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Discussione: Tema : esiste un Dio ?

  1. #21
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    Dimenticavo:
    mi dispiace molto che questo tread si stia trasformando in una discussione teologica tra addetti ai lavori. Ci terrei a che Eugenio non si sconcertase. La mia prima lettera su questo tread era per lui che lo aveva aperto e che certo è un uomo in ricerca, altrimenti non sarebbe intervenuto, a cui forse dobbiamo testimonianze più che battibecchi.

  2. #22
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    Originally posted by silvano
    Anzitutto io non ho in odio nessuno.
    Secondo sono grato alla Chiesa Romana per quanto di buono mi ha dato, specialmente la mia formazione teologica alla Gregoriana (ai tempi in cui si studiava sul serio).
    Mi sono laureato in Filosofia con una tesi di Filosofia medievale, quindi quando parlo di Tommaso non parlo di cose sconosciute e non ne ignoro il ruolo. Non sono un ingenuo culturale.

    Si... solo Scrittura e Padri. Perchè i Padri non finiscono ad una certa data. I Padri animano sempre la Chiesa, sono i testimoni perenni della Tradizione Una della Chiesa Una.
    Volete dei nomi recenti: Giustino Popovitc, Nicolaj Vewlimirovic, il Metropolita Antonio Krapovitskj, tanto per citare nomi del 900. Dio non interrompe mai la comunicazione della sua Grazia alla Sua Chiesa. Ciò che fa di un padre un Padre è di essere mediatore nel suo tempo dell'Unica Tradizione ininterrotta e nel trasmetterla incontaminata.
    Bene,
    quindi San Tommaso, secondo la sua definizione, è un Padre

  3. #23
    Dal 2004 con amore
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    Predefinito

    Originally posted by silvano
    Dimenticavo:
    mi dispiace molto che questo tread si stia trasformando in una discussione teologica tra addetti ai lavori. Ci terrei a che Eugenio non si sconcertase. La mia prima lettera su questo tread era per lui che lo aveva aperto e che certo è un uomo in ricerca, altrimenti non sarebbe intervenuto, a cui forse dobbiamo testimonianze più che battibecchi.
    Mi scusi anche lei, ma quando si parla dell'Angelico mi infervoro...

  4. #24
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    Predefinito Dall'Apologeticus di Tertulliano (PL 1, 432-433)

    Egli è invisibile, sebbene lo si veda; è incomprensibile, sebbene per grazia lo si rappresenti: è inestimabile, sebbene lo si stimi con giudizi umani. Perciò Egli è vero e tanto grande ... . Così la forza della sua grandezza lo fa noto agli uomini e lo fa ignoto. E il sommo del delitto è questo: non voler riconoscere Colui che non si può ignorare. Volete che lo dimostriamo dalle sue opere, tante e così grandi, da cui siamo contenuti, sostenuti, dilettati e anche atterriti? Volete che lo dimostriamo con la testimonianza della stessa anima? La quale ... nomina Dio con questo solo nome, perchè proprio del vero Dio: Dio grande, Dio buono, che Dio conceda! E' questa la voce di tutti. La voce che lo attesta come giudice: Dio vede, a Dio raccomando, Dio mi renderà giustizia. O testimonianza dell'anima naturalmente cristiana!

  5. #25
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    Predefinito Dal Liber de vita beata di Lattanzio, n. 9

    Dio è conoscibile da noi non con gli occhi, o con un altro fragile senso corporeo, ma lo si deve mirare con gli occhi della mente vedendo le sue opere splendide e meravigliose. Poichè coloro che negarono l'esistenza di Dio non solo, io dico, non meritano il nome di filosofi, ma neppure quello di uomini: poichè, simili ai bruti animali, pare che non siano costituiti da altro che dal corpo, niente vedendo con lo spirito e riferendo tutte le cose ai sensi del corpo, affermando quindi nulla esistere se non quanto scorgono con gli occhi.

