Originally posted by nordista
Siamo stati bravi, no?

-N-
Mica tanto...


Spie al Pentagono. L'inchiesta sulla spia si concentra sui legami tra
i neoconservatori e Israele

Jim Lobe

Lo scandalo del funzionario del Pentagono accusato di aver passato
documenti altamente riservati a un gruppo di pressione sionista
sembra far parte di un'indagine più ampia dell'FBI e del Pentagono,
iniziata trent'anni fa, sulla stretta collaborazione tra esponenti di
spicco del movimento neoconservatore e Israele. Secondo fonti
informate, che hanno chiesto di rimanere anonime, l'FBI sta passando
in rassegna una serie di indagini di controspionaggio, che hanno
riguardato diversi neoconservatori di alto profilo ma che non hanno
mai portato a condanne formali, causando in molti casi la
frustrazione degli addetti al controspionaggio. Alcune di queste
indagini riguardano attuali funzionari d'alto rango
dell'amministrazione, incluso il vice segretario della Difesa Paul
Wolfowitz; il sottosegretario della Difesa per gli affari politici,
Douglas Feith, il cui ufficio sembra essere al centro delle indagini
appena trapelate; e Richard Perle, che si è dimesso lo scorso anno da
Presidente del Defense Policy Board. Tutti e tre sono protagonisti di
un lungo articolo del giornalista investigativo Stephen Green,
pubblicato su "Counterpunch" a Febbraio. Green è l'autore di due
libri sulle relazioni Usa-Israele, tra cui Taking Sides: America's
Secret Relations with a Militant Israel, che si basa su interviste
con ex funzionari del Pentagono e addetti al controspionaggio.
Contemporaneamente, un altro ufficio del Pentagono coinvolto nel
trasferimento di tecnologie militari e dual-use [che possono essere
cioè impiegate a scopi sia militari sia civili, NdT] sta esaminando
l'acquisizione, la modifica e la vendita da parte di Israele di
importanti apparecchiature militari ottenute dagli Stati Uniti, in
alcuni casi con l'aiuto di prominenti neoconservatori che ai tempi
servivano nell'amministrazione. Israele - che negli ultimi vent'anni
è diventato uno dei maggiori esportatori della più sofisticata
tecnologia militare e informatica al mondo - direttamente o per mezzo
di intermediari, ha venduto alcune di quelle apparecchiature alla
Russia, alla Cina e ad altri potenziali rivali degli Stati Uniti. Una
parte di queste apparecchiature è finita anche sul mercato nero,
dove, sempre secondo queste fonti, gruppi terroristici - incluso
forse al-Qaeda - si sono procurati delle copie pirata.
Particolarmente interessante, in quel contento, sono i derivati di un
potente software di case management(*) chiamato PROMIS, prodotto nei
primi anni '80 da INSLAW, Inc. e acquisito dal Mossad, i servizi
segreti israeliani, che hai poi venduto le proprie versioni ad altre
agenzie di intelligence in Medio oriente, Asia ed Europa orientale.
Queste versioni modificate, però, includevano una "porticina
nascosta", che permetteva al venditore di spiare i documenti di
intelligence dell'acquirente, secondo quanto hanno rivelato diversi
report. Si pensa che una versione modificata del software, usata per
monitorare e seguire il percorso di diversi documenti su una
pluralità di banche dati, sia stata acquistata da al-Qaeda sul
mercato nero alla fine degli anni '90, possibilmente grazie alla rete
finanziaria che permette al gruppo di riciclare denaro sporco,
secondo uno scoop del Washington Times del giugno 2001. Secondo una
fonte, gli investigatori del Pentagono non escludono che al-Qaeda
abbia usato il software per spiare diverse agenzie statunitensi che
avrebbero potuto scoprire o sventare gli attacchi dell'11 settembre.
Si pensa che anche l'FBI sia coinvolta nelle indagini del Pentagono,
che sono coordinate dal sottosegretario della Difesa per la sicurezza
tecnologica internazionale, John A "Jack" Shaw, che appoggia
esplicitamente il segretario della Difesa Donald Rumsfeld. Le ultime
indagini ruotano attorno a un funzionario di carriera della Dia, la
Defence Intelligence Agency, Larry Franklin, che nel 2001 era stato
assegnato a un ufficio speciale alle dipendenze di Feith che si
occupava di Iraq e Iran, e che è accusato di aver fornito
informazioni altamente confidenziali, inclusa la bozza di un
