...Predappio
e quello di largo Fochetti
All’erta, all’erta sta. Ecco perché ci piaceva Scalfari ma non ne sapevamo il motivo, perché è dei nostri.
Eugenio Scalfari ha soffiato il vetro dell’Espresso e da Arcore
ha visto Predappio: “Esiste una similitudine sia pure remota tra l’uomo d’Arcore e quello di Predappio”.
Aggiunge subito: “Dico subito che Mussolini lo sovrasta di gran lunga”.
E ci mancherebbe altro, diciamo noi.
Berlusconi, per l’uomo di largo Fochetti, “è un personaggio da romanzo”, prevale infatti il romanziere piuttosto che il giornalista in questo gioco di comparazione, e balzachianamente Scalfari liquida il suo personaggio sulla materia prima che fa la differenza: l’Uomo di Predappio, come l’uomo di largo Fochetti è un intellettuale, un socialista rivoluzionario, preciso come fu negli anni di Sanremo l’uomo di largo Fochetti da giovane, romantico perfino, lettore di Sorel, Blanc, Bergson, Nietzsche, D’Annunzio, Papini, Oriani, Galimberti, Corradini, Marinetti, l’uomo di Arcore no.
All’erta, all’erta sta. L’Uomo di Predappio, come l’uomo di largo Fochetti, sa scrivere e sa parlare, è un giornalista efficace e un eloquente parlamentare, adopera frasi brevi, semplici e icastiche, “sempre un attacco di pura cronaca”, l’uomo di Arcore – poveretto – niente di tutto ciò.
All’erta, all’erta sta. L’Uomo di Predappio, come l’uomo di largo Fochetti, invita al sogno la Grande Proletaria, si alza in piedi al canto dell’Inno al sole, “modulato sul carme secolare di Orazio”, l’uomo di Arcore spaccia per sogno la diminuzione delle tasse, scandisce quel sogno con la canzone di Forza Italia, è la materia che fa la differenza, dice l’uomo di largo Fochetti. Infatti l’Uomo di Predappio “per gli effetti speciali non usava il cartongesso ma i ruderi dei Fori, del Colosseo e delle Terme di Caracalla.
All’erta, all’erta sta. Alla comparazione fra l’Uomo di Predappio e l’uomo di Arcore, Nove Colonne si permette d’aggiungere un dettaglio, e cioè che i due si dilettano di latino, non sbagliano mai una citazione, anche se pescata alla rinfusa, tra le memorie del liceo, mentre invece l’uomo di largo Fochetti si diverte a far finta di sbagliare tra dativo e accusativo per seminare scompiglio tra le venerande autorità del latinorum.
Ma ecco perché ci piaceva Scalfari e non ne sapevamo il motivo: perché è dei nostri e perché il vero terminale di similitudine con l’Uomo di Predappio è lui, altro che l’uomo di Arcore.
Come l’Uomo di Predappio, infatti, l’uomo di largo Fochetti sa far prevalere il romanziere al giornalista e se con le lenti di Balzac l’Uomo di Predappio scrisse “Claudia Particella, l’amante del Cardinale”, l’uomo di largo Fochetti resta pur sempre l’insuperato autore de “La Ruga sulla fronte”.
Altro che l’uomo di Arcore, che fa, pover’uomo?
Fa “Casa Vianello”?.
Come l’Uomo di Predappio, unico nella storia, seppe tenere a bada gli Agnelli, anche l’uomo di largo Fochetti, da par suo, seppe liquidare l’Avvocato di panna montata.
Altro che l’uomo di Arcore, che fa, pover’uomo?
Si fa prestare l’accappatoio di Luca di Montezemolo?
Come l’Uomo di Predappio, l’uomo di largo Fochetti, non potendo andare in piazza Venezia almeno in via Veneto ci andava, l’uomo di Arcore –poveretto – su cosa può mai competere restandosene in via del Plebiscito? Come l’uomo di largo Fochetti, anche l’Uomo di Predappio aveva il suo fascino malandrino, mieteva e non solo le spighe della Battaglia del Grano, l’uomo di Arcore, con rispetto parlando, si occupa delle margheritine del prato, non certo di Margherita Sarfatti.
Ma finalmente abbiamo chiaro perché ci piace Scalfari anche se non ne avevamo chiaro il motivo prima, perché come l’Uomo di Predappio, Fondatore dell’Impero, Fondatore lui lo è della Repubblica.
Altro che l’uomo di Arcore, che fa, pover’uomo, apre la verifica con Fini e Follini?
saluti




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