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Discussione: 'O jettatore...

  1. #1
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    Cool 'O jettatore...

    Se Silvio ti impalma la sconfitta è certa
    Michele Sartori

    DALL’INVIATO: PADOVA
    «Io consiglio ai candidati del Polo: non fate passare Berlusconi dalla vostra città».
    Davvero?
    «Certo che sì. Dico di più: ancora prima di sapere della sua visita a Padova, ci dicevamo: dovremmo pagarlo noi, per farlo venire».

    Marco Marturano, docente di comunicazione politica allo Iulm di Milano, organizzatore di campagne elettorali, in questa tornata ha seguito direttamente due candidati del centrosinistra: Flavio Zanonato a Padova, Filippo Penati a Milano.
    In entrambi i casi, Silvio è intervenuto personalmente, per sponsorizzare Ombretta Colli (al meeting di presentazione) e Giustina Destro (alla chiusura della campagna).
    Morale: Ombretta va ad un difficile ballottaggio, Giustina è già out: non è riuscita ad arrivare neanche al 37%.
    Già è difficile che un sindaco uscente perda.
    Ancora più raro che gli capiti al primo turno.

    Ma a nessuno nelle città italiane, da quando esiste il nuovo sistema elettorale, era ancora toccato di non superare il quaranta per cento.

    Il professor Marturano ghigna:
    «Non ho sondaggi per dire quanto male ha fatto il passaggio di Berlusconi. Ma di sicuro bene non ne ha fatto».
    Era il 7 giugno.
    Berlusconi veniva a posare la prima pietra di un cavalcavia, a «guidare» per venti metri un metrobus ancora non funzionante, a galvanizzare i suoi.
    Città completamente in tilt, strade bloccate, carovane sgommanti:
    «Perfino ambulanze che hanno dovuto fermarsi per far passare i camion elettorali di Forza Italia che seguivano gli spostamenti del presidente. Era la dimostrazione tangibile dell'arroganza del potere. Quando Prodi è venuto, invece, passeggiava tranquillamente, incontrava tutti», s'indigna ancora Flavio Zanonato, il diessino nuovo sindaco a furor di padovani.
    Già.
    Sommessamente si può ipotizzare: Silvio porta jella.
    A Padova era arrivato a sorpresa per magnificare Giustina Destro, l'unico sindaco azzurro ad avere un quotidiano filo diretto con la Presidenza del Consiglio.
    Aveva ammonito:
    «L'amministrazione di Padova è paradigmatica, dovrebbe essere l'esempio per tutte le città italiane. Non votarla sarebbe veramente una colpa».
    Si è visto.

    Da un paio d'anni, agli unti di Berlusconi non ne va dritta una che sia una.
    Il capostipite è Pierluigi Bolla, candidato azzurro a sindaco di Verona, la più fedele città del centrodestra.
    È il 7 giugno 2002 - un altro 7 giugno, come a Padova - e Silvio si precipita in città, la solca, la blocca:
    «Viva Bolla!», incita, «non possiamo neanche immaginare che Verona venga consegnata alla sinistra».

    Tre giorni dopo, il candidato del centrosinistra, Paolo Zanotto, vince col 54%.

    Il 10 marzo 2003 Berlusconi cala a Udine, per sostenere Daniele Franz, di An, candidato sindaco:
    «Guardate che bel fioeu!», lo presenta.
    Certo: incavolatissimo, il sindaco uscente Sergio Cecotti, ormai ex leghista, si dimette all'istante, si ricandida contro il Polo, stravince.

    L'8 aprile 2003 Berlusconi vola a Brescia, «privatamente», per spingere l'aspirante sindachessa di An Viviana Beccalossi, bionda karateka dagli occhioni azzurri.
    Silvio conclude l'ammiccante presentazione con un indimenticabile:
    «Forza Viviana! Fagliela vedere!».
    Infatti: trombata.

    Il capolavoro lo combina in Friuli, alle regionali.
    Prima assicura il presidente regionale azzurro Renzo Tondo che il candidato sarà lui.
    Poi lo silura, a favore della leghista Alessandra Guerra.

