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Le "discoteche di DESTRA" mi mancavano ...
In una decisiva intervista all’Huffington Post, Flavio Briatore ha adombrato l’ipotesi di un complotto per infettare i suoi locali sardi e ha sostenuto che la pandemia ha colpito “solo le discoteche di Destra”. D’acchito, la frase parrebbe condurre a un attacco di risa potenzialmente mortale, specie perché viene dalla tipologia di assertore che normalmente, anziché “buongiorno”, usa come saluto la frase “Destra e Sinistra sono categorie superate”. Ma prendiamo per un attimo sul serio il Tribula. Se davvero esistono locali da intrattenimento su basi ideologiche, come riconoscerle? Così.
DISCOTECHE DI DESTRA I trenini partono in orario; il deejay non dice “su le mani!” ma “su il braccio destro!”; l’incasso è tutto in nero ma solo per motivi ideologici; al bar c’è scritto “è il mojito che traccia il solco, ma è il Manhattan che lo difende”; non vengono serviti Negroni.
DISCOTECHE DI SINISTRA Cinque deejay suonano cinque musiche diverse. Contemporaneamente; dopo ogni pezzo si apre il dibattito; al bar servono solo Cuba Libre, Moscow Mule e #staisereno: un normale spritz, ma lo ordini tu e se lo beve Renzi; le cubiste sono tutte discendenti di Picasso.
DISCOTECHE DI CENTRO C’è Casini da solo in un angolo che beve una spuma al cedro.
Offriamo noi.


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La Ceccardi ...![]()


Se non replico ai tuoi messaggi probabilmente è perchè sei nella mia lista degli ignora(n)ti.

