Come vede la politica francese di dialogo con gli estremisti?
Porta alla divisione degli occidentali in buoni e cattivi. Comprometterà la vita di tante persone perchè attribuisce ai terroristi un potere politico che li avvantaggia.
Come vede la politica francese di dialogo con gli estremisti?
Porta alla divisione degli occidentali in buoni e cattivi. Comprometterà la vita di tante persone perchè attribuisce ai terroristi un potere politico che li avvantaggia.


Ineccepibile.
Shalom
L'11 settembre di tre anni fa...le torri furono distrutte, il Pentagono fu squarciato, la casa Bianca fu risparmiata perchè una rivolta dei passeggeri fece precipitare l'aereo in un campo...i morti furono quasi tremila, compresi i 19 martiri islamici che morirono sicuri di incontrare il paradiso. Noi occidentali, se la parola avesse ancora un minimo senso, ci definimmo tutti americani...Nel 2001 fu anche l'anno in cui si dispiegò senza tregua l'intifada islamica palestinese, quella fatta di uomini, donne e ragazzi trasformati in bombe che esplodono in mezzo ai civili...ci definimmo tutti ebrei, per poi definirci tutti madrileni quando saltarono i treni di Madrid-Atocha...oggi pensiamo di essere tutti bambini nell'Ossezia del Nord.
Non è vero che siamo tutti americani, ebrei, madrileni, bambini fucilati nella schiena dei martiri. Siamo divisi. Siamo perfettamente divisi in due.