  6. #26
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    Predefinito dai Sermoni di S. Agostino (Sermo 141, 2)

    Interroga il mondo, la magnificenza del cielo, lo splendore e l'armonia degli astri, il sole rispondente alle esigenze del giorno, la luna a moderare l'oscurità della notte; interroga la terra feconda di erbe e di alberi, piena di animali, ordinata per gli uomini; interroga il mare che contiene gran quantità e varietà di animali acquatici; interroga l'atmosfera, cui conferisce vivacità un gran numero di volatili; interroga tutte le cose e vedi se, a loro modo, non ti rispondono: Dio ci ha fatti. Filosofi nobili hanno fatto di queste ricerche, e dall'opera compiuta hanno conosciuto l'Artefice. Che dunque? Per quale ragione l'ira di Dio si rivela contro ogni empietà? Perché recludono la verità nell'ingiustizia? Venga [l'Apostolo], dimostri in che modo. Ha già detto infatti come sono giunti a conoscere. Le sue, cioè di Dio, perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, anche la sua eterna potenza e divinità, perché siano inescusabili. Infatti, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria, né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa; infatti mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti (Rm 1, 20-22). Ciò che scoprirono spinti dalla brama di sapere lo perdettero per superbia. Mentre si dichiaravano sapienti, cioè, attribuendo a se stessi il dono di Dio, sono diventati stolti. Ripeto, sono le parole dell'Apostolo: Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti.

  7. #27
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    Predefinito Metastasio

    Ovunque il guardo io giro,
    immenso Dio ti vedo.
    Nell'opre tue ti ammiro,
    ti riconosco in me.

  8. #28
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    Predefinito

    Persino un pagano come Aristotele, che per S. Tommaso era il Filosofo per eccellenza e che Dante nella Divina Commedia chiama come "il maestro di color che sanno", scriveva nel XII Libro della Metafisica, tra l'altro, che:

    Risulta evidente ... che esiste una realtà immobile, eterna e trascendente le cose sensibili. E risulta pure che questa realtà non può avere alcuna grandezza, ma è senza parti ed indivisibile. Risulta inoltre che questa realtà è impassibile e inalterabile.

  9. #29
    Ospite

    Predefinito Solo per la precisazione ...

    Anzitutto desidero precisare che io non ho nulla contro una qualsiasi religione. Mi interessano più che altro sotto un certo aspetto scientifico/culturale.
    Desidero anche rivelare che da bambino ho fatto 5 anni in un collegio religioso con le suore di Santa Rita. Ho fatto il chirichetto non solo alla messa della domenica ma anche a quella delle suore alle 7 del mattino. "Ogni" giorno alle ore 18°° per 365 giorni all'anno si pregava per almeno 30 minuti prima di andare a cena.
    Ho avuto il battesimo, la cresima e dopo avermi inculcato il catechismo ho avuto anche i sacramenti della Santa comunione.
    Se ho cambiato la voglia di "credere" in qualcuno o in qualcosa dipende forse dal fatto che diventando adulto (adesso ho 63 anni) mi sono convinto con delle osservazioni e/o dimostrazioni di vita pratica (non teorìa) che un Dio non può esistere. Sono però convinto che nell'antichità è esistita una persona "in carne ed ossa" che ha avuto delle idee cosìdette religiose al momento giusto cioè al momento in cui la brutalità, la fame, la miseria e la morte erano presenti tutti i giorni, e in questi casi si sente la necessità di credere in qualcuno o in qualcosa per poter superare meglio le gravi ed insormontabili difficoltà della vita.
    E qui non scrivo nulla di nuovo perchè le altre religioni hanno anche loro avuto una specie di "guru" che ha fatto nascere a suo tempo un concetto religioso trascinando dei credenti cioè dei seguaci. Possiamo citare qualsiasi tipo di religione e ci troveremo sempre il medesimo elemento che ha fatto nascere una propria religione.
    Nel corso della mia vita ho conosciuto e ho discusso lungamente con credenti di diverse religioni tra l'altro : islamica, buddistica e i testimoni di geova. In USA ho visto chiese o templi di diverse religioni a pochi metri l'una dall'altra e tutte avevano i loro seguaci e ho stabilito che tutte queste religioni hanno una cosa in comune e cioè : credono dell'esistenza di un essere superiore senza però essere in grado di poterlo di dimostrare.
    Quello che più mi ha affascinato cioè impressionato è che tutte queste religioni hanno un libro di guida tipo Corano, Vangelo, Bibbia ecc. ecc. e tutte queste persone rispondevano alle mie domande cercando sempre affannosamente il paragrafo e la citazione giusta per poter rispondere senza però tenere in considerazione che chi ha scritto o tradotto e tramandato ai giorni nostri un libro del genere potrebbero essere state diverse persone con diverse culture e con diverse lingue o dialetti per cui nel corso di centinaia e centinaia di anni o secoli possono aver modificato il concetto iniziale in base alla vita di quel momento e in base ad una propria costruttiva immaginazione descrivendo un tipo concetto religioso e fatti avvenuti che secondo le loro interpretazioni della vita dovevano essere lette e osservate. Basta solo leggere il Corano della religione islamica per rendersi conto di quello che la religione pretende dai propri credenti ... leggi religiose rimaste ai tempi arcaici di quando è nata.
    Il fanatismo religioso dimostra inoltre come una religione può manipolare il modo di pensare e di agire di una persona. Gli avvenimenti del nostro secolo lo hanno dimostrato e lo dimostrano tutti i giorni seguendo le notizie del telegiornale.

