Il riferimento al medioevo è chiaro. L'aborto non è stato inventato dalla legge che oggi si ritiene di dovere rivedere in senso restrittivo se non di cancellare in toto, come si sente dire da parte di alcuni, ma esiste da tantissimo tempo, al punto che prima di questa legge, in Italia, veniva praticato neanche da dottori, ma spesso e volentieri da donne, le c.d. mammane (se non mi sbaglio, il termine potrebbe anche non essere questo), che utilizzavano metodi che portavano anche alla morte della loro *paziente*. Inoltre vi era un mercato clandestino, fatto da medici disonesti che praticavano l'aborto in strutture inadeguate, magari una stanza della loro casa, al solo scopo di fare soldi, aborto che costava anche venti milioni delle vecchie lire, con la conseguenza che potevano abortire solo le persone ricche. La vetta di progresso che ha stabilito la legge non è stata certo l'aborto in sè, da sempre esistito e praticato, quanto di evitare tutte le conseguenze degli aborti clandestini.In origine postato da antonio
parlare di ritorno al medioevo in riferimento alla possibile revisione della legge 194, in senso piu' restrittivo, e' una sciocchezza...
mi chiedo quale vetta di progresso sia stata raggiunta con l' aver stabilito , come fa la legge, che sopprimere milioni di bambini (ma foss'anche solo uno) nel grembo materno sia un diritto di civilta'.


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Ma se l'aborto è legale, gratuito e quasi quasi incoraggiato in Italia... se appena uno alza il dito per dire che forse forse si tratta d'infanticidio lo sbranano...

