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Discussione: Progetto conservatore

  1. #31
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    In origine postato da Italianhawk83
    Conservtorismo: suona male vero? Altro che "ILLUMINATO PROGRESSISMO"... Dalla vostra c'è la giustizia giusta, l'economia più giusta della giustizia giusta, un sistema sociale più giusto dell'economia giusta della giustizia giusta. Insomma un trionfo di Sani Principi - di quelli con la P maiuscola - a fronte del credo guerrafondaio e stritola-poveracci che per voialtri albergherebbe nella testa di questi rozzi conservatori.

    Credi che le cose stiano veramente così? Se ritieni che la Verità Assoluta stia solo dalla tua parte, bè fai propaganda ideologica di quarta categoria. E sappi che il Vero Conservatore combatte da sempre battaglie IDEALI e giammai IDEOLOGICHE giacchè sa quanti orrori ha seminato nel corso della storia la parola IDEOLOGIA sia essa sovrapposta - nell'ultima variante storica - a camicie brune, nere o rosse.

    Poiché sono ben disposto a discutere con quanti, come te, al di là delle differenze politiche dimostrano di saper intavolare una discussione civile, vorrei chiarire alcune cose sulla scuola politica "conservatrice".
    Essenomi documentato un po' più sul conservatorismo, mi appare di capire che con esso vogliate contrapporvi al liberalismo di sinistra che tra origini con i giacobini, oltre che al comunismo ed al fascismo, ideologie giustamente accusate dei torti che hanno commesso.
    Mi chiedo però se anche l'idea del "nuovo ordine mondiale" la "rivoluzione neo-conservatrice" non portino ad una massificazione ed omologazione dell'individuo anche se diversa da fascismi e pseudo-comunismi.
    Vi è chi come me critica la liberaldemocrazia in quanto nota come lo stato democratico sia andato ad incunearsi in ogni aspetto della vita dell'individuo, mentre in precedenza, nonostante tutti i problemi, lo stato era "distante" dalla vita quotidiana, andando a regolamentare in maniera minore la vita delle persone.
    Mi chiedo se anche i conservatori non possano essere accusati dello stesso, dato che non hanno poi fatto molto per cambiare la regolamentazione di ogni ambito della vita quotidiana delle persone, se non nell'economia (e la vostra visione economica mi pare simile a quella di molti "liberal" liberisti, dai quali mi sembra vi distinguiate solo per la posizione assunta sui diritti civili).
    Cosa contrapponete a chi secondo voi errando parla vdi valori quali giustizia, solidarietà, uguaglianza ? Cosa direste se vi chiedessi di spiegare in poche parole la giustezza delle vostre idee ?
    Anche l'idea del "solidarismo compassionevole"... non vi pare che "compassionevole" abbia un'accezione negativa ?

  2. #32
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    In origine postato da Esmor
    Poiché sono ben disposto a discutere con quanti, come te, al di là delle differenze politiche dimostrano di saper intavolare una discussione civile, vorrei chiarire alcune cose sulla scuola politica "conservatrice".
    Essenomi documentato un po' più sul conservatorismo, mi appare di capire che con esso vogliate contrapporvi al liberalismo di sinistra che tra origini con i giacobini, oltre che al comunismo ed al fascismo, ideologie giustamente accusate dei torti che hanno commesso.
    Mi chiedo però se anche l'idea del "nuovo ordine mondiale" la "rivoluzione neo-conservatrice" non portino ad una massificazione ed omologazione dell'individuo anche se diversa da fascismi e pseudo-comunismi.
    Vi è chi come me critica la liberaldemocrazia in quanto nota come lo stato democratico sia andato ad incunearsi in ogni aspetto della vita dell'individuo, mentre in precedenza, nonostante tutti i problemi, lo stato era "distante" dalla vita quotidiana, andando a regolamentare in maniera minore la vita delle persone.
    Mi chiedo se anche i conservatori non possano essere accusati dello stesso, dato che non hanno poi fatto molto per cambiare la regolamentazione di ogni ambito della vita quotidiana delle persone, se non nell'economia (e la vostra visione economica mi pare simile a quella di molti "liberal" liberisti, dai quali mi sembra vi distinguiate solo per la posizione assunta sui diritti civili).
    Cosa contrapponete a chi secondo voi errando parla vdi valori quali giustizia, solidarietà, uguaglianza ? Cosa direste se vi chiedessi di spiegare in poche parole la giustezza delle vostre idee ?
    Anche l'idea del "solidarismo compassionevole"... non vi pare che "compassionevole" abbia un'accezione negativa ?
    Il tuo post penso lasci ben sperare che ci siano persone mentalmente non corrotte dallo stalinismo, a sinistra.
    Rimando a quando avrò maggiore disponibilità di tempo per scrivere una risposta seria alle serie questioni che tu poni.
    Un plauso doveroso intanto per la propensione al dialogo e al confronto.

