(ottima sintesi)In Origine Postato da estewald
emmecojoni!
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(ottima sintesi)In Origine Postato da estewald
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Preludio, nell'eventualità, a NUOVI ricatti elettorali.In Origine Postato da estewald
perche' cerchi di cavare sangue dalle rape? Con questa gente mai nessun compromesso, mai nessun accordo, il concetto di dignita' e' talmente avulso dai loro comportamenti che non e' classificabile.. speriamo che il loro colpo di mano fallisca...
dal corriere di oggi
[...] E l’Udc, che l’ha imposta agli alleati come una sorta di bandiera, si ritrova accerchiata da un coro di distinguo che preludono all’affossamento.
[...].


ancora dal corriereIn Origine Postato da MrBojangles
Preludio, nell'eventualità, a NUOVI ricatti elettorali.
Casini alla sfida decisiva: vado avanti. Fino alla crisi
ROMA - Toccherà a Casini decidere come giocare il finale di partita sulla legge elettorale, ma da leader politico non da terza carica dello Stato. Perché ormai è chiaro che il presidente della Camera ha vestito la fascia di capitano dei centristi, ed era il capitano dell’Udc che ieri spiegava il suo disegno ad alcuni deputati della Cdl, pronti a sostenerlo nella battaglia per la proporzionale: «Sulla riforma sono determinato ad andare fino in fondo, e da questa vicenda misurerò la lealtà degli alleati. Se emergesse che non c’è intesa, lo considererei un problema politico». Se la riforma dovesse naufragare, per Casini vorrebbe dire che «è venuto meno il rapporto di fiducia», che «è venuta meno l’alleanza»: «A quel punto si andrebbe alla crisi, e l’Udc si candiderebbe da sola in tutti i collegi di Camera e Senato». Lo stesso concetto espresso dal ministro Baccini, secondo il quale «senza la riforma elettorale si andrebbe alla rottura, mentre se venisse approvata non porremmo più il tema della leadership. Sarebbe Berlusconi a quel punto a decidere se puntare su un altro candidato per vincere».
Ma la mossa con cui ieri Fini ha posto il freno al progetto di Casini, testimonia che il patto generazionale tra i due si è ufficialmente rotto, che gli ex alleati sono ormai in concorrenza, e soprattutto che il capitano dei centristi è in grave difficoltà, perché costretto a decidere come reagire. «Ovunque mi volti - aveva confidato Casini due giorni fa - vedo luccicare dei coltelli contro di me». Ma nessuno nella Cdl li userà per colpirlo, l’obiettivo è semmai scaricargli l’onere di portare a compimento la riforma. Infatti, sebbene Fini la consideri «un pasticcio indigeribile», sebbene vi scorga i segni di un disegno neo-centrista, non si assumerà la responsabilità di affossarla, «non saremo noi i cecchini», ha detto ai suoi durante l’esecutivo. Nemmeno Berlusconi lo farà, anzi il suo appoggio al progetto dell’Udc è funzionale al disegno di ingabbiarli, perché non ha smesso di considerarli «poco trasparenti», ed è convinto che «stiano cercando il pretesto per rompere. E non sarò io a fornirgli l’alibi».
La legge elettorale - come spiega il forzista Lupi - «può essere il capolavoro di Pier Ferdinando o la sua morte». D’altronde il presidente della Camera è conscio di aver logorato in un mese l’immagine bipartisan che si era costruita in quattro anni. Dai banchi dell’opposizione osservano ormai il suo operato con sospetto, «durante i lavori dell’aula - raccontava ieri il dl Bresso - l’abbiamo visto guidare il suo gruppo per telefono, dando disposizioni per intervenire». «Continuerò ad attenermi scrupolosamente al rispetto delle regole», ha sostenuto Casini parlando ad un amico, e ricordando «il modo in cui Violante gestì la Camera» si è voluto togliere un sassolino dalla scarpa con il suo predecessore.
Intorno a sé avverte il vuoto, eppure pare non demordere. Ancora ieri spronava i deputati di maggioranza riottosi alla riforma ad appoggiarla: «Basta vedere come ha reagito male Prodi. Già questo dovrebbe tranquillizzarvi». Eppoi ha invitato a esaminare gli effetti dei sistemi di voto: con quello attuale la Cdl otterrebbe alla Camera solo 182 seggi, con la proporzionale «se proprio le cose dovessero andar male sarebbero almeno settanta in più». Ma il nodo è politico: la maggioranza non riesce a trovare un proprio baricentro, e l’opposizione al momento non recede.
Raccontano dei contatti che Casini ha avuto in questi giorni con i leader del centro-sinistra: «Dimenticate che l’impianto di riforma elettorale somiglia a quello su cui trovaste l’accordo con Berlusconi a casa Letta, con il patto della crostata». Pare che Follini ieri abbia tentato un altro giro di consultazioni riservate. Il presidente della Camera è convinto che «se si andasse avanti con la riforma, fra una settimana i partiti dell’Unione inizierebbero a domandarsi se immolarsi per Prodi oppure tentare un compromesso». Peccato che nella Cdl si sia bloccato tutto, e forse il pensiero di Fini coincide con quello del coordinatore della Margherita Franceschini: «L’obiettivo di Casini è ottenere la riforma. Magari l’Udc tornerebbe in Parlamento con pochi parlamentari, ma avrebbe maggiore libertà d’azione. E magari già nel luglio del 2006 offrirebbe al governo dell’Unione i suoi voti per il rinnovo della missione militare in Iraq». Tocca a Casini decidere il finale di partita. Come ammette Tabacci, «io, lui e Follini ci giochiamo tutto».
Francesco Verderami
Casini era quello bipartisan, col quale Rutelli voleva dialogare... mavaff....