    Il 6 giugno 2003 - con le date, siamo sempre lì. . . - Silvio arriva a Trieste per una fantasmagorica kermesse.
    «Alessandra, sei la nostra lady di ferro. Sei di ferro, vero?», e la tocchigna, la palpa.
    «Alessandra, sei la guerriera della libertà, ti consegno la bandiera della libertà, so che ne sarai degna».
    Ovviamente, stravince Illy.

    Qualche politico accorto ha già ben presente l'effetto-B sui comuni.
    «Berlusconi, continua così», lo implorava Piero Fassino a Udine.
    E il deputato della Margherita Maurizio Fistarol:
    «Bisogna ringraziarlo, Berlusconi. Dove lui accorre, si vince».
    È una questione di stile, ma anche politica, naturalmente: nel caso di Forza Italia sono inestricabili.
    «Giustina Destro ha dato l'impressione di essere un sindaco di parte, questo è stato il maggior errore», dice Zanonato: «Adesso i padovani tornano a sentirsi a casa loro: questo mi dicono soprattutto, dopo l'elezione».

    E il professor Marturano:
    «Nel 1999 Giustina Destro aveva vinto grazie alla capacità di suscitare empatia coi cittadini. Progressivamente, questa aspettativa è stata la cosa più tradita , in parte dal sindaco, in gran parte dalla sua squadra. Hanno dato l'impressione di chiudere il palazzo appena prese le chiavi».
    Lui lo sa bene: perché all'epoca era stato ingaggiato proprio da Giustina, contro un sindaco uscente di nome Zanonato...

    Adesso è passato armi bagagli e soprattutto cuore dall'altra parte.
    E può continuare ad analizzare la sconfitta del sindaco azzurro:
    «Come Berlusconi, anche Giustina ha messo in testa a tutto la dimostrazione dei muscoli, gli elenchi di cose fatte. Tecni camente si chiama “ansia da prestazione”, arrivi al voto e butti fuori tutte le cose fatte, vere o no che siano, e non lasci spazio alle prospettive. Poi c'è stato l'errore finale, la propaganda tutta puntata sulla demonizzazione dell'avversario: il centro della campagna diventava proprio l'aggredito, e ne nascevano simpatie per lui. In America lo chiamano “effetto under dog”».

    A proposito.
    Silvio, nella turbinosa visita a Padova, ha sponsorizzato anche una candidata alle europee.
    «Invito sul palco. . .».
    Elisabetta Gardini era pronta a scattare.
    «. . . Simona Fede. Merita, ha un sorriso straordinario! Auguri, Simona!».

    Elisabetta non ce l'ha fatta, Simona ancora meno.


  2. #2
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    mah per la destro berlusconi non c'entra niente anche il mio gatto faceva meglio di lei

  3. #3
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    Il segreto per il ritorno di FI al vertice è Scajola che in liguria ed in particolare nel comune e nella provincia di Imperia ottiene risultati strepitosi. Gli ex socialisti e comunisti Cicchitto e Bondi hanno fallito, Scajola ha vinto l'ennesima volta, FI e Silvio non possono non prenderne atto.

  4. #4
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    In Origine Postato da antonio
    difficiel poterlo stabilire...
    sicuramente alla sconfitta dal suo pupillo Pili in Sardegna il nano ha contribuito..
    E pensare che, per convenzione, SOLO tre indizi fanno una prova...

  5. #5
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    In Origine Postato da Misterbianco
    Il segreto ....è Scajola ....

  6. #6
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    In Origine Postato da MrBojangles
    Ci sarà pure un motivo se dove c'è lui ad organizzare FI ottiene ottimi risultati?
    Gli elettori di FI evidentemente non sopportano gli EX comunisti come Bondi

  7. #7
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    In Origine Postato da Misterbianco
    Ci sarà pure un motivo se dove c'è lui ad organizzare FI ottiene ottimi risultati?
    Gli elettori di FI evidentemente non sopportano gli EX comunisti come Bondi
    Ci sarà pure un motivo per il quale è stato dimissionato dal ministero degli interni per farlo approdare, dopo lungo e travagliato (e silente) purgatorio, al "ministero INESISTENTE"

    Ci sarà pure un motivo per il quale, nel feudo di "papà Scajola", il figliuolo CONTINUA a mietere consensi.

    Ci sarà pure un motivo per il quale, il figliuolo, passò un paio di notti ar gabbio per le indagini sulle tangenti del Casinò di S.Remo.