  3. #33
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    Caro Ugo,
    non posso che condividere la tua importante sottolineatura circa la disponibilità al dialogo dimostrata da Esmor. Magari dall'altra parte dello steccato fossero tutti come lui...

    Caro Esmor,
    ti rispondo citando l'estratto di un intervento del Sottosegretario Alfredo Mantovano, preparatissimo sulla tematica conservatrice:

    "Essere conservatore significa riconoscersi in una visione del mondo che comprenda: l’affermazione dell’esistenza di Dio come dato di senso comune, ben prima e oltre ogni dimostrazione razionale; la convinzione dell’intima unione, non della rigida identità, fra ordine morale interiore e ordine socio-politico; la rivendicazione del fondamento trascendente della socialità umana; la fede in una Provvidenza ordinatrice della storia, quest’ultima sede dello sviluppo e della maturazione dell’uomo attraverso il dipanarsi e il chiarirsi alla sua comprensione di un diritto naturale dato; la difesa della natura normativa e della sacralità della vita umana, altrettanto date, e la difesa dell’origine storica delle costituzioni politiche; la venerazione per la pluralità sociale e per la struttura gerarchica – ossia ordinata, cioè dotata di un senso, di un’origine e di una meta – dei modelli di vita socio–politica pre-illuministici a fronte dell’unica eguaglianza fra gli uomini che venga ammessa, ovvero quella morale di fratelli perché figli di un unico Padre; l’orrore nei confronti di quanto sappia anche solo lontanamente di egualitarismo, di collettivismo, di coercizione, di dirigismo, di dispotismo, di utilitarismo, di positivismo e di radicalismo ideologico; la tutela e la garanzia, soprattutto con argomenti di natura morale, di princìpi di libertà – libertà concrete, plurali – e di proprietà privata; la fiducia nei confronti della trasmissione delle consuetudini, degli usi, dei costumi e delle leggi positive quale forza positiva in grado di plasmare il vivere comunitario degli uomini, ossia la “democrazia dei defunti” di cui parla Gilbert Keith Chesterton, fondata sul “contratto sociale” burkeano che lega le generazioni fra di loro e con l’Onnipotente in un patto vincolante gli avi, i vivi e i nascituri".

    Saluti Conservatori

  4. #34
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    In origine postato da Italianhawk83
    Caro Ugo,
    non posso che condividere la tua importante sottolineatura circa la disponibilità al dialogo dimostrata da Esmor. Magari dall'altra parte dello steccato fossero tutti come lui...

    Caro Esmor,
    ti rispondo citando l'estratto di un intervento del Sottosegretario Alfredo Mantovano, preparatissimo sulla tematica conservatrice:

    "Essere conservatore significa riconoscersi in una visione del mondo che comprenda: l’affermazione dell’esistenza di Dio come dato di senso comune, ben prima e oltre ogni dimostrazione razionale; la convinzione dell’intima unione, non della rigida identità, fra ordine morale interiore e ordine socio-politico; la rivendicazione del fondamento trascendente della socialità umana; la fede in una Provvidenza ordinatrice della storia, quest’ultima sede dello sviluppo e della maturazione dell’uomo attraverso il dipanarsi e il chiarirsi alla sua comprensione di un diritto naturale dato; la difesa della natura normativa e della sacralità della vita umana, altrettanto date, e la difesa dell’origine storica delle costituzioni politiche; la venerazione per la pluralità sociale e per la struttura gerarchica – ossia ordinata, cioè dotata di un senso, di un’origine e di una meta – dei modelli di vita socio–politica pre-illuministici a fronte dell’unica eguaglianza fra gli uomini che venga ammessa, ovvero quella morale di fratelli perché figli di un unico Padre; l’orrore nei confronti di quanto sappia anche solo lontanamente di egualitarismo, di collettivismo, di coercizione, di dirigismo, di dispotismo, di utilitarismo, di positivismo e di radicalismo ideologico; la tutela e la garanzia, soprattutto con argomenti di natura morale, di princìpi di libertà – libertà concrete, plurali – e di proprietà privata; la fiducia nei confronti della trasmissione delle consuetudini, degli usi, dei costumi e delle leggi positive quale forza positiva in grado di plasmare il vivere comunitario degli uomini, ossia la “democrazia dei defunti” di cui parla Gilbert Keith Chesterton, fondata sul “contratto sociale” burkeano che lega le generazioni fra di loro e con l’Onnipotente in un patto vincolante gli avi, i vivi e i nascituri".

    Saluti Conservatori

    Infatti. Il secolare dibattito tra giuspositivisti e giusnaturalisti trova nel conservatorismo cui ci ispiriamo un punto di fondamentale equilibrio: lo Stato E' scaturito da un contratto (certo non paragonabile nei suoi effetti e nelle sue cause a una compravendita banale) ma esso deve per forza tenere conto di tutte quelle situazioni a lui pregresse (Diritto naturale) che ne limitano il potere e indicano la via per la legislazione giusta.
    Per questo la nostra è una battaglia che deve tenere conto della sacralità della vita. Per questo il nostro fine non è quello di aumentare semplicemente il benessere economico, o la produzione di beni e la sua equa distribuzione. Il nostro è un fine più altamente morale e moralizzante. Senza essere "bacchettoni", ma piuttosto basandoci su quel ramo della scienza che si chiama appunto "morale".

  5. #35
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    Vedo che un provocatore, antonio, continua a postare in questa discussione.
    Mah...

  6. #36
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    Up!

  7. #37
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    Aridajje...

  8. #38
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    In origine postato da UgoDePayens
    Infatti. Il secolare dibattito tra giuspositivisti e giusnaturalisti trova nel conservatorismo cui ci ispiriamo un punto di fondamentale equilibrio: lo Stato E' scaturito da un contratto (certo non paragonabile nei suoi effetti e nelle sue cause a una compravendita banale) ma esso deve per forza tenere conto di tutte quelle situazioni a lui pregresse (Diritto naturale) che ne limitano il potere e indicano la via per la legislazione giusta.
    Per questo la nostra è una battaglia che deve tenere conto della sacralità della vita. Per questo il nostro fine non è quello di aumentare semplicemente il benessere economico, o la produzione di beni e la sua equa distribuzione. Il nostro è un fine più altamente morale e moralizzante. Senza essere "bacchettoni", ma piuttosto basandoci su quel ramo della scienza che si chiama appunto "morale".
    Personalmente ho sempre storto il naso di fronte alle tesi contrattualistiche, in quanto il "contratto sociale" di cui tanti autori parlano, è chiaramente nient'altro che un mito, qualcosa che serve a posteriori a giustificare l'esistenza stesso dello Stato.
    Va premesso che secondo la gran parte delll'interpretazione giuridica lo Stato giustifica la sua esistenza con la sua stessa esistenza, lo Stato si autogiustifica, E' perché E'.
    Ma se questa interpretazione cerca di giustificare l'esistenza dello Stato sul piano giuridico, la legittimazione va cercata anche sul piano storico, dato che non sempre la società umana si è organizzata in Stati, così come prima del 1648 lo Stato stesso era qualcosa di abbastanza diverso da ciò che con la stessa parola noi intendiamo oggi.
    Anche se ammettessimo che sì, un bel giorno duemila persone si siano radunate in uno spiazzo ed abbiano firmato tale contratto sociale che prevedeva un pactum unionis ed uno subiectionis, e quel giorno sia nato lo Stato, è pacifico ammettere che tali persone siano da allora tutte decedute. Ora se non sbaglio, il contratto è valido tra le parti stipulanti. Perché dunque anche chi non ha materialmente firmato nessun contratto dovrebbe obbedire alla legge dello Stato ? E se questo contratto non si può disdire, alora non è un contratto libero. Ecco le pecche di tutto il filone di pensiero contrattualista.