dal sito di IDEAZIONE
" Terrorismo, il nemico senza volto
di Stefano Magni
Nella guerra al terrorismo, non solo non si sa che cosa pensa il nemico, ma nemmeno si sa bene chi si sta combattendo. E se si sta combattendo. Perché le opinioni pubbliche europee, quando interpellate sulla guerra al terrorismo, dimostrano di non sapere nemmeno che c’è un conflitto in corso. Lo si può intuire da una serie di manifestazioni pubbliche, quali il risultato delle elezioni in Spagna, i sondaggi sulla guerra in Iraq, lo scetticismo con cui i servizi segreti europei (e le opinioni pubbliche) accolgono gli allarmi terrorismo lanciati dalla Cia, l’ostilità dimostrata nei confronti di Israele ogni qual volta vi sia un sondaggio d’opinione sul conflitto mediorientale. Ogni volta che si tasta il polso agli Europei, si notano sempre alcune idee di fondo: non c’è un unico conflitto scatenato dall’Islamismo contro tutti i suoi nemici, ma tante guerre distinte (Cecenia, Medio Oriente, Iraq, Sudan, più altri conflitti di cui non ci si occupa mai); in tutte queste guerre la responsabilità è attribuita in tutto o in parte a chi combatte contro l’Islamismo; il problema della rabbia islamica, dunque, si può risolvere dopo aver risolto i singoli conflitti regionali, soprattutto facendo concessioni territoriali: fine dell’occupazione in Iraq, ritiro dei Russi dalla Cecenia, indipendenza della Palestina sono le soluzioni più frequentemente proposte da politici, opinion-maker e mass media.
I fatti dell’ultima settimana sono la negazione di tutti questi luoghi comuni. Prima di tutto, gli atti di terrorismo si sono susseguiti in rapida successione in Iraq, in Russia e in Israele, mentre l’allarme terrorismo rimane alto in Europa. Non c’è un unico cervello, né un unico coordinamento, dato che le rivendicazioni degli attentati provengono da gruppi distinti: dall’Esercito Islamico dell’Iraq, dagli islamici ceceni e dagli integralisti di Hamas. Come non vedere, però, che lo scopo è lo stesso? Che l’ideologia che spinge i terroristi a colpire è la stessa? Che i metodi (colpire nel mucchio) sono gli stessi? Il fatto che non ci sia un “grande vecchio” non rende migliore lo scenario, semmai lo peggiora, perché a questo punto vuol dire che un attentato in un luogo del mondo ne chiama altri, preparati da gruppi che condividono la stessa ideologia di fondo e che si sentono spinti a non essere da meno.
Credere che la “rabbia islamica” si possa placare con concessioni territoriali è ancor meno realistico. Nessuno dei gruppi che ha colpito in quest’ultima settimana dimostra di avere a cuore rivendicazioni territoriali o indipendentiste. La rivendicazione per l’abbattimento dei due Tupolev sui cieli della Russia e per la bomba nella fermata di Rizhkaya a Mosca, viene da un gruppo islamico, le Brigate Islambuli, che prende il nome dall’assassino del presidente egiziano Sadat e si dichiara affiliato ad Al Qaeda. Il commando che ha assaltato una scuola russa non era costituito solo da Ceceni, ma da terroristi musulmani provenienti da varie repubbliche dell’ex Unione Sovietica e da almeno nove arabi, stando a fonti russe. Hamas, che ha colpito civili israeliani a Beersheva, non fa mistero di volere la distruzione dello Stato di Israele. A meno di non entrare nella logica dei radicali islamici, secondo cui uno Stato non islamico in terra islamica è esso stesso un atto di invasione, la loro non è una rivendicazione territoriale, ma un atto di aggressione puro e semplice.
In Iraq i segnali lanciati dai terroristi sono ancora più chiari: rapendo e uccidendo un pacifista italiano che si dichiarava amico del popolo iracheno, che era in Iraq per aiutare il popolo iracheno e che era contrario all’intervento statunitense fino a provare simpatie per la “resistenza” irachena (quella stessa “resistenza” che lo ha eliminato fisicamente), dimostrano di non combattere per il popolo iracheno e per la sua libertà, ma di voler aggredire gli Occidentali, indipendentemente dalle loro idee e dai loro progretti. Trucidando semplici lavoratori nepalesi, cittadini di una piccola e lontana Nazione che non ha partecipato alla guerra in Iraq e che si trovavano sul posto per ricostruire il Paese, dimostrano che a loro, dell’Iraq e dei suoi abitanti, non importa nulla. Ma soprattutto, rapendo giornalisti francesi, cioè cittadini di un Paese che si è sempre opposto alla guerra in Iraq, per chiedere di abrogare una legge in Francia, dimostrano che i loro fini vanno ben oltre il conflitto che si sta combattendo in Mesopotamia e mirano più in alto: mirano a realizzare un progetto ideologico universale, in cui nessuna parte del mondo può osare contrastare la legge prescritta dall’Islam.
Questo è il nemico che ci troviamo a combattere: una potenza che non ha capitale, non ha un governo, non ha un’unica mente, ma ha scopi analoghi a quelli di qualsiasi regime totalitario rivoluzionario. Una potenza che mira ad espandere la sua rivoluzione ovunque nel mondo, a imporre la propria legge ovunque nel mondo, per cui qualsiasi patto di non-aggressione non serve (se non come espediente provvisorio per prendere tempo), per cui pacifisti e neutrali non esistono, mentre esistono solo coloro che rientrano direttamente nel loro progetto e coloro che, ideologicamente, sono considerarati a priori come dei nemici.
4 settembre 2004
stefano.magni@fastwebnet.it "
Shalom


Insomma, siamo alle solite: se non ci allineamo, siamo per forza nemici dei nostri stessi concittadini e responsabili della divisione in due metà.
Tra poco basterà alzare la mano e dire "Io non sarei d'accordo.." per farci condannare e sbattere in prigione per vigliaccheria di fronte al nemico...
_______________________
Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.


Ci hai preso per musulmani travestiti? No. Niente prigione né altro. Non servirebbe a fare diventare maggiormente coraggiose le pecore del partito delle mamme italiane.In origine postato da marcejap
Insomma, siamo alle solite: se non ci allineamo, siamo per forza nemici dei nostri stessi concittadini e responsabili della divisione in due metà.
Tra poco basterà alzare la mano e dire "Io non sarei d'accordo.." per farci condannare e sbattere in prigione per vigliaccheria di fronte al nemico...
Vi capisco anche: il terrorismo è fatto apposta per SPAVENTARE, e Zapatero per esempio non ha fatto altro che assecondare gli spaventate Spagnoli. Per fortuna gli Statunitensi si sono rivelati molto più coriacei.


