ALITALIA: SI TRATTA SU AZ SERVICE; DUBBI SI ALLEANZE
(ANSA) - ROMA - Nuovo giro di tavolo alla trattativa tra azienda e sindacati sul piano industriale Alitalia: dopo l'annuncio sui 5 mila esuberi i sindacati vogliono ora chiarimenti sul futuro di Alitalia Service, la societa' che nascera' dallo sdoppiamento della compagnia e che dovra' gestire tutte le attivita' di servizi al trasporto aereo. Il nodo resta quello del controllo della societa' di servizi: i sindacati, infatti, non sono disposti ad accettare il trasferimento di 9 mila lavoratori fuori dal perimetro industriale della compagnia. Il top manager di Alitalia, intanto, lancia un segnale di ottimismo sul futuro della compagnia ma avverte: l' alleanza con Air France non funziona e va rinegoziata. E, ''se l'accordo non c'e' si va alla rottura'' dice Giancarlo Cimoli in un'intervista all'Espresso. Da gennaio, assicura tuttavia, partira' la ''nuova Alitalia'', una compagnia su cui non e' il solo a scommettere. ''E' prematuro parlarne'' dice, ma conferma di aver gia' ricevuto avances da candidati disposti ad entrare nel capitale di Alitalia. Anche per questo, spiega sempre nell'intervista anticipata dal settimanale, non e' ancora stata definita l'entita' della ricapitalizzazione che dovra' essere avvitata nei primi mesi del prossimo anno. ''La cifra non e' ancora quantificata. Una volta firmato l'accordo con i sindacati e' gia' pronto il decreto per far scendere lo Stato sotto il 50%. A quel punto sonderemo il mercato e vedremo le disponibilita' ''. Sulle alleanze, invece, Cimoli spiega meglio la sua strategia: ''abbiamo gia' cominciato a ridiscutere la questione con i francesi. Facciamo tesoro degli errori fatti. Tra due, tre mesi, quando il piano di rilancio sara' decollato, o si trovera' una soluzione oppure, se accordo non c'e', si va alla rottura. Nulla e' irreversibile''. Ieri, intanto, e' stato il giorno del disgelo con il ministro Lunardi e con il presidente dell'Enac dopo il j'accuse dell'altro ieri sulla mancata vigilanza sulle discriminazioni patite da Alitalia in molti aeroporti nazionali. Dopo il chiarimento con il ministro Lunardi ed il presidente dell'Ente dell'aviazione civile, Vito Riggio, tuttavia, si e' aperta una nuova questione con l'Enav, causa, secondo l'ad di Alitalia, di una gestione dello spazio aereo italiano ''poco efficiente''. ''Attualmente solo l'1,12% del totale dei ritardi degli aerei e' imputabile ad Enav'' risponde l'ente nazionale di assistenza al volo affermando di aver abbattuto, negli ultimi sei mesi, i ritardi dipendenti dalla propria attivita' del 50% , con alcune punte di eccellenza per gli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa. A chiarirlo e' stato lo stesso amministratore delegato dell'Enav, Guido Pugliesi, convocato da Lunardi proprio per un chiarimento su questo punto. Rigettano le accuse di Cimoli anche i responsabili degli aeroporti chiamati in causa dal manager per la gestione ''sconcia'' delle richieste di pagamento dei diritti aeroportuali. ''Nessuna discriminazione, alle compagnie aeree sia tradizionali che low cost vengono pratiche le stesse tariffe'' afferma il presidente della Save, societa' di gestione dell'aeroporto Marco Paolo di Venezia, Enrico Marchi che spiega: ''in una logica di mercato, nel proprio interesse la Save collabora con le compagnie che puntano e investono sull'aeroporto Marco Polo e purtroppo Alitalia non rientra nella fattispecie''. In attesa di segnali sul proseguimento della trattativa tra compagnia e sindacati (l'incontro di ieri sull'assetto societario e' terminato in tarda serata e la compagnia avrebbe annunciato, secondo quanto riferito dai sindacati, che sarebbero in corso dei contatti con il ministero del Welfare per una gestione degli esuberi in maniera non traumatica), Bruxelles annuncia intanto che, in caso di mancato accordo tra sindacati e compagnia che permetta ad Alitalia di uscire dalla crisi, la Commissione europea potrebbe valutare ''in che misura aiutare o meno a sostenere la riconversione e il riadattamento dei lavoratori'', attraverso un attento esame ''del ruolo potenziale dei fondi strutturali''. Tra le categorie, invece, fanno un passo avanti i piloti: al tavolo per il rinnovo del contratto i sindacati hanno presentato una loro proposta per rivedere la composizione della busta paga per legare di piu' le retribuzioni alla produttivita'. La proposta di modifica e' stata siglata da tutte le organizzazioni sindacali ed associazioni professionali della categoria e verra' esaminata domani al tavolo di trattativa con l'azienda. I piloti si sono impegnati a riparametrare le parti fisse e variabili della busta paga arrivando, addirittura, ad inserire l'adeguamento dell'inflazione per il biennio 2005-2006 nella parte variabile.(ANSA). CHI
10/09/2004 094




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