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Discussione: SuperBonus

  1. #11
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    In Origine Postato da svicolone
    "professore" di che?
    Romano Prodi è nato a Scandiano (Reggio Emilia) nel 1939. Nel 1969 ha sposato Flavia Franzoni e ha due figli: Giorgio e Antonio.

    Dopo la maturità classica al Liceo Ludovico Ariosto di Reggio Emilia, ha studiato all'Università Cattolica di Milano, dove si è laureato cum laude nel 1961 in Giurisprudenza, discutendo una tesi sul protezionismo nello sviluppo dell'industria italiana con il prof. Siro Lombardini. Si è quindi specializzato alle università di Milano e Bologna, alla London School of Economics sotto la supervisione del prof. Basil Yamey, titolare della cattedra di Industrial Economics.

    È stato visiting professor presso la Harvard University e presso lo Stanford Research Institute.

    La sua carriera accademica ha avuto inizio alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna dove ha lavorato come assistente (1963), professore associato (1966) e infine professore (1971-1999) di organizzazione industriale e politica industriale.

    All'insegnamento universitario, ha unito un'intensa attività di ricerca, che in una prima fase si è indirizzata verso due temi divenuti poi classici negli studi di Economia industriale: lo sviluppo delle piccole e medie imprese e dei distretti industriali (Modello di sviluppo di un settore in rapida crescita: l'industria della ceramica per l'edilizia, pubblicato nel 1966, è fra i primissimi saggi sull'argomento) e la politica antitrust (Concorrenza dinamica e potere di mercato è del 1967). Nella letteratura internazionale, il suo nome figura accanto a quelli di Giacomo Becattini, Franco Momigliano e Paolo Sylos Labini fra i fondatori della "Scuola italiana di Economia Industriale".

    I suoi interessi di ricerca si sono in seguito ampliati, fino a includere lo studio delle relazioni fra Stato e Mercato; le politiche di privatizzazione; il ruolo centrale giocato dai sistemi scolastici nella promozione dello sviluppo economico e della coesione sociale; il processo di integrazione europea e, all'indomani del crollo del Muro di Berlino, la dinamica dei diversi "modelli di capitalismo". Il capitalismo ben temperato del 1995 (raccolta di saggi pubblicati nella prima metà degli anni '90 sulle pagine della rivista "il Mulino"), e Un'idea dell'Europa (Bologna, 1999) offrono una sintesi delle riflessioni in tutti questi campi.

    Dal 1974 al 1978 ha presieduto la Società Editrice Il Mulino. Nel 1981 ha fondato Nomisma, una delle principali società italiane di studi economici, e sino al 1995 ne ha presieduto il Comitato scientifico.

    Ha scritto editoriali per i principali quotidiani italiani, quali Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Per molti anni ha diretto l'Industria-Rivista di economia e politica industriale. Nel 1992 ha condotto su RAIUNO il programma televisivo "Il tempo delle scelte", una serie di sei lezioni di economia.

    Dal novembre 1978 al marzo 1979, Romano Prodi è stato Ministro dell'Industria. Dal novembre 1982 all'ottobre 1989, è stato presidente dell'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI), a quel tempo la maggiore holding italiana. Sotto la sua presidenza, l'Istituto ha attraversato una fase di profondo risanamento, impostando anche il processo di trasformazione e preparando le imprese alla privatizzazione.

    Richiamato alla guida dell'Istituto nel maggio 1993, Romano Prodi ha condotto in porto la privatizzazione di importanti aziende, quali il Credito Italiano e la Banca Commerciale Italiana.

    Nel febbraio 1995 ha fondato la coalizione dell'"Ulivo", che lo ha designato come suo candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in occasione delle elezioni politiche. Queste, svoltesi nell'aprile del 1996, hanno visto l'"Ulivo" prevalere sulla coalizione di centro-destra: così, nel maggio 1996, il Presidente della Repubblica affidava a Prodi l'incarico di formare il nuovo Governo. Ottenuta la fiducia delle Camere nello stesso maggio '96, il Governo Prodi è rimasto in carica sino all'ottobre 1998, conseguendo – fra gli altri – l'obiettivo di portare l'Italia nel gruppo di testa dei paesi aderenti all'Euro.