In origine postato da UgoDePayens
Ci hai preso per musulmani travestiti? No. Niente prigione né altro. Non servirebbe a fare diventare maggiormente coraggiose le pecore del partito delle mamme italiane.
Vi capisco anche: il terrorismo è fatto apposta per SPAVENTARE, e Zapatero per esempio non ha fatto altro che assecondare gli spaventate Spagnoli. Per fortuna gli Statunitensi si sono rivelati molto più coriacei.
Non ci siamo, Ughetto, non ci siamo proprio. Smettetela di parlare di paura. Io voglio contestare il vostro modo di affrontare il problema. E' possibile farlo senza essere tacciati di vigliaccheria?
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.


basta la parola....In origine postato da Pieffebi
Ineccepibile.![]()
Non c'è NESSUN dialogo della Francia con "l'estremismo",
c'è un dialogo,giusto, col mondo arabo,
poi se succede un fatto come un rapimento si tratta.
C'è certamente una divisione dell'occidente in buoni e cattivi,
alcuni occidentali sono molti cattivi,pensiamo ad hitler, e non sono scatenano guerre, ma fanno morire di fame mezzo mondo.
La fame, se ne parla molto meno oggi, gli affamati sono diventati "estremisti"
"cornuti e mazziati".
Il mondo va alla rovescia, gli usa prima subiscono un "attentato"
poi fanno una guerra che lo giustificherebbe
si, perchè se degli iracheni oggi volessero buttare giù dei grattacieli usa sarebbero PIENAMENTE giustificati, come un bombardamento bellico.
Non capisco, se la Francia critica gli usa e appoggia gli arabi,
poi subisce rapimenti da parte degli arabi?
certamente gli "estremisti" parlavano arabo,
ma....e la voce del padrone??
il problema non è tanto che non vi allineate,quanto che spesso vi allineate a chi sgozza uomini e stupra e trucida bambini....che lo facciate x convinzione o x semplice convenienza non mi importa molto....è tragico che lo faccciate e bastaIn origine postato da marcejap
Insomma, siamo alle solite: se non ci allineamo, siamo per forza nemici dei nostri stessi concittadini e responsabili della divisione in due metà.
Tra poco basterà alzare la mano e dire "Io non sarei d'accordo.." per farci condannare e sbattere in prigione per vigliaccheria di fronte al nemico...


Capiamoci: per me vigliacco non è solo chi, conscio di una minaccia, abbassa le orecchie e si nasconde dietro il primo muro che trova. Vigliacco è anche chi, quando effettivamente si è reso conto del problema, valuta in modo egoistico e per il proprio tornaconto personale da quale parte schierarsi, se con l'aggressore o con l'aggredito.In origine postato da marcejap
Non ci siamo, Ughetto, non ci siamo proprio. Smettetela di parlare di paura. Io voglio contestare il vostro modo di affrontare il problema. E' possibile farlo senza essere tacciati di vigliaccheria?
Vedi, marce, chi se la prende con Putin per i morti di Beslan, chi accusa Aznar di essere stato in qualche modo "causa efficiente" dei morti di Madrid, o ancora chi dice che i caduti di Nassirija sono colpa di Berlusconi, semplicemente è un VIGLIACCO.
Vigliacco perché si "mette da parte", in un certo qual senso, facendo ricadere le colpe di stragi inumane su chi non può nuocergli: accusare Berlusconi è sport nazionale, chi vuoi che ne paghi le conseguenza? Più complicato invece prendersela con gli integralisti musulmani, perché il loro modo mafioso di agire può colpire praticamente chiunque (materialmente ma anche politicamente, perché se un terrorista sgozza un tuo concittadino dopo che ti ha dato 24 ore per ritirare truppe che tu hai mandato in Irak è ovvio che cerca di addossare a te la responsabilità di un atto che invece sta compiendo lui).
Non solo: doppiamente vigliacco è "tirarsi fuori" per trarne un vantaggio elettorale, come stanno facendo pezzi della sinistra (ondivaghi come mai prima d'ora, a seconda del vento che tira).
Quello di tirarsi fuori è un gesto vigliacco per ragioni morali, oltre che politiche.
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