In origine postato da sosunturzos
Ebbene sì, devo ammettere: oggi da noi è piovuto sul serio.
Sono uscito di casa stamattina molto presto (le sette, per me è un orario insolito) per andare nella Capitale, Casteddu.
Da dove sono io a Casteddu bisogna scendere di due gradi di latitudine, che, tradotto in soldoni, sono circa 120 miglia nautiche. La distanza reale è di 250 chilometri di strada discreta che scende dal Capo di sopra a quello di sotto.
Fuori la strada era bagnata. Segno inequivocabile (anche per i più cretini) che forse era passata un'autobotte per dare una ripulita oppure che durante la notte fosse piovuto.
Parto e man mano che mi allontano dalla mia cittadina spunta la luce del giorno. Un po' grigia, a dire la verità, ma niente di peggio di quanto ci si possa aspettare nella brutta stagione. La giornata è abbastanza luminosa.
Scendendo dal nord verso il sud della Sardinya si percorre una pianura lunghissima, costituita da un graben, cioè una fossa tettonica abbastanza antica. Verso la metà questa pianura è interrotta da un vasto altipiano basaltico, denominato l'altipiano di Campeda. Generalmente, quando c'è brutto tempo, lì c'è il tempo peggiore, vento, neve e ghiaccio lo rendono spesso difficoltoso, pur non essendo, la sua altitudine, eccessiva.
Arrivo a Bonorva, comincio a inerpicarmi sull'altipiano e tutto sembra normale. L'unica cosa che si avverte è l'aspetto invernale della giornata. Supero l'altipiano e mi fermo a un distributore a far benzina e prendere un caffè: strano, non fa quasi neppure freddo.
Basta, proseguo nella discesa e arrivo in Campidanu. Il cielo è sempre coperto, ma le nubi sono alte e si vede - raro - anche qualche sprazzo azzurro.
Entro trionfalmente nella Capitale e qui cominciano le sorprese. Il mio arrivo infatti viene accolto da una pioggia così abbondante e continua, da trasformare alcune strade in ruscelli. Poiché il viaggio è stato buono, non mi lamento, però la pioggia non smette, al punto che decido di venir via prima possibile per non viaggiare con la pioggia di notte.
Quando ho fatto, con più fretta del solito, tutte le cose che avevo in programma, mi accingo al viaggio di ritorno. Non ritengo opportuno fermarmi a pranzare, preferisco non perdere tempo.
Vado, e piove. Proseguo, e piove. Sono un po' veloce ed un deposito d'acqua sulla carreggiata che tenta improvvisamente di sbandarmi la macchina, mi richiama alla prudenza. Il cielo è grigio scuro uniforme, non c'è speranza che, magari dopo un centinaio di chilometri, la pioggia smetta.
Le nubi del cattivo tempo si sono accumulate tutte sulla Sardinya.
Dallo stratocumulus al nembostratus dal cumulus congestus al Cumulonimbus sono tutte presenti lì e rendono la giornata livida, quasi spettrale. Nel sassarese la base delle nubi è a contatto col suolo, la visibilità è molto ridotta, le luci delle macchine ti fanno quasi paura invece di darti coraggio. A tratti poi scariche di fulmini zigzaganti illuminano il lontano orizzonte o lampi lunghissimi percorrono l'orizzonte stesso da est a ovest.
Finalmente arrivo alla mia cittadina, sperando che, almeno qui, vi sia un po' di tregua. Niente da fare. Per la prima volta la pioggia mi ha accompagnato per tutti i due gradi di latitudine, dal 39° al 41° parallelo. Entro in casa e corro alla veranda per vedere il mare. Ma nessun barlume proviene da questa massa d'acqua che ogni giono mi affascina con la sua bellezza, ma oggi è di colore grigio ferro, uguale a quello del cielo.
Pazienza. Ci rifaremo domani. Spero.
"Andata e Ritorno": le avventure di Sosunturzos sù e giù per la Sardinnya...![]()
Ma sa domu imoi da tenis in Planarza?




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