    Nel marzo 1999, il Consiglio europeo ha designato Prodi Presidente della Commissione europea di Bruxelles, designazione confermata nel settembre 1999 dal voto di fiducia del Parlamento europeo.

    Nel corso della sua carriera accademica ed istituzionale, Romano Prodi ha ricevuto numerosi riconoscimenti. È stato nominato membro onorario della London School of Economics and Political Science (1989) e membro onorario della Real Academia de Ciencias Morales y Politicas di Madrid (1997). Nel maggio 1999 ha ottenuto il Premio Schumpeter della Società Schumpeter di Vienna.

    Ha ricevuto inoltre numerosi riconoscimenti accademici ad honorem, come quelli conferitigli dall'Università di Madras, India (gennaio 1998), dall'Università di Sofia, Bulgaria (febbraio 1998), dall'Universitat Politecnica di Barcellona, Spagna (dicembre 1998), dalla Brown University, Providence, Rhode Island, Stati Uniti (maggio 1999), dall'Università di Michigan, Ann Arbor, Michigan, Stati Uniti (dicembre 1999), dall'Accademia di Studi economici, Bucarest, Romania (gennaio 2000), dall'Università Cattolica di Lovanio, Louvain-la-Neuve, Belgio (febbraio 2000), dall'Università di Malta (marzo 2000), dall'Università di Modena-Reggio Emilia, dall'Università di Ottawa, Canada, dall'Università di St. Gallen, Svizzera (Freedom Prize, 2000), dall'Università Kyung Hee, Seul, Corea (ottobre 2000), dall'Università di Pisa (ottobre 2001), dall'Università di Tirana, Albania (novembre 2001), dall'Instituto de Empresa di Madrid, Spagna (MBA Diploma, febbraio 2002), dall'Università di Oxford, Regno Unito (aprile 2002), dall'
    Università di Pavia (medaglia d'oro per l'economia, 2002), dall'Università di Skopje (febbraio 2003) e dall'Università di Tunisi (dottorato honoris causa, marzo 2003).

    Pubblicazioni principali

    Modello di sviluppo di un settore in rapida crescita: l'industria della ceramica per l'edilizia, Franco Angeli, Milano, 1966
    Concorrenza dinamica e potere di mercato. Politica industriale e fusioni d'impresa, Franco Angeli, Milano, 1967
    La diffusione dell'innovazione nell'industria italiana, Il Mulino, Bologna, 1973
    Sistema economico e sviluppo industriale in Italia, Il Mulino, Bologna, 1973
    "Italy", in Big Business and the State: Changing Relations in Western Europe, ed. R. Vernon, Harvard University Press, Cambridge Mass., 1974
    "Le trasformazioni dei modi di produrre e delle dimensioni delle imprese", in Quali imprese e quali uomini per la società degli anni '80, ed. C. Pastore, Milano, 1977
    "Un diverso modello per uscire dalla crisi", in Industria in crisi: soluzione nazionale o europea?, ed. F. Grassini, Franco Angeli, Milano, 1978
    "Italia" in L'intervento pubblico nell'industria: Un'analisi comparata, ed. R. Vernon, Il Mulino, Bologna, 1978
    Per una riconversione e ristrutturazione dell'industria italiana, Il Mulino, Bologna, 1980
    "La crisi delle partecipazioni statali: Conseguenze economiche di faticosi processi di decisione", L'Industria, n. 1, 1990
    "La dimensione economica dei nuovi equilibri europei" (discorso di inaugurazione dell'anno accademico 1989-90, Università di Bologna), L'Industria, n. 1, 1990
    "C'è un posto per l'Italia fra i due capitalismi?", Il Mulino, n. 1, 1991
    "Una crisi non solo politica: L'industria italiana a rischio", Il Mulino, n. 5, 1991
    "Modello strategico per le privatizzazioni", Il Mulino, n. 5, 1992
    Il tempo delle scelte, Il Sole 24 Ore Libri, Milano, 1992 (II edizione 1995)
    "Privatizzazioni e sviluppo delle piccole e medie imprese: Due grandi occasioni per rifondare la politica industriale in Italia", Rivista di politica economica, X (ottobre 1992), in collaborazione con Daniele de Giovanni
    "La società istruita. Perché il futuro italiano si gioca in classe", Il Mulino, n. 2, 1993
    "Istituzioni economiche, istituzioni politiche", Il Mulino, n. 6, 1995, in collaborazione con Franco Mosconi
    Governare l'Italia, Manifesto per il cambiamento, Donzelli, Roma, 1995
    L'Italia che vogliamo, Donzelli, Roma, 1995
    Il capitalismo ben temperato, Il Mulino, Bologna, 1995
    Economia e istituzioni nella società di fine secolo, in collaborazione con Franco Mosconi, in "Cambiamento delle istituzioni e nuovo sviluppo in Italia e in Europa", ed. P. Bianchi, supplemento alla rivista L'Industria, Il Mulino, Bologna, 1996
    Un'idea dell'Europa, Il Mulino, Bologna, 1999 (edizione inglese: "Europe as I see it", Blackwell/Polity, Oxford, 2000 – edizione spagnola "Una idea de Europa", Alianza Editorial, Madrid, 2000 – edizione rumena "O viziune asupra Europei", Plural, Bucarest, 2001– edizione serba "Moja Evropa", BMG, Belgrado, 2002 –edizione ucraina "ЗΑДУМ ОБ'ЄДНΑΗОЇ ЄВΡОПИ", KIC, Kiev, 2002).

