Col mio primo intervento in forma un po' ermetica (infatti "catilina71" dice che lui non ci ha capito niente...)
e un po' paradossale, ho voluto sollevare un problema di fondo, nella discussione politica, che raramente - mi pare - viene dibattuto:
quanto ha di contenuto reale la lotta tra partiti politici e quanto è , invece, puramente strumentale, finalizzata cioè agli interessi degli apparati che li governano?
Detto in altri termini, più brutali ma forse più chiari:
quando Destra e Sinistra si sbranano (o fanno finta), rappresentano e difendono realmente sfere di interessi e di principio del tutto opposti, oppure "recitano" una parte di loro gusto, poco più o poco meno come laziali e romanisti? )con la differenza, in peggio, che questi sono dei poveracci che si menano per noia, mentre quelli - i politici - si menano per loro interesse personale, che può essere definito in termini di prestigio e carriera, non necessariamente o soltanto in soldi).

Allora, intendevo per "borderland" paradossalmente (su questo sono d'accordo con "come no!") l'insieme dei cittadini che sono in apparenza "ai confini", ma che costituiscono - secondo me - la vera maggioranza, non rappresentata da alcun partito.

Ma "come no!" mi accusa di qualunquismo. Dice infatti:

"Penso che ci siano profonde differenze culturali, emotive e psicologiche che portano ad avere opposte visioni della società e della politica stessa: in questo senso non potrai mai essere in torto ed ammetterlo!
ES: il cittadini A pensa che la politica sia solo difesa di interessi del gruppo sociale a cui appartiene; il cittadino B pensa che sia l'affermazione di valori morali e/o etici da trasportare sul piano legislativo"...

Sinceramente, mi piacerebbe dar ragione al mio amico-interlocutore. Ma faccio due considerazioni:
1.- Dove lo trovi un partito politico tra i 40 e più che "infestano" la società civile, che interpreti realmente, nei fatti, le "profonde differenze" di cui parli? I democristiani che si sono divisi metà di qua e metà di là, come possono correttamente rappresentare queste profonde differenze? E i socialisti? E la legione dei voltagabbana?
2.- Con quale logica etichettiamo l'individuo cone uomo di destra, di centro o di sinistra? Io mi sento di ribadire quello che ho scritto nel mio precedente intervento:
"Personalmente mi rifiuto di essere considerato uomo di destra, di sinistra o di centro. Mi considero semplicemente un cittadino di questo paese, con una testa al di sopra delle spalle che cerco di usare al meglio quando si tratta di andare a votare , prontissimo a cambiare parere se mi accorgo di avere fatto una scelta sbagliata".
(A proposito: chi ha letto sul CORRIERE del 22.08.04 l'articolo di fondo di P.Ostellino su "Due culture contro l'individuo"? Vale la pena di darci un'occhiata).

andreafoschi@aliceposta.it
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