CREMLINO CONTRO CASA BIANCA: NON CI SERVE AIUTO SU CECENIA
08/09/2004 - 14:20
Mosca, 8 set. (Apcom) - La questione cecena torna a minacciare l'alleanza Russia-Stati Uniti, con uno scontro diretto tra ministero degli esteri moscovita e Dipartimento di stato. "I nostri problemi interni li risolviamo da soli, e non abbiamo bisogno di una via americana verso la normalizzazione politica in Cecenia", ha detto oggi il capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov. Lavrov risponde così alle dichiarazioni del portavoce del Dipartimento di stato, Richard Boucher, che ha ribadito la necessità di un dialogo politico per tentare di sbloccare il conflitto ceceno.
"Il nostro punto di vista, complessivamente, non è cambiato", ha precisato Boucher, in evidente riferimento alla strage di Beslan. Il portavoce ha anche risposto alle critiche avanzate da Putin sulle udienze diplomatiche concesse a rappresentanti ceceni a Washington. Abbiamo incontrato emissari ceceni in passo, e la cosa potrebbe accadere nuovamente in qualsiasi futuro, ma "non incontriamo i terroristi".
Il grosso nodo sembra essere la concessione dell'asilo ad Ilyas Akhamdaov, il "ministro degli Esteri" dell'ex presidente ceceno Aslan Mashkadov. Mosca non accetta la differenza tra separatisti 'moderati' e oltranzisti, aperti al terrorismo. E oggi Lavrov ha sottolineato che la posizione di Washiongton "non aiuta nel processo di sviluppo delle relazioni tra Russia e Stati Uniti, e non giova all'unità della coalizione anti-terrorismo".
L'apripista dello scambio di dichiarazioni critiche è stato lo stesso presidente Putin, che ha paragonato i separatisti ceceni ad Osama Bin Laden, e la politica di 'dialogo' con emissari indipendentisti a un colpo basso alla Russia. Il presidente Putin ha accusato apertamente il governo statunitense di mettere a repentaglio il contributo russo alla guerra al terrorismo, proprio per incomprensione della questione cecena. Il capo del Cremlino è tornato ad attaccare l'amministrazione americana sulla crisi nel Caucaso in occasione di un incontro, due giorni fa, con esperti occidentali di politica estera.


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