    CHE C'ENTRA DI FRONTE A BERLUSCONI NON HA SCAMPO!

  2. #12
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    In Origine Postato da svicolone
    certamente che ne vale la pena.
    l'inps non paga la pensione per due anni e quando la eroga sarà a livello economico identica a quella che avrebbe erogato due anni prima.
    il lavoratore, scusa se è poco, si mette in tasca più di un terzo dello stipendio in più.
    una comparazione pubblicata dal sole 24 ore qualche tempo fa quantificava il punto di pareggio tra le due soluzioni collocato 18-20 anni più tardi.
    pensi che a una persona alla sogkia degli ottant'anni si porrrrà il problema della convenienza?

    posti di lavoro non disponibili per i giovani?
    guarda che le aziende ( gli esempi si sprecano in campo assicurativo e bancario , dove addirittura arrivano a proporre come incentivo all'esodo un anno di contributi pagati) ci sono già da tempo : con un "anziano" che si ritira ne assumono almeno due giovani e ci guadagnano pure.
    Non hai capito la prima parte: la domanda è se ci conviene, come nazione, avviare un programma del genere. Sottolineo che è una domanda, non un affermazione di non convenienza.

    E quel che scrivi è esattamente quel che mi preoccupa: se ora le aziende al pensionamento di un lavoratore ne assumono due e questa norma cerca di evitare il pensionamento, dovrebbe anche ridurre le assunzioni di giovani.

    Spero inoltre che si assuma anche in altri settori rispetto a quelli assicurativo e bancario, perché se quelle sono le prospettive di crescita... ma questo è un altro discorso.

  3. #13
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    In Origine Postato da il buttero


    CHE C'ENTRA DI FRONTE A BERLUSCONI NON HA SCAMPO!

    infatti si è già visto

  4. #14
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    In Origine Postato da pensiero
    infatti si è già visto
    Eh sì, purtroppo vanno avanti i soldi e poco la cultura, in Italia.

  5. #15
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    In Origine Postato da FreeFlag
    ...E qui c´è l´altro aspetto del problema che dovrà considerare chi posticiperà il pensionamento. Il meccanismo degli incentivi determina un vantaggio nel tempo breve sulla retribuzione ma riduce l´ammontare della pensione....
    Chissà se tutti lo sanno? Chissà se tutti sono in grado di fare delle ipotesi nel medio-lungo periodo?

    Io credo che, in molti casi, convenga restare al lavoro il più possibile, RINUNCIANDO al bonus. Un lavoratore di 57 anni potrebbe diminuire l'importo della pensione e ricevere meno soldi per lungo tempo, magari anche per 30 anni....

    Chissà se, come al solito, è tutto oro quello che riluce?

  6. #16
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    In Origine Postato da Skepto
    Non hai capito la prima parte: la domanda è se ci conviene, come nazione, avviare un programma del genere. Sottolineo che è una domanda, non un affermazione di non convenienza.

    E quel che scrivi è esattamente quel che mi preoccupa: se ora le aziende al pensionamento di un lavoratore ne assumono due e questa norma cerca di evitare il pensionamento, dovrebbe anche ridurre le assunzioni di giovani.