    Ci sarà pure un motivo.....da qualche parte.

  8. #8
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    In Origine Postato da MrBojangles
    Ci sarà pure un motivo per il quale è stato dimissionato dal ministero degli interni per farlo approdare, dopo lungo e travagliato (e silente) purgatorio, al "ministero INESISTENTE"

    Ci sarà pure un motivo per il quale, nel feudo di "papà Scajola", il figliuolo CONTINUA a mietere consensi.

    Ci sarà pure un motivo per il quale, il figliuolo, passò un paio di notti ar gabbio per le indagini sulle tangenti del Casinò di S.Remo.

    Ci sarà pure un motivo.....da qualche parte.
    Gli elettori lo premiano e il successo di Imperia ne è la dimostrazione, quando era lui alla guida di FI i successi si sono succeduti fino allo straordinario 29% delle politiche del 2001

    Con quel Bondi ex comunista che assomiglia a comico Boldi FI ha perso di credibilità .

  9. #9
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    Claudio Scajola



    INTERIOR MINISTER

    La storia della famiglia Scajola, e quella della vita pubblica di Imperia nel dopoguerra si intrecciano strettamente. Il padre, Ferdinando, molto legato a De Gasperi e a Mons. Tardini, futuro Segretario di Stato di Giovanni XXIII, fu il fondatore a Imperia della Democrazia Cristiana nel dopoguerra, per un decennio Segretario Provinciale del Partito, e sindaco di Imperia; il fratello maggiore, Alessandro, parlamentare per due legislature e sindaco anch'egli. Di Claudio Scajola, si può dire che la politica sia stata simbolicamente nel suo destino fin dalla nascita: a tenerlo fra le braccia nel giorno del Battesimo fu Maria Romana De Gasperi, figlia dello statista trentino al quale l'Italia deve la rinascita post-bellica. Certamente la politica fu per lui una vocazione precocissima: mentre compiva gli studi al Liceo Classico De Amicis, nonostante la perdita prematura del padre, e forse anche mosso proprio dalla volontà di seguirne l'esempio, a soli 14 anni fondava con alcuni compagni di scuola il "Gruppo Studentesco", di ispirazione cattolica moderata. Scajola, che avrebbe poi militato nel Movimento Giovanile della DC, giungendo a far parte della Direzione Nazionale, negli anni '60 sarà uno dei protagonisti della vita politica giovanile a Imperia, in dura contrapposizione alla sinistra.

    Dirigente dell'INADEL (oggi INPDAP), ad Imperia cominciò giovanissimo la propria esperienza di amministratore pubblico. Nel 1975 fu chiamato a presiedere l'Ospedale regionale di Costarainera, ove mise in luce le sue doti di concretezza e di efficienza organizzativa: un Ospedale in condizioni di serio degrado si trasformò in pochi anni in una struttura sanitaria all'avanguardia in Liguria. Da qui alla Presidenza della neocostituita USL Imperiese il passo fu breve e scontato.

    Si era sposato nel frattempo con Maria Teresa Verda, insegnante di storia dell'arte, figlia di un importante avvocato di Imperia, ed era diventato padre di due figli, Pier Carlo e Lucia, oggi entrambi universitari. Alla moglie e ai figli, come d'altronde alla madre, signora Maria Vittoria Truini, che lo ha cresciuto, rimarrà sempre legatissimo.

    Nel 1980, a 32 anni, l'ingresso in Consiglio comunale a Imperia; sarà sindaco della città nel 1982-83, e poi una seconda volta dal 1990 al 1995. Tale periodo è contraddistinto fra l'altra da un forte sostegno al comparto turistico e sportivo della città: in quegli anni infatti viene realizzata la piscina polifunzionale, considerata la più bella della Liguria, e vengono recuperati dal mare ampi spazi che costituiscono oggi i presupposti indispensabili per la realizzazione di un grande porto turistico.

    Vanno ricordati anche l'adozione del Piano Regolatore, il risanamento delle finanze, l'inventario, l'utilizzo, nelle forme più rapide e concrete degli stanziamenti di legge per procedere ad interventi strutturali; l'approvvigionamento idrico; la riqualificazione dell'arredo urbanonterventi mirati soprattutto a migliorare la qualità della vita di Imperia, nelle cose che ogni giorno interessano ai cittadini: i mezzi pubblici, le strade, l'illuminazione, i parchi e i giardini (ai quali dedicò particolare attenzione: sono anche una sua passione personale).

