A sinistra è finito l’amore per Prodi
di Aldo Torchiaro
La voglia di disfarsi del Professore cresce a sinistra.
Se - come ha dichiarato Romano Prodi - non gli ha ordinato il medico di guidare la sinistra, il corpo dei militanti e degli elettori di sinistra può dire la stessa cosa: non può essere condannato a subire Prodi senza nulla obiettare.
E nasce anche un gruppo di attivisti che ha affidato al web la raccolta firme per fare le primarie del centrosinistra senza aspettare il fantomatico via dei burocrati.
Consapevoli che nel popolo risieda il potere, si sono organizzati e hanno lanciato un appello proponendo Walter Veltroni come candidato premier della coalizione.
Ciò che non riescono a fare i partiti, impelagati in logiche vischiose, potrebbe la rete.
Il web, terreno di libertà e di comunicazione trasparente, non si ferma con i paletti delle segreterie di partito. Sul sito internet www.dilloadalice.it è stata avviata una petizione on line che ha ricevuto nella sola giornata di ieri due voti al minuto per sostenere un candidato alternativo a Romano Prodi.
Chi?
Walter Veltroni, il pluriosannato sindaco della capitale.
Sembra che la sua ascesa a sfidante si avvii a una considerazione più ampia anche in vista del prossimo congresso della Quercia, previsto per febbraio, durante il quale si tratterà pur di trovare una collocazione di medio termine per un Veltroni che rimane, ad oggi, estraneo alle logiche di corrente.
Tuttavia lo slittamento delle primarie formali suscita perplessità all’interno della Margherita.
C'é infatti forte malumore nella Margherita per lo slittamento delle primarie all'autunno prossimo, proposto da Fassino e accettato da Prodi senza una consultazione preventiva dei Dl, mentre resta aperto il dibattito interno sulla presenza di Parisi e D'Alema nel comitato ristretto della federazione presieduto dal Professore. Durante la riunione dell'ufficio di presidenza Dl, che i partecipanti raccontano come molto vivace, è stata criticata la decisione, assunta lunedì scorso nella riunione con Prodi, di far svolgere le primarie nel novembre del 2005.
“Su questo - spiega un partecipante alla riunione - c'é stata l'unanimità”, ma sono giunte critiche allo slittamento, proposto da Fassino e accettato da Prodi "senza specificare meglio il perché di quella proposta". “Fino a poco tempo fa - ha raccontato ieri un componente dell'ufficio di presidenza - Prodi e Parisi parlavano di pochi mesi, al massimo tre, per cui la Margherita si era preparata a farle entro la fine dell'anno”. Delusione e disapprovazione generale. E su tutto, il richiamo alla laicità di Massimo Cacciari, che attacca Prodi sempre più frontalmente. Il Professore aveva detto che il referendum sulla procreazione potrebbe finire con il creare una spaccatura insanabile tra laici e cattolici. Una levata di scudi dei laici del centrosinistra era inevitabile.
“Se il Paese non si è dilaniato sul divorzio e sull'aborto, perché dovrebbe dilaniarsi sulla fecondazione assistita?” Per Cacciari infatti “Una legge sbagliata come quella sulla fecondazione assistita non é emendabile in nulla. Chi non vuole il referendum - spiega - può solo chiedere che il centrodestra la ritiri e il parlamento riparta da zero”. Disilluso dall’intera vicenda prodiana, ha poi aggiunto che per lui la condizione posta dai prodiani nella Margherita è “Misteriosa. Anche perché non hanno fatto nulla per affermare le proprie idee. E per le primarie, “bene se fisseranno un principio per individuare i candidati migliori a tutti i livelli, dal sindaco al premier. Se no - ha concluso - non mi interessano”.
Aldo Torchiaro




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