    Spero inoltre che si assuma anche in altri settori rispetto a quelli assicurativo e bancario, perché se quelle sono le prospettive di crescita... ma questo è un altro discorso.
    La norma cerca di ritardare il pensionamento non di evitarlo e per un periodo limitato fino al 31/12/2007. Con lo scopo di ridurre contemporaneamente il carico dell'INPS.

    In questo, credo, stia la convenienza. Dal 2008 poi verranno aumentati progressivamenti i tempi di permanenza al lavoro per aver diritto alla pensione.

    Probabilmente questo ostacola l'inserimento dei giovani ma esiste anche il pre-pensionamento per le aziende che vogliono "disfarsi" dei lavoratori anziani.

    Un'ultima cosa sulla produttività degli anziani. Sarà anche vero che sono più tonti ma è altrettanto vero che suppliscono con la loro esperienza. Un giovane che entra, ovviamente a seconda delle mansioni e dei mestieri, non è immediatamente produttivo al 100%. A volte ci vogliono degli anni... E sul più bello ti scappano o si mettono in proprio.

  7. #17
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    In Origine Postato da Dario
    Chissà se tutti lo sanno? Chissà se tutti sono in grado di fare delle ipotesi nel medio-lungo periodo?

    Io credo che, in molti casi, convenga restare al lavoro il più possibile, RINUNCIANDO al bonus. Un lavoratore di 57 anni potrebbe diminuire l'importo della pensione e ricevere meno soldi per lungo tempo, magari anche per 30 anni....

    Chissà se, come al solito, è tutto oro quello che riluce?
    Non è escluso che Lei abbia ragione con una precisazione, però.

    Le pensioni non vengono ridotte ma congelate con l'ultima busta paga prima di passare al SuperBonus. E per un periodo limitato.

    Si tratta di vedere qual'è l'aspettativa di vita di ognuno e se la cifra che introita in più nel periodo in cui percepisce il SB copre o meno la differenza della minor pensione.

    (però... SB mi ricorda qualcosa...)

  8. #18
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    Predefinito Re: SuperBonus

    In Origine Postato da FreeFlag
    http://www.dsmilano.it/Pressroom/200...da-ottobre.htm

    ROMA - [color=DarkBlue]Arriva il superbonus del 32,7 per cento nella busta paga di chi deciderà di restare al lavoro e rinviare il pensionamento. Da ottobre scatterà l´incentivo previsto dalla riforma delle previdenza.

    ... omissis ...

    Mi sembra una buona proposta. Che ne dite?
    La misura non mi piace molto

    Avrei preferito agire cone dei disincentivi (penalita') a chi va in pensione prima dei 65 anni, invece che degli incentivi a chi resta.... e soprattutto far partire la riformicchia da subito, non fra 4 anni...

  9. #19
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    E perdere così la totalità dei voti dei quasi-pensionati, a fronte a un miglioramento discutibile della riforma.
    Beh, effettivamente avrei preferito che lo facessero

  10. #20
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    In Origine Postato da il buttero
    Romano Prodi è nato a Scandiano (Reggio Emilia) nel 1939. Nel 1969 ha sposato Flavia Franzoni e ha due figli: Giorgio e Antonio.

    Dopo la maturità classica al Liceo Ludovico Ariosto di Reggio Emilia, ha studiato all'Università Cattolica di Milano, dove si è laureato cum laude nel 1961 in Giurisprudenza, discutendo una tesi sul protezionismo nello sviluppo dell'industria italiana con il prof. Siro Lombardini. Si è quindi specializzato alle università di Milano e Bologna, alla London School of Economics sotto la supervisione del prof. Basil Yamey, titolare della cattedra di Industrial Economics.

    È stato visiting professor presso la Harvard University e presso lo Stanford Research Institute.

    La sua carriera accademica ha avuto inizio alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna dove ha lavorato come assistente (1963), professore associato (1966) e infine professore (1971-1999) di organizzazione industriale e politica industriale.