  9. #39
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  10. #40
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    Chi siamo?

    - Filoamericani che guardano all'intero movimento conservatore statunitense quale principale punto di riferimento politico-culturale. Superandone l'attuale contrapposizione interna tra cosiddetti "Paleo-conservatori" (semplicisticamente, gli "isolazionisti" guidati da Pat Buchanan") e "Neo-conservatori" (altrettanto schematicamente, i "falchi" alla Rumsfeld che dettano l'agenda internazionale dell'amministrazione Bush), "Conservatoritaliani" si identifica con la prospettiva "Fusionista", ossia tesa a sottolineare l'importanza del contributo di tutte le componenti del variegato movimento americano. Il nostro punto di partenza in tal senso sarà rappresentato da un testo di imprescindibile considerazione per chiunque intenda conoscere più a fondo le radici del conservatorismo statunitense: "A Conservative Mind", scritto nel 1953 dallo storico delle dottrine politiche Russell Kirk alla cui importantissima figura dedichiamo ampio spazio nella sezione riservata ai documenti d'interesse. Per quanto concerne l'attualità politica d'oltreoceano, sosteniamo con assoluta convinzione la rielezione del Presidente George W.Bush, persuasi dal fatto che possa essere il solo a garantire la sicurezza della "Magna Europa" (costituita dall'indissolubile unione di Stati Uniti ed Europa) dalla minaccia fondamentalista intensificatasi all'indomani dell'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001.

    - Proisraeliani sostenitori della linea dell'attuale premier Ariel Sharon, l' "uomo giusto al momento giusto" come ebbe modo di sottolineare Paolo Mieli ponendo l'accento sul fatto che un decisionista come l'ex generale fosse ben più idoneo di qualsiasi "colomba" a gestire la difficile crisi mediorientale. La lungimiranza dell'azione politica di Sharon è stata del resto dimostrata dal recente progetto di smantellamento degli insediamenti israeliani nella Striscia di Gaza: una proposta, la cui reale portata in senso pacificatorio è dimostrata dall'ostilità manifestata dagli esponenti più oltranzisti (vedi l'ex Primo Ministro Netanyahu) del suo stesso partito."Conservatoritaliani" coerentemente con la storica alleanza israelo-americana si propone di difendere le ragioni dello Stato ebraico dagli ingiustificati attacchi di una "vulgata" di segno marcatamente filopalestinese e antisraeliana.

    - Radicalmente critici nei confronti della Destra politica italiana, spesso solo presuntamente tale in quanto affatto conservatrice e fin troppo socialisteggiante (vedere a tal proposito l'articolo intitolato "Cara Destra italiana..."). Considerata la sua totale estraneità alla scuola di pensiero che intendiamo promuovere, "Conservatoritaliani" si batterà per la costruzione di una Vera Destra autenticamente conservatrice e filoatlantica.

    - Risolutamente liberisti e prudentemente aperti alla tematica libertaria, siamo dei convinti assertori della necessità di limitare l'influenza dello Stato in ambito economico come sosteneva uno dei nostri principali modelli d'ispirazione: il grande Ronald Reagan.

    - Fieramente nazionali e non già grettamente nazionalisti, intenzionati a smitizzare e a denunciare le numerose storture del "feticcio-Europa" che vorremmo liberato dai troppi euro-entusiasti le cui promesse ci hanno francamente stancato. L'idea di "Magna Europa" quale espressione dell'assoluta identità di visioni e prospettive tra Stati Uniti d'America e Vecchio Continente scalda i nostri cuori in misura largamente maggiore del vuoto europeismo di prodiana memoria.

 

 
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