documento strategico statunitense sull'Iran, a due membri dello staff
dell'AIPAC (American Israel Public Affairs Committee), uno dei gruppi
di pressione più influenti di Washington. I due sono accusati di aver
passato il materiale all'ambasciata israeliana. Franklin non ha fatto
commenti sulle accuse, mentre Israele e l'AIPAC hanno negato ogni
coinvolgimento e hanno detto che stanno cooperando con gli
investigatori dell'FBI. L'ufficio in cui Franklin lavora dal 2001 è
dominato dai neoconservatori, incluso lo stesso Feith. Capeggiato da
William Luti, un ex ufficiale della marina che ha lavorato per Newt
Gingrich, membro del DPB, quando era speaker della camera dei
rappresentanti, questo ufficio ha avuto un ruolo di primo piano nel
trovare una giustificazione per la guerra contro l'Iraq. La strategia
dell'ufficio consisteva nel lavorare a stretto contatto con l'Iraq
Nationa Congress (INC) di Ahmed Chalabi, ormai caduto in disgrazia e
in esilio, e i membri del DPB, per sviluppare e far trapelare analisi
di intelligence che sostenevano la tesi, ormai screditata, che l'ex
presidente iracheno Saddam Hussein avesse stretti contatti con al-
Qaeda. L'ufficio di Feith aveva legami particolarmente stretti con il
chief of staff del vice presidente Dick Cheney, I Lewis Libby, a cui
trasmetteva le proprie analisi senza che venissero approvate da
analisti di intelligence professionisti della CIA, della DIA o del
Bureau for Intelligence of Research (INR) del dipartimento di Stato.
Da quando è cominciata la guerra in Iraq, l'ufficio di Feith ha
esercitato notevoli pressioni con il governo americano perché
assumesse un atteggiamento conflittuale con l'Iran e la Siria e
intraprendesse azioni volte a stabilizzare i due governi. Politiche,
queste, che i neoconservatori più illustri e oltranzisti, inclusi tra
gli altri Perle e MIchael Ledeen, collega di Feith e Perle
all'American Enterprise Institute, hanno chiesto pubblicamente a gran
voce, insieme al rovesciamento di Saddam Hussein. Nonostante sia un
funzionario di carriera, Franklin, che è uno specialista dell'Iran, è
considerato personalmente e ideologicamente vicino ad altri
neoconservatori, che hanno rivestito funzioni di consulenza al
Pentagono, incluso Ledeen e Harold Rhode, che una volta si è
descritto come il principale consulente sull'Islam del vice
segretario della Difesa Wolfowitz. Nel dicembre 2001, Rhode e
Franklin hanno incontrato in Europa un losco mercante di armi
iraniano, Manichur Ghorbanifar che, con Ledeen, ha avuto un ruolo di
primo piano nell'accordo "armi in cambio di ostaggi" che ha visto
coinvolti l'amministrazione Reagan, Israele e l'Iran verso la metà
degli anni '80 e che è passato alla storia come "lo scandalo Iran-
Contra". Ledeen ha poi organizzato altri incontri che avrebbero
spinto l'FBI a lanciare le indagini, intensificatesi in mesi recenti
dopo che si è venuto a sapere che l'INC di Chalabi, da tempo
sostenuto dai neoconservatori, avrebbe passato informazioni riservate
all'Iran. Feith è da tempo un esplicito sostenitore del partito del
Likud israeliano; l'ex socio del suo studio legale, Marc Zell, è
stato portavoce in Israele del movimento dei coloni in Cisgiordania.
Feith, Perle e altri oltranzisti come loro hanno preso parte a una
task-force per chiedere all'allora primo ministro israeliano,
Benjamin Netanyahu, di impegnarsi per l'instaurazione di un governo
amico a Baghdad, al fine di alterare l'equilibrio di poteri in Medio
Oriente a favore di Israele, permettendogli così di abbandonare il
processo di pace di Oslo, a cui Feith si opponeva pubblicamente.
Durante l'amministrazione Reagan (1981-89) Feith era stato analista
per il Medio oriente nel Consiglio per la sicurezza nazionale, ma nel
marzo del 1982 venne rimosso dall'incarico perché l'FBI stava
indagando su di lui per aver fornito materiale top secret a un
funzionario dell'ambasciata israeliana a Washington, secondo quanto
ha rivelato Green. Ma Perle, che allora era assistente del segretario
della Difesa per le politiche di sicurezza internazionale, e che
aveva tra, le altre, la responsabilità di concedere o rifiutare
licenze per esportare materiale militare o dual use all'estero, lo