avventuristi degni della filibusta piu' che di un paese civile... altro che rappresentanti del parlamento, sono solo dei pirati di bassa lega


Piercasinando è (ahinoi) un'istituzione; la terza carica dello Stato (pensa te!).
Se ha la "sgrigna" di ingerire nell'agone politico contrapponendosi all'interno della SUA "fazione" o contro quell'altra fazione; che si dimetta dalla sua carica istituzionale.
(mi viene da ridere)


a me viene da piangere... ma che vergogna... la terza carica dello stato, presunto super partes, a fare queste tattiche avventuriste a detrimento del parlamento stesso che presiede... non ho parole... e come ci si puo' fidare di uno del genere?In Origine Postato da MrBojangles
Piercasinando è (ahinoi) un'istituzione; la terza carica dello Stato (pensa te!).
Se ha la "sgrigna" di ingerire nell'agone politico contrapponendosi all'interno della SUA "fazione" o contro quell'altra fazione; che si dimetta dalla sua carica istituzionale.
(mi viene da ridere)


Non ci si fida...In Origine Postato da estewald
a me viene da piangere... ma che vergogna... la terza carica dello stato, presunto super partes, a fare queste tattiche avventuriste a detrimento del parlamento stesso che presiede... non ho parole... e come ci si puo' fidare di uno del genere?![]()


dillo ai centristi del csx... perche' credi che abbiano buttato a mare la lista unitaria? Le sirene centriste...In Origine Postato da MrBojangles
Non ci si fida...![]()


Io non dico niente a nessuno (direttamente); è dal '98 che parlo di quinte colonne, QUI ed "altrove".In Origine Postato da estewald
dillo ai centristi del csx... perche' credi che abbiano buttato a mare la lista unitaria? Le sirene centriste...
Che "chi di dovere" faccia quello che ABBIAMO BISOGNO che si faccia.


le quinte colonne... gia... e' cosi' che si chiamano...In Origine Postato da MrBojangles
Io non dico niente a nessuno (direttamente); è dal '98 che parlo di quinte colonne, QUI ed "altrove".
Che "chi di dovere" faccia quello che ABBIAMO BISOGNO che si faccia.