    All'insegnamento universitario, ha unito un'intensa attività di ricerca, che in una prima fase si è indirizzata verso due temi divenuti poi classici negli studi di Economia industriale: lo sviluppo delle piccole e medie imprese e dei distretti industriali (Modello di sviluppo di un settore in rapida crescita: l'industria della ceramica per l'edilizia, pubblicato nel 1966, è fra i primissimi saggi sull'argomento) e la politica antitrust (Concorrenza dinamica e potere di mercato è del 1967). Nella letteratura internazionale, il suo nome figura accanto a quelli di Giacomo Becattini, Franco Momigliano e Paolo Sylos Labini fra i fondatori della "Scuola italiana di Economia Industriale".

    I suoi interessi di ricerca si sono in seguito ampliati, fino a includere lo studio delle relazioni fra Stato e Mercato; le politiche di privatizzazione; il ruolo centrale giocato dai sistemi scolastici nella promozione dello sviluppo economico e della coesione sociale; il processo di integrazione europea e, all'indomani del crollo del Muro di Berlino, la dinamica dei diversi "modelli di capitalismo". Il capitalismo ben temperato del 1995 (raccolta di saggi pubblicati nella prima metà degli anni '90 sulle pagine della rivista "il Mulino"), e Un'idea dell'Europa (Bologna, 1999) offrono una sintesi delle riflessioni in tutti questi campi.

    Dal 1974 al 1978 ha presieduto la Società Editrice Il Mulino. Nel 1981 ha fondato Nomisma, una delle principali società italiane di studi economici, e sino al 1995 ne ha presieduto il Comitato scientifico.

    Ha scritto editoriali per i principali quotidiani italiani, quali Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Per molti anni ha diretto l'Industria-Rivista di economia e politica industriale. Nel 1992 ha condotto su RAIUNO il programma televisivo "Il tempo delle scelte", una serie di sei lezioni di economia.

    Dal novembre 1978 al marzo 1979, Romano Prodi è stato Ministro dell'Industria. Dal novembre 1982 all'ottobre 1989, è stato presidente dell'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI), a quel tempo la maggiore holding italiana. Sotto la sua presidenza, l'Istituto ha attraversato una fase di profondo risanamento, impostando anche il processo di trasformazione e preparando le imprese alla privatizzazione.

    Richiamato alla guida dell'Istituto nel maggio 1993, Romano Prodi ha condotto in porto la privatizzazione di importanti aziende, quali il Credito Italiano e la Banca Commerciale Italiana.

    Nel febbraio 1995 ha fondato la coalizione dell'"Ulivo", che lo ha designato come suo candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in occasione delle elezioni politiche. Queste, svoltesi nell'aprile del 1996, hanno visto l'"Ulivo" prevalere sulla coalizione di centro-destra: così, nel maggio 1996, il Presidente della Repubblica affidava a Prodi l'incarico di formare il nuovo Governo. Ottenuta la fiducia delle Camere nello stesso maggio '96, il Governo Prodi è rimasto in carica sino all'ottobre 1998, conseguendo – fra gli altri – l'obiettivo di portare l'Italia nel gruppo di testa dei paesi aderenti all'Euro.

    Nel marzo 1999, il Consiglio europeo ha designato Prodi Presidente della Commissione europea di Bruxelles, designazione confermata nel settembre 1999 dal voto di fiducia del Parlamento europeo.

    Nel corso della sua carriera accademica ed istituzionale, Romano Prodi ha ricevuto numerosi riconoscimenti. È stato nominato membro onorario della London School of Economics and Political Science (1989) e membro onorario della Real Academia de Ciencias Morales y Politicas di Madrid (1997). Nel maggio 1999 ha ottenuto il Premio Schumpeter della Società Schumpeter di Vienna.

    Ha ricevuto inoltre numerosi riconoscimenti accademici ad honorem, come quelli conferitigli dall'Università di Madras, India (gennaio 1998), dall'Università di Sofia, Bulgaria (febbraio 1998), dall'Universitat Politecnica di Barcellona, Spagna (dicembre 1998), dalla Brown University, Providence, Rhode Island, Stati Uniti (maggio 1999), dall'Università di Michigan, Ann Arbor, Michigan, Stati Uniti (dicembre 1999), dall'Accademia di Studi economici, Bucarest, Romania (gennaio 2000), dall'Università Cattolica di Lovanio, Louvain-la-Neuve, Belgio (febbraio 2000), dall'Università di Malta (marzo 2000), dall'Università di Modena-Reggio Emilia, dall'Università di Ottawa, Canada, dall'Università di St. Gallen, Svizzera (Freedom Prize, 2000), dall'Università Kyung Hee, Seul, Corea (ottobre 2000), dall'Università di Pisa (ottobre 2001), dall'Università di Tirana, Albania (novembre 2001), dall'Instituto de Empresa di Madrid, Spagna (MBA Diploma, febbraio 2002), dall'Università di Oxford, Regno Unito (aprile 2002), dall'
    Università di Pavia (medaglia d'oro per l'economia, 2002), dall'Università di Skopje (febbraio 2003) e dall'Università di Tunisi (dottorato honoris causa, marzo 2003).

