http://www.dsmilano.it/Pressroom/200...da-ottobre.htm
ROMA - Arriva il superbonus del 32,7 per cento nella busta paga di chi deciderà di restare al lavoro e rinviare il pensionamento. Da ottobre scatterà l´incentivo previsto dalla riforma delle previdenza.
Lo ha annunciato ieri il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Roberto Maroni, nel corso di una conferenza stampa.
Il premio a favore di chi continuerà a lavorare pur avendo maturato i requisiti per andare in pensione di anzianità (57 anni di età più 35 di versamenti contributivi) sarà, dunque, anticipato e non partirà da gennaio come sembrava in un primo tempo. Resterà in vigore fino alla fine del 2007. Dal primo gennaio del 2008, infatti, entrerà in vigore la riforma complessiva del sistema pensionistico.
Nei prossimi giorni comincerà una campagna informativa del ministero, con il supporto dell´Inps, per far conoscere agli interessati i vantaggi dell´incentivo.
Maroni si è detto convinto della bontà della norma. «L´Inps - ha detto il ministro - prevede che gli incentivi funzioneranno e che l´impatto sui conti sarà positivo. La Ragioneria generale dello Stato ha quantificato in zero i risparmi, perché tutto dipende da scelte individuali. Per me va bene così. Anche se penso che i risparmi saranno di molto superiori allo zero».
Potranno accedere all´incentivo i lavoratori dipendenti delle imprese private. E chi vorrà ottenere il vantaggio fin da ottobre dovrà aver maturato i requisiti per l´anzianità a partire dal 30 giugno di quest´anno.
Ma non è escluso che la platea venga estesa a tutti coloro che hanno raggiunto i limiti di legge anche nei primi mesi del 2004.
Il superbonus non è destinato ai lavoratori del pubblico impiego.
Maroni ha detto che si vedrà se e come estenderlo anche a loro. Di certo riguarderà le categorie i cui enti previdenziali sono stati privatizzati: dai giornalisti ai lavoratori dello spettacolo.
Sarà una «facoltà», come ha detto il ministro, quella che potranno esercitare i lavoratori. Quindi saranno loro a decidere
- - se andare in pensione di anzianità;
- se restare al lavoro ricevendo l´incentivo;
- se, infine, continuare a lavorare come prima, senza incentivo ma con i contributi versati al proprio ente di previdenza.
La riforma prevede, infatti, che l´ammontare dei contributi previdenziali (il 32,7% della retribuzione lorda) anziché affluire al fondo vada direttamente nello stipendio del lavoratore. E questo aumento retributivo sarà esentasse.
Cosicché il beneficio reale sarà superiore al 33%. Per esempio: con un reddito intorno ai 24 mila euro l´aumento reale sarà vicino al 45%.
L´operazione per le aziende sarà neutra perché anziché versare i soldi all´Inps, li daranno al dipendente.
Tuttavia prima di optare per il superbonus ai lavoratori sarà certificata la propria situazione previdenziale. Lo farà l´ente. La futura pensione verrà definita sulla base dei contributi e dell´età in quel momento, con il necessario adeguamento al costo della vita. Sarà quello l´assegno che ciascuno riceverà quando deciderà di lasciare il lavoro.
E qui c´è l´altro aspetto del problema che dovrà considerare chi posticiperà il pensionamento. Il meccanismo degli incentivi determina un vantaggio nel tempo breve sulla retribuzione ma riduce l´ammontare della pensione.
Maroni, poi, ha escluso che possa nascere un fondo per la previdenza complementare presso l´Inps. Mentre ha detto di considerare possibile (e di vedere con favore) la costituzione di fondi regionali.
La grande scommessa della riforma resta tuttavia il decollo della previdenza integrativa grazie all´utilizzo del tfr (trattamento di fine rapporto) maturando. Secondo Maroni almeno il 70%, pari a 6-8 miliardi di euro, del flusso di tfr finirà nei fondi complementari chiusi o aperti.
Mi sembra una buona proposta. Che ne dite?




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