Una bambina strangolata
Una famosissima cantante emiliana ci ha riferito un episodio accadutole durante l'infanzia. Non siamo autorizzati a rivelare per ora i nomi, perché la cosa può recare nocumento a persone ancora viventi: ma abbiamo controllato meticolosamente la veridicità dei fatti.
Quando aveva dodici anni, e non sapeva ancora che sarebbe diventata cantante perché non ne aveva le doti, suo padre la portò con sé in un paese di Romagna, nella villa di un suo conoscente dove avrebbero dovuto pernottare. L'artista ricorda che la madre era contraria alla sua partenza: "Non vorrai portare la bambina in quella casa?! Ma non sai quello che si dice in giro?". Ma il padre fu irremovibile,. Arrivarono all'imbrunire. L'ospite era un signore cupo e taciturno, con una corta barbetta nera. Dopo cena alla bambina fu destinata una deliziosa stanzetta con mobili laccati bianchi e rosa; era così eccitata che non riusciva a prender sonno. La finestra era chiusa, ma all'improvviso le tende cominciarono a ondeggiare al riflesso di una strana fosforescenza verde, prima indefinita, che lentamente assunse i contorni di un occhio. Un occhio verde e orribile che la fissava, mentre due mani le stringevano la coda. Lei cercava di urlare, ma non ci riusciva.
Finalmente riuscì a emettere un grido disperato. Il padre accorse e la trovò semisoffocata. Quella sera stessa ripartirono. Ma i segni sul collo le rimasero impressi per giorni e giorni.
Seppe poi anni dopo che il tenebroso ospite era stato accusato di avere strangolato la figliastra, una bellissima bambina dagli occhi verdi. L'avventura ebbe un seguito per la nostra cantante: da quel giorno la sua voce cambiò, e divenne intensa e profonda, la voce, appunto, grazie alla quale è diventata celebre.
Solarolo: il 'Pretino'
Solarolo è un paesino solatio fra Lugo e Faenza. Ricco di storia e orgoglioso del suo passato, sorge all'ombra di imponenti muraglioni medievali, ora coperti di edera e di rose.
A Solarolo tutti sanno del 'Pretino'. Era così giovane e così malaticcio, eppure così tenacemente ligio al suo ministero.
Affiancava l'arciprete ad ogni funzione; lo ricordano quando suonava la campanella per annunciare l'inizio della messa, con quella mano pallida e scarna, che faceva perfino impressione. Morì di tisi neppure un anno dopo.
Fu poco dopo la sua morte che cominciarono a manifestarsi strani fenomeni.
La prima volta che accadde, i fedeli erano radunati in chiesa in attesa della messa, quando la campanella si mise a squillare. Tutti volsero gli occhi aspettandosi di vedere entrare l'arciprete, ma non c'era anima viva: e la campanella continuava a squillare senza che nessuno la toccasse. Il fenomeno si ripetè puntualmente ad ogni funzione.
Una mattina la campana della prima messa suonò alle due di notte. Alcune vecchiette fedelissime si precipitarono alla chiesa, ignare dell'ora, ma la trovarono chiusa. Davanti alla porta apparve e scomparve l'ombra del 'Pretino'.
E anche la perpetua che aveva abbandonato la sacrestia per andare a far quattro chiacchiere da una sua amica scontò il peccato con uno spavento memorabile: si trovava seduta davanti alla finestra in attesa che l'amica ritornasse dal campo, quando dietro al vetro le apparve il 'Pretino' con il dito alzato minacciosamente e uno sguardo così terribile che la poveretta si sentì mancare. Lo 'spirito' del 'Pretino' ha frequentato Solarolo finché è rimasta in piedi la vecchia chiesa. Dopo che la guerra l'ha resa impraticabile anche il 'Pretino' non è più riapparso.
La fossa dei frati
Il nome del paese non si può citare per motivi che tutti comprenderanno. C'è una zona molto verde nella fossa antica che cinge il muraglione medievale. Qualche anno fa il comune pensò bene di costruirvi un ridente villaggio di villette a schiera.
Quando si scavò vennero alla luce ossa umane: niente di strano, perché secoli fa in quella zona c'era un convento di frati, che inumavano le loro salme nella cripta.
I lavori procedevano rapidamente, e ben presto le villette furono abitabili. E lo sono tuttora, anche se alcuni inquilini hanno preferito trasferirsi altrove. Non riuscivano proprio più a sopportare i passi pesanti sulle scale, di notte, le giaculatorie cantilenate con sussurri sibilanti, i gemiti che laceravano il buio.
Le case sono state benedette più volte, ma invano...
Tratto da Dimensione X, volume IX, Edipem 1983





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, in cui il dubbio farà sempre da padrone.