  10. #30
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    Predefinito Re: Solo per la precisazione ...

    Originally posted by Eugenio
    ...
    Se ho cambiato la voglia di "credere" in qualcuno o in qualcosa dipende forse dal fatto che diventando adulto (adesso ho 63 anni) mi sono convinto con delle osservazioni e/o dimostrazioni di vita pratica (non teorìa) che un Dio non può esistere. Sono però convinto che nell'antichità è esistita una persona "in carne ed ossa" che ha avuto delle idee cosìdette religiose al momento giusto cioè al momento in cui la brutalità, la fame, la miseria e la morte erano presenti tutti i giorni, e in questi casi si sente la necessità di credere in qualcuno o in qualcosa per poter superare meglio le gravi ed insormontabili difficoltà della vita.
    ...
    gentile Eugenio,
    Tralascio per il momento tutte le altre Sue osservazioni e mi permetto di domandarLe: quali siano le Sue osservazioni e/o dimostrazioni di vita pratica che non esisterebbe Dio?
    Non mi venga, spero, a riproporre l'empia filosofia di Epicuro, così come ce le ha trasmesse lo scrittore cristiano Lattanzio nella sua opera De ira Dei (c. 13): "Il male esiste, quindi di due cose l’una, o Dio ne è a conoscenza o lo ignora: Dio sa che il male esiste, può sopprimerlo ma non vuole ... un tale Dio sarebbe crudele e perverso, dunque inammissibile. Dio sa che il male esiste, vuole sopprimerlo ma non può farlo ... un tale Dio sarebbe impotente, dunque inammissibile. Dio non sa che il male esiste ... un tale Dio sarebbe cieco ed ignorante, dunque inammissibile", tanto che il filosofo greco proponeva contro il dolore psichico quattro "medicine", il tetrafarmakon, bastevoli, a suo dire, ad eliminarlo: 1. La consapevolezza che se anche gli dei esistono essi non si interessano alle nostre vicende (non esiste il destino, nel bene e nel male), quindi inutile preoccuparsi; 2. L'impossibilità di sperimentare la morte e quindi la paura infondata che essa provochi dolore; 3. Il piacere è accessibile a tutti; 4. Il dolore o è breve, o sopportabile.
    Trattasi, infatti, di osservazioni prive di pregio, dal momento che, diceva il poeta cattolico francese Paul Claudel, "Dio non è venuto a spiegare la sofferenza, è venuto a riempirla della sua presenza".
    Quindi, ci esponga queste Sue osservazioni/dimostrazioni o presunte tali.

 

 
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