    Ed ancora, si deve al suo personale impegno lo sviluppo del prestigioso raduno delle "Vele d'epoca", noto in tutto il mondo, e il conseguente gemellaggio con Newport, "capitale" della vela negli Stati Uniti, e storica sede delle regate della Coppa America.

    Nel 1995 guidò con successo la lista civica "Amministrare Imperia", che alle comunali giunse a un passo dalla vittoria, contro la sinistra (che godeva anche dell'appoggio di esponenti del centro-destra di allora).

    Subito dopo, Silvio Berlusconi gli chiese di entrare in Forza Italia, affidandogli l'incarico di coordinatore della Provincia di Imperia. Dopo pochi mesi, la prima vittoria, nella quale in pochi avevano creduto, alle elezioni comunali di Sanremo.

    Nel 1996, viene eletto deputato nella lista del Polo per le Libertà nel collegio uninominale Liguria 2 con 35.443 voti (44.7%).

    Dall'8 maggio 1996 Berlusconi gli affida la responsabilità nazionale dell'Organizzazione di Forza Italia.

    Forza Italia era un movimento di opinione, raccolto intorno alla figura del Leader e al suo carisma, ma inevitabilmente poco definito nella struttura, privo di organi direttivi dotati di competenze precise, vago nei suoi confini (non esisteva un tesseramento), poco radicato sul territorio.

    Scajola si mette subito al lavoro. Riunisce una squadra con la quale comincia a lavorare per preparare statuto e regolamenti, dopo aver studiato attentamente i modelli dei partiti italiani e stranieri. Lo statuto, approvato nel gennaio 1997, delinea un partito leggero, indenne dai difetti della vecchia partitocrazia, ma organizzato, con delle regole, con una democrazia interna che affida alla base, agli iscritti e agli elettori, la scelta diretta e senza mediazioni dei vertici a tutti i livelli. Con lo statuto diventano possibili le adesioni, organizzate in una forma che garantisce il massimo di apertura a tutti: sono un immediato successo, sempre crescente, dai 130.000 iscritti del 1997 ai 350.000 di oggi, nonostante il costo della tessera sia il più alto in assoluto fra i partiti italiani. Fra l'autunno del 1997 e la primavera del 1998, si svolgono i congressi provinciali, attraverso i quali vengono eletti i dirigenti locali del partito.

    Contestualmente, cominciano i successi elettorali nelle diverse tornate amministrative a partire dal 1998. Da allora ad oggi è più che raddoppiato, il numero dei Sindaci appartenenti a Forza Italia passando da 409 a 868; quello dei Presidenti di Provincia è cresciuto da 7 a 23.

    Finalmente dal 16 al 18 aprile del 1998, a Milano, 3000 delegati si riuniscono nel 1° Congresso Nazionale di Forza Italia.

    Il "partito leggero", il "partito della gente" pensato e voluto da Silvio Berlusconi è ormai una realtà organizzata, funzionante, radicata sul territorio:una struttura costituita da oltre 9.000 dirigenti, e quadri di partito, tutti volontari, che esprime circa 8000 amministratori locali a tutti i livelli. Claudio Scajola ha svolto il compito che da due anni prima il Presidente gli aveva affidato.

    Subito dopo il congresso Berlusconi lo nomina Coordinatore Nazionale di Forza Italia.

    Forza Italia è ormai uno strumento agile, efficiente, radicato sul territorio, rispettato da alleati e avversari, capace di scegliere candidati credibili da proporre agli elettori. Questo è stato uno degli elementi fondamentali che hanno concorso alle clamorose vittorie delle Europee 1999, delle Regionali 2000 e delle politiche dello scorso maggio.

    Il 13 maggio 2001 è stato rieletto deputato del Collegio Liguria 2 con 43.910 voti (56,9%). E' stato eletto altresì in Liguria, nelle Marche e in Puglia, quale capolista di Forza Italia nel proporzionale.

    Il 10 giugno 2001 è chiamato a far parte del II Governo Berlusconi quale Ministro dell'Interno.

  10. #10
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    un po' comico lo è comunque quando si dice o'jellatore è sempre un discorso tra il serio e il faceto

 

 
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