    Pubblicazioni principali

    Modello di sviluppo di un settore in rapida crescita: l'industria della ceramica per l'edilizia, Franco Angeli, Milano, 1966
    Concorrenza dinamica e potere di mercato. Politica industriale e fusioni d'impresa, Franco Angeli, Milano, 1967
    La diffusione dell'innovazione nell'industria italiana, Il Mulino, Bologna, 1973
    Sistema economico e sviluppo industriale in Italia, Il Mulino, Bologna, 1973
    "Italy", in Big Business and the State: Changing Relations in Western Europe, ed. R. Vernon, Harvard University Press, Cambridge Mass., 1974
    "Le trasformazioni dei modi di produrre e delle dimensioni delle imprese", in Quali imprese e quali uomini per la società degli anni '80, ed. C. Pastore, Milano, 1977
    "Un diverso modello per uscire dalla crisi", in Industria in crisi: soluzione nazionale o europea?, ed. F. Grassini, Franco Angeli, Milano, 1978
    "Italia" in L'intervento pubblico nell'industria: Un'analisi comparata, ed. R. Vernon, Il Mulino, Bologna, 1978
    Per una riconversione e ristrutturazione dell'industria italiana, Il Mulino, Bologna, 1980
    "La crisi delle partecipazioni statali: Conseguenze economiche di faticosi processi di decisione", L'Industria, n. 1, 1990
    "La dimensione economica dei nuovi equilibri europei" (discorso di inaugurazione dell'anno accademico 1989-90, Università di Bologna), L'Industria, n. 1, 1990
    "C'è un posto per l'Italia fra i due capitalismi?", Il Mulino, n. 1, 1991
    "Una crisi non solo politica: L'industria italiana a rischio", Il Mulino, n. 5, 1991
    "Modello strategico per le privatizzazioni", Il Mulino, n. 5, 1992
    Il tempo delle scelte, Il Sole 24 Ore Libri, Milano, 1992 (II edizione 1995)
    "Privatizzazioni e sviluppo delle piccole e medie imprese: Due grandi occasioni per rifondare la politica industriale in Italia", Rivista di politica economica, X (ottobre 1992), in collaborazione con Daniele de Giovanni
    "La società istruita. Perché il futuro italiano si gioca in classe", Il Mulino, n. 2, 1993
    "Istituzioni economiche, istituzioni politiche", Il Mulino, n. 6, 1995, in collaborazione con Franco Mosconi
    Governare l'Italia, Manifesto per il cambiamento, Donzelli, Roma, 1995
    L'Italia che vogliamo, Donzelli, Roma, 1995
    Il capitalismo ben temperato, Il Mulino, Bologna, 1995
    Economia e istituzioni nella società di fine secolo, in collaborazione con Franco Mosconi, in "Cambiamento delle istituzioni e nuovo sviluppo in Italia e in Europa", ed. P. Bianchi, supplemento alla rivista L'Industria, Il Mulino, Bologna, 1996
    Un'idea dell'Europa, Il Mulino, Bologna, 1999 (edizione inglese: "Europe as I see it", Blackwell/Polity, Oxford, 2000 – edizione spagnola "Una idea de Europa", Alianza Editorial, Madrid, 2000 – edizione rumena "O viziune asupra Europei", Plural, Bucarest, 2001– edizione serba "Moja Evropa", BMG, Belgrado, 2002 –edizione ucraina "ЗΑДУМ ОБ'ЄДНΑΗОЇ ЄВΡОПИ", KIC, Kiev, 2002).

    CHE C'ENTRA DI FRONTE A BERLUSCONI NON HA SCAMPO!
    Che piacere poter dire: anche io sono nato a Scandiano (RE), ridente cittadina di 25.000 abitanti ai piedi delle colline.

 

 
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