. “La sfida non è sul nome di Tremonti. Io dico solo che la richiesta di cambio programmatico non è derogabile”. Si potrebbe replicare che il centrodestra non ha brillato nelle urne perché la riforma di Tremonti non è ancora realtà. “In questo caso – obietta il ministro – noi di An che ci siamo opposti saremmo stati penalizzati dal voto. Ma così non è stato”. Belligerante con il Tesoro, Alemanno promette lealtà ai leghisti (alleati più vicini a Tremonti) e a proposito della devolution da approvare alla Camera entro luglio assicura che “non ci saranno problemi, il punto di sintesi è già stato trovato in Senato”. Però ricorda che sul fisco non esiste solo un’intesa con i centristi, “anche il Carroccio ha manifestato le sue perplessità”. Resta da definire la tempistica del confronto nella maggioranza. “Il mio sogno – conclude Alemanno – è che nei prossimi quindici giorni si rifletta sul dato peggiore giunto dalle elezioni. Non le europee, dove la maggioranza pareggia, ma le amministrative da cui è uscita sconfitta. Che si lavori sotterraneamente per accordarci sulla necessità di una correzione di rotta del governo. Infine che si convochi una conferenza stampa dei leader di centrodestra per annunciarla, la correzione, e ci si lavori in profondità ritrovando unità e compattezza”. An a Strasburgo è quasi tutta Destra sociale Nel frattempo i vertici dei partiti della maggioranza si riuniscono in ordine sparso per analizzare il voto europeo. Ieri il Cav. ha incontrato i coordinatori Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto e alcuni ministri (oltre Tremonti, Giuseppe Pisanu e Letizia Moratti). L’Udc si riunisce la settimana prossima e la Lega domani. Gianfranco Fini ha convocato per oggi l’esecutivo di An, ma alcuni ministri più il coordinatore Ignazio La Russa erano da lui in via informale già nel pomeriggio di ieri. I finiani fanno i conti con la schiacciante affermazione interna della Destra sociale alemanniana sui cosiddetti berlusconiani di Destra protagonista (Maurizio Gasparri e La Russa). Le preferenze che al Sud staccano Gasparri da Alemanno sono quasi 80 mila. Troppe per non immaginare rivolgimenti. Tenuto anche conto che tra i 9 eurodeputati di An (molti dei quali passano grazie alla rinuncia dei ministri eletti) gli unici riconducibili a Destra protagonista sono Romano La Russa, fratello di Ignazio (nordovest), e Salvatore Tatarella (sud). Quest’ultimo ormai un battitore libero, non più amico di Gasparri da quando il ministro ha posto un veto alla sua candidatura a sindaco di Bari. Poi è quasi solo Destra sociale: Nello Musumeci (isole), Umberto Pirilli (sud), Alessandro Foglietta e Roberta Angelilli (centro), Sergio Berlato (nordest). Adriana Poli Bortone (sud) e Cristiana Muscardini (nordovest) sono state elette in quota Nuova alleanza, la debole corrente di Adolfo Urso e Altero Matteoli necessariamente alleata con gli alemanniani.


Saluti liberali