Borghezio-show contro gli immigrati e contro Pisanu:In Origine Postato da Oliviero
E vedrai che, Prima o poi, qualche leghista comincerá a far casino su chi pagherá il..... "pieno" alla barca!
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Oliviero
«È una mammola»
BOLOGNA Un fiume d’odio, Borghezio. Insulti contro gli immigrati «che usano i minori per attività illecite», ma anche contro quella «mammola» del ministro Pisanu, che non si decide a dare il via libera alla «polizia regionale» nel progetto di devolution. Se la Lega Nord non avrà una risposta positiva sulla formazione dei corpi di sicurezza regionali, l’eurodeputato Mario Borghezio promette di creare «squadre d’azione padane» per difendere i cittadini, «perché la lotta alla criminalità è diritto di tutti». Parte da Bologna «il vento del nord per pulire la Padania» dalla criminalità e dai migranti, sostiene Borghezio parlando davanti a non più di sessanta persone. L’incontro si è tenuto a qualche centinaio di metri dallo Scalo internazionale migranti, una struttura di proprietà di Trenitalia che, da circa due anni, ospita alcune centinaia di rumeni, tra cui molte donne e bambini. Al Ferrhotel mancano riscaldamento e acqua calda, pochi e disastrati i servizi igienici. A prendersi cura di queste persone, solo un pugno di giovani volontari del Bologna social forum che hanno aiutato curato e i bambini ad inserirsi nelle scuole della zona, gli adulti a trovare un lavoro. Un’esperienza unica di integrazione proseguita, non senza difficoltà, tra l’indifferenza dalla giunta Guazzaloca. L’amministrazione Cofferati ha cercato di trasferire i 180 migranti in altre abitazioni, ma si è scontrata con la carenza di alloggi e il rifiuto di Trenitalia di rinnovare il comodato della struttura, che scade a gennaio. E il freddo dell’inverno (il terzo a termosifoni spenti) incalza. I disagi di questa situazione si sono riflessi anche sui residenti. Alcuni di loro (pochi, a giudicare dai presenti) hanno formato il comitato di Porta Lame, guidato da Norma Tarozzi, la signora che ha dichiarato di voler murare vivi i migranti che «rubano e sporcano». Alla Lega non è parso vero di cavalcare l’onda razzista nella Bologna nuovamente “rossa”, e dunque in soccorso della Tarozzi è arrivato il corpulento eurodeputato. Che ne ha per tutti. «Ai nomadi viene data una accoglienza eccessivamente generosa - esordisce Borghezio - non li abbiamo chiamati qui noi. Se hanno un lavoro si trovino una casa come fanno gli italiani sfrattati». I toni dei cartelli che l’accolgono non sono molto diversi: «Italiani, basta aggiungere un “Ali” o un “-ch” al vostro cognome e avrete diritti, solidarietà e accoglienza», recita uno prendendo di mira suffissi e prefissi stranieri. «I patrioti padani non lasciano la gente disarmata e indifesa», continua Borghezio. Allora le squadre che volete fare sono armate... «Solo di buona volontà», si corregge il leghista. Ma pare difficile immaginare ronde cittadine che rastrellano il territorio a mani nude. Borghezio se la prende anche con l’esecutivo: «Da Roma arrivano risposte arroganti sulla polizia regionale - urla , c’è un rifiuto ideologico dovuto all’impostazione centralista del Paese». Qualcuno fa notare che la Lega è al governo, e Borghezio, per dare soddisfazione, passa agli insulti dei suoi colleghi di maggioranza: «Pisanu dice che ci sono assolutamente necessari nuovi arrivi di immigrati? Io dico che a me è assolutamente necessario Pisanu, perché nel balcone di casa mia mi manca la mammola». A poche centinaia di metri dal gazebo padano, volontari del Bsf, occupanti del Ferrhotel, Disobbedienti ed esponenti di Rifondazione, tra cui la deputata Titti De Simone, che ha annunciato un esposto contro Borghezio per «istigazione all’odio razziale», hanno messo in campo una contro-manifestazione colorata e pacifica. I due cortei non si sono mai incontrati, anche in virtù del notevole spiegamento di polizia. Sotto le Due Torri, dunque, la provocazione di Borghezio non ha attecchito. a.bo.




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