In Origine postato da Lutzianu
be io ho fatto due esami di linguistica, stò traducendo sia degli articoli che delle pubblicazioni, sono in contatto i pochi editopri che pubblicano in sardo, faccio parte di due mailing list solo in sardo e stò preparando un esame in cue porterò un questionario si sociolinguistica sarda. Forse è poco, sicuramente è meno di chi come Perdu e AMos (che ha scritto un libro in sardo) che lo insegnano.
Adesso ti chiedo a te ? hai mai letto un libro di linguistica ? di sociolinguistica ? sai quali sono per es. i vari criteri delle varie suddivisioni delle lingue del mondo ? Sai chi è Chomsky ?
Hai mai sentito il nome Martinet?
Conosci le regole della trascrizione fonetica internazionale tramie IPA ?
da quello che scrivi non mi pare....
ma il punto non è questo...
Non bisogna certo aver studiato per avere una opinione. Ma siccome, come dici tu, il punto è politico e la LSU è una proposta politica nata nel contesto pseudo autonomista di un partito che si chiama Fortza Paris si deve criticare.
Ed è una proposta poltica chiara: secondo ki la ha elaborata il sardo da adottare ufficialmente è quello delle varianati più conservative. Si può non essere d'accordo o dobbiamo imbrossinarci in terra e stare zitti-
riguardo alla tua affermazione di pressapochismo evidentemente non hai capito ne la domanda ne forse ti sei sforzato.
ma perchè poi non la usi questa LSU visto che la difendi tanto ?
magari ci piace e ci convertiamo pure noi.
Caro mio, se credi di farmi paura con i tuoi esami di linguistica, ti sbagli.
Io non ho mai fatto esami ma, a parte che il sardo era nel latte di mia madre, è da quando son nato che studio la linguistica sarda. Ho cominciato leggendo le opere dello Spano, ma mi sono formato soprattutto alla scuola del sommo maestro, il Wagner, ho seguito dibattiti quando c'era il prof. Sanna e Massimo Pittau non era favorevole a far insegnare il sardo nelle scuole, non mi stanco di leggere (ad esempio Paulis, ad esempio M.Piattelli Palmarini, Andrea Moro, ad esempio Colin Renfrew, ad esempio Luca Cavallini Sforza ed altri) quando ritengo che ne valga la pena, l'ultimo è il testo di Eduardo Blasco Ferrer. Ma soprattutto ho letto sempre i poeti e gli scrittori sardi, senza montarmi la testa.
Le vostre traduzioni saranno pure degne di rispetto, ma non le conosco. Però so che la prima persona da te nominata è andata ad infarinarsi di qualche nozione di linguistica non-so-dove e poi si è autonominato professore insigne. La seconda non l'ho mai sentita nominare e non credo che basti mettersi a scrivere un libro in una lingua non ancora codificata per essere sicuramente degno di considerazione, perché se è per questo, se volessi accettare la sfida, vi potrei tradurre in sardo i classici di qualsiasi parte del mondo. Ma serve altro. Serve soprattutto di saper scrivere.
La differenza tra voi e me sta nel fatto che: primo voi avete una conoscenza limitata del sardo. Secondo vi ritenete autorizzati a sentenziare perché gli studi che state facendo vi mettono a disposizione alcune moderne tecniche e metodologie, ed anche quelle nuove parole, delle quali vi compiacete (non è vero? grafema, fonema, ecc.)
Curiosamente la stessa tendenza a scrivere in modo "incomprensibile" per i non addetti ai lavori, l'ho trovata in Blasco Ferrer. Eppure né il Meyer-Luebke, né il Wagner, che si possono considerare grandissimi, hanno mai scritto facendo sfoggio di tanta abbondanza di termini tecnici.
Ma a me non interessa tanto la linguistica, quanto il sardo come lingua del mio popolo che non deve scomparire, cosa che succederà sicuramente se ci si limiterà a sezionarla come state facendo. (Non capisco cosa c'entri "Fortza Paris", movimento centrista messo insieme frettolosamente per le ultime elezioni, con dubbia chiarezza della politica che intende perseguire, con la LSU. Forse perché l'assessore alla cultura del tempo era Onida? O forse perché Onida ci teneva veramente ad ufficializzare quel sardo di cui un gruppo di esperti aveva tracciato le basi?)
Queste sono le ragioni politiche, non il fatto che sia stato Pinco o Pallino a dare l'imput. Una lingua ufficiale adottata da tutto un popolo che si vuole indipendente, come è stato per l'italiano e, più recentemente, per l'israeliano. E ciò per sradicare quanto prima possibile il germe dell'italianismo che ci, anzi che vi hanno introdotto nel cervello, al fine di maturare dentro di noi la coscienza positiva, attiva della nostra sardità.
Nei confronti di alcune soluzioni adottate dalla LSU anche io sono critico, ma ciò non toglie che introdurla come base grammaticale della lingua ufficiale dei Sardi sarebbe stato sicuramente meglio che non sprofondare nell'abisso della negazione di tutto in cui alcuni cialtroni sguazzano con la scusa della linguistica o della sociolinguistica, per motivi di campanilismo o, come ritengo più probabile, perché inizialmente i parlanti la variante logudorese-nuorese avrebbero tratto maggior vantaggio degli altri dal suo insegnamento (una sporca questione di invidie e di soldi - anche Giommaria Angioy fu tradito dai suoi ex-sostenitori del capo di sotto, ogni tanto vale la pena di ricordarlo).
Quanto alle "varianti più conservative", nel ricordare che anche il Wagner aveva fatto un'osservazione del genere, dicendo, tra l'altro, che Cagliari era stata la porta aperta di tutte le "innovazioni", devo osservare che il campidanese non è affatto la variante più evoluta, ma la variante che ha assorbito, sin dai tempi antichi, tutte le influenze straniere, a cominciare dal tardo latino, già deteriore, che da noi, in Logudoro e nelle Barbagie, non è arrivato.
Quanto al logudorese, è vero che ha conservato maggiormente i caratteri non "arcaici" come dice qualcuno, ma "originari". Tuttavia è indubbio ed incontestabile che, qualora fosse stata la sola lingua dei sardi, utilizzata ufficialmente e insegnata nelle scuole, impiegata nella letteratura e nei mezzi di comunicazione, si sarebbe evoluta da sé, nel suo interno, non assorbendo passivamente le influenze italiche, catalane, spagnole, ecc.
Purtroppo la sua evoluzione è stata bloccata con la forza nel momento in cui la Sardegna è stata "scolarizzata" dal colonizzatore italiano e la lingua italiana si è prima affermata con difficoltà, ma poi è riuscita a dilagare anche nei paesi più interni dell'isola, arrivando a ridurre il sardo a una lingua moribonda, se non proprio morta.
Ma voi continuate pure a fare i "dotti", che ve ne frega!
![]()




Rispondi Citando