assunse prima come "consigliere speciale" e poi come vice, posizione
che Feith ha ricoperto fino al 1986, quando ha lasciato l'incarico
per tornare allo studio legale con Zell, che nel frattempo si era
trasferito in Israele. Sempre in quegli anni, un altro dipendente di
Richard Perle era Stephen Bryen, un ex membro dello staff della
Commissione per le relazioni esteri del Senato americano. Secondo il
reportage di Green, basato su 500 pagine di documenti investigativi
rilasciati a seguito di una richiesta inoltrata 15 anni fa in base al
Freedom of Information Act, anche Bryen alla fine degli anni '70 è
stato coinvolto in un'altra indagine dell'FBI, per aver offerto
documenti top secret a un agente segreto israeliano in presenza del
direttore dell'AIPAC. Sebbene i funzionari governativi decisero di
non procedere con le accuse, si dice che Bryen venne invitato a
lasciare il comitato e, fino a quando non venne assunto da Perle nel
1981, lavorò come capo del JINSA (Jewish Institute for National
Security Affairs), un gruppo impegnato a promuovere legami strategici
tra gli Usa e Israele e nel quale operano da tempo Perle, Feith e
Ledeen. Mentre era vice di Perle, Bryen ha creato il Defense
Tecnology Security Administration (DTSA), che faceva rispettare i
regolamenti relativi il trasferimento di tecnologie ai paesi
stranieri. Mentre serviva in quell'incarico, stando a una fonte che
conosce personalmente il lavoro di Bryen, "gli Usa hanno cessato i
trasferimenti di tecnologia all'Europa e al Giappone (perché
sarebbero stati pronti a venderla a Mosca) e hanno aperto la porta
posteriore a Israele" - uno schema diventato evidente non senza un
certo imbarazzo dopo che Perle ha lasciato l'incarico ed è stato
sostituito dall'attuale vice segretario di Stato, Richard Armitage,
nel 1987. Ben presto, infatti, Armitage ha cominciato a sollevare
dubbi sull'approvazione data da Bryen al trasferimento di
materiale "delicato" a Israele senza l'OK di altre agenzie
governative. "E' nell'interesse degli Usa e di Israele rimuovere
tutti gli ostacoli inutili a una proficua collaborazione
tecnologica", ha scritto Feith su Commentary nel 1992. "La tecnologia
nelle mani di paesi amici e responsabili sottoposti a minacce
militari, paesi come Israele, servono a scoraggiare le aggressioni, a
favorire la stabilità della regione e dunque a promuovere la pace".
Secondo Green, anche Perle, Ledeen e Wolfowitz sono stati indagati
dall'FBI. Nel 1970, un anno dopo essere stato assunto dal senatore
Henry "Scoop" Jackson, una microspia installata dall'FBI
all'ambasciata israeliana ha intercettato una conversazione di
Richard Perle, che stava discutendo di informazioni riservate con un
funzionario dell'ambasciata. Wolfowitz, invece, è stato indagato per
aver fornito a un funzionario israeliano, attraverso un membro
dell'AIPAC, un documento riservato sulla vendita di un armi
statunitensi a un governo arabo. Nel 1992, quando Wolfowitz lavorava
come sottosegretario della difesa per gli affari politici, i
funzionari del Pentagono che indagavano su esportazioni non
autorizzate di tecnologia top secret alla China hanno scoperto che
l'ufficio di Wolfowitz stava incoraggiando Israele a esportare
missili aria-aria a Pechino, in violazioni di un accordo scritto con
Washington sulla vendita di armi. Si dice che l'FBI e il Pentagono
stiano dando una nuova occhiata a questi e ad altri incidenti
per "capire meglio le relazioni tra funzionari conservatori con forti
legami a Israele", secondo un articolo del New York Times di domenica
scorsa. Secondo alcune fonti, sarebbe un errore considerare Franklin
il principale obiettivo delle attuali indagini; piuttosto, andrebbe
visto come la tessera di un mosaico più grande. (*) Studiato come un
software di case management per i procuratori legali, PROMIS permette
di combinare diversi database, e di monitorare le persone in base al
loro coinvolgimento con il sistema legale. Alcuni sostengono che il
dipartimento della Giustizia abbia modificato PROMIS per monitorare
le operazioni di intelligence, gli agenti e i loro bersagli, invece
dei casi giudiziari.


A proposito, nordista, ma tu a chi ti riferivi: agli americani o agli israeliani?