dal quotidiano LIBERO

" Fronda anti- Bondi, ma il Cavaliere dice no
di PAOLO E. RUSSO ROMA - « Caro Silvio » . Comincia così la lettera che, sottoscritta da una settantina di parlamentari azzurri, ha fatto inferocire il Cavaliere e spinto il seppur misuratissimo Sandro Bondi a chiedere le dimissioni di alcuni dirigenti azzurri dal coordinamento nazionale. Ha un inizio benevolo, sì, ma contiene un avviso di sfratto. Non al premier, di cui ovviamente non si parla che bene, ma della dirigenza del partito. È un ben architettato inizio di rivolta contro Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, per la precisione. Il casus belli sono cinquantasette righe di documento che, seppur senza avere in calce la firma del ministro Claudio Scajola, sarebbero state scritte proprio da lui. Ex coordinatore nazionale, ex titolare del Viminale, Scajola non ha mai digerito la gestione dei suoi successori e, per la prima volta, ha schierato, con tanto di nomi e cognomi, i parlamentari contro il partito. Nel documento - siglato da settanta parlamentari secondo via dell'Umiltà e da ottanta secondo l'altra campana - ci sono critiche severe alla gestione di Forza Italia. Che, vi si legge, deve diventare « un partito organizzato e non evanescente » , « autenticamente collegiale » , dove valgano « il merito e l'impegno » anziché « le amicizie, i rapporti consolidati » . È vero che nella premessa al documento si chiarisce che le riflessioni contenute « non sono contro nessuno » , ma il senso è chiaro. Nel mirino della ex minoranza ci sono coordinatore e vicecoordinatore. Non è un caso che si rivanghi il risultato elettorale alle Europee, la flessione che li aveva esposti alle critiche della minoranza interna. Ma allora il Cavaliere si era « assunto tutte le responsabilità » , assolvendo i due e garantendo loro il posto. Lo stesso ha fatto ieri, richiamato duramente i " ribelli" a « non dividere il partito » . E intimando agli organizzatori del tentato golpe di « non provarci mai più » . È il metodo, quello che Alfredo Biondi definisce « carbonaro » , ad avere infastidito il premier. Le firme raccolte all'esterno dall'Aula, il " no" sbattuto in faccia al coordinatore che chiedeva di dare una letta al foglio, non gli sono proprio andati giù. Per la prima volta, raccontano in via dell'Umiltà, si sarebbe inferocito anche il mite Sandro Bondi. Ieri, nel corso del coordinamento nazionale del partito convocato per studiare le iniziative autunnali, ha accusato di « incoerenza » i membri dell'organismo che hanno siglato il documento di protesta. In particolare se la sarebbe presa con il deputato Gregorio Fontana: « Tante cose non sono condivisibili, ma soprattutto è inaccettabile che lo pensi uno dei responsabili del coordinamento nazionale » . Fontana, è la tesi di Bondi, avrebbe sottoscritto un documento di protesta contro se stesso. Non si fa. Questi, che non era l'unico membro del coordinamento presente alla riunione, avrebbe scambiato quel discorso per un invito alle dimissioni ed avrebbe minacciato di andarsene. La crisi sarebbe rientrata soltanto dopo una telefonata del Cavaliere. Il lavoro degli azzurri, si legge in una nota il partito, prosegue comunque. « Entro il mese di settembre si svolgerà un seminario dei parlamentari italiani ed europei a Viareggio e nello stesso mese sarà convocato il Comitato di presidenza » , fanno sapere Bondi e Cicchitto. Fino a quel giorno la loro leadership è fuori discussione. E anche dopo, probabilmente. Quand'era sera, però, qualcuno notava un'altra circostanza curiosa. Cioè che proprio ieri mattina Pier Ferdinando Casini si era schermito di fronte a chi gli chiedeva della spaccatura dentro l'Udc denunciando « fibrillazioni » anche in altri partiti della Casa delle libertà. Che il presidente della Camera, irritato per il tentativo di dividere l'Udc perpetrato dal Cavaliere, abbia tentato di portare bufera in casa azzurra facendo sponda su Scajola?, si chiedevano in molti. I due, del resto, si conoscono bene. Sono stati loro a trattare per conto di Fi e del Ccd- Cdu la distribuzione dei candidati nei collegi alle ultime Politiche.
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