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  1. #51
    Bovaro padano
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    Oddio dalla reazione scomposta della sinistra forse questa devolution qualche merito ce l'ha.
    Ero molto scettico ma piano piano colgo gli aspetti positivi che, anche fossero solo la posa di paletti a traccia del lungo percorso, rendono questa legge un punto a favore del movimento indipendentista.
    Esiste pero', tra i tanti , un grande problema.
    Gia' le sinistre maestranze invocano il referendum confermativo.
    Ora in itaglia abbiamo vari tipi di referendum, mi sembra, abrogativo, consultivo, ed infine confermativo.
    Mi sembra deleterio affidare l'approvazione di un insieme di leggi talmente complesse da dovere creare un 'gruppo di saggi" oltre a dibattiti estenuanti in sede di commissione, regioni, etc, al cosidetto popolo!!!
    Come puo'la signora Maria decidere se questa legge sia valida o meno.
    Non lo capisce neppure chi legge i giornali quotidianamente e cerca di approfondire la materia, figuriamoci chi si nutre a quiz e maria de filippi.
    Senza volere offendere le varie signorie Marie, penso che ognuno debba essere responsabilizzato per cio'che puo' fare.
    Inoltre la battaglia referendaria, verrebbe cavalcata dai sinistri per due anni come elemento coagulante dell'asfittica armata brancaleone prodiana.
    Ed il sud che e' la roccaforte della CDL che dovrebbe assicurare i voti per il passaggio della legge, voterebbe a favore?
    Non credo!
    Allora gia'da oggi si devono trovare tutti quei cavilli giuiridici o costituzionali tali daimpedire il carattere confermativo dell'eventuale referendum, e se cio'non fosse possibilie, bisogna opporsi al fatto che uno di Agrigento debba porre un veto ad un' esigenza federalista dello stato.
    Dato che la legge parla di federalismo, si faccia allora un referendum a carattere regionale e non nazionale,se la legge passa solo in alcune regioni, bene queste avranno la meritata devoluzione, quelli che la cassano si terranno l'itagliona cosi'come e'.
    Bisogna insomma togliere il significato che l'opposizione vuole dare alla battaglia referendaria, che ci portera' a due anni di girotondi, tavole rotonde, e comitati per il no.
    Dio ce ne scampi perfavore, dopo le due simone non reggeremmo ad una tale iattura.
    CONTRIBUTI PREGO!!!!!

  2. #52
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    Predefinito

    In origine postato da green
    Oddio dalla reazione scomposta della sinistra forse questa devolution qualche merito ce l'ha.
    Ero molto scettico ma piano piano colgo gli aspetti positivi che, anche fossero solo la posa di paletti a traccia del lungo percorso, rendono questa legge un punto a favore del movimento indipendentista.
    Esiste pero', tra i tanti , un grande problema.
    Gia' le sinistre maestranze invocano il referendum confermativo.
    Ora in itaglia abbiamo vari tipi di referendum, mi sembra, abrogativo, consultivo, ed infine confermativo.
    Mi sembra deleterio affidare l'approvazione di un insieme di leggi talmente complesse da dovere creare un 'gruppo di saggi" oltre a dibattiti estenuanti in sede di commissione, regioni, etc, al cosidetto popolo!!!
    Come puo'la signora Maria decidere se questa legge sia valida o meno.
    Non lo capisce neppure chi legge i giornali quotidianamente e cerca di approfondire la materia, figuriamoci chi si nutre a quiz e maria de filippi.
    Senza volere offendere le varie signorie Marie, penso che ognuno debba essere responsabilizzato per cio'che puo' fare.
    Inoltre la battaglia referendaria, verrebbe cavalcata dai sinistri per due anni come elemento coagulante dell'asfittica armata brancaleone prodiana.
    Ed il sud che e' la roccaforte della CDL che dovrebbe assicurare i voti per il passaggio della legge, voterebbe a favore?
    Non credo!
    Allora gia'da oggi si devono trovare tutti quei cavilli giuiridici o costituzionali tali daimpedire il carattere confermativo dell'eventuale referendum, e se cio'non fosse possibilie, bisogna opporsi al fatto che uno di Agrigento debba porre un veto ad un' esigenza federalista dello stato.
    Dato che la legge parla di federalismo, si faccia allora un referendum a carattere regionale e non nazionale,se la legge passa solo in alcune regioni, bene queste avranno la meritata devoluzione, quelli che la cassano si terranno l'itagliona cosi'come e'.
    Bisogna insomma togliere il significato che l'opposizione vuole dare alla battaglia referendaria, che ci portera' a due anni di girotondi, tavole rotonde, e comitati per il no.
    Dio ce ne scampi perfavore, dopo le due simone non reggeremmo ad una tale iattura.
    CONTRIBUTI PREGO!!!!!
    Un eventuale referendum non credo raggiungerebbe il quorum. Purtroppo la devoluzione "differenziata" regione per regione non è costituzionalmente praticabile. Addirittura,( correggetemi se sbaglio) , se costituzionalmente si decidesse di rendere speciale una qualsiasi altra regione, il provvedimento, fatta salva l'assenza di una maggioranza qualificata, dovrebbe essere sottoposto a Referendum nazionale.
    Comunque i futuri scenari sono questi:
    1) Il referendum non raggiunge il quorum: la sinistra, una volta al governo, convocherà una strumentale Conferenza Stato-regioni e provvederà a limare neo-centralisticamente l'attuale "devoluzione", camuffando l'operazione con una presunta valorizzazione delle autonomie locali.
    2) Il referendum viene vinto dalla sinistra: idem come sopra, partendo chiaramente da un impianto legislativo differente.
    3) Il referendum viene vinto dalla lega: la sinistra avrà le mani legate.
    4) Il referendum ha esito contemplato nei casi 1) e 2) ma la sinistra, volendo interrompere la prassi delle riforme costituzionali a maggioranza semplice, propone, forte dell'eventuale vittoria elettorale, l'elezione di un'assemblea costituente incaricata una volta per tutte di dirimere il nodo federalista. In questo caso, la Lega dovrà cercare di essere super-rappresentata e rappresentativa.

  3. #53
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    Per il referendum previsto dall'art. 138 della Costituzione non mi pare che sia necessario un minimo di votanti.

    Secondo me ciò che rende inaccettabile questa riforma costituzionale non è la c.d. devolution (che mi pare poca cosa) ma la riforma del parlamento e il premierato.

    E' la vittoria di AN, più che della lega.

    Proviamo a esaminare i tre punti (scuola, sanità e polizia locale) che formano oggetto della devolution, tenendo presente che solo parte di tali materie sono oggetto di devolution.

  4. #54
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    In origine postato da CarloCattaneo
    Per il referendum previsto dall'art. 138 della Costituzione non mi pare che sia necessario un minimo di votanti.

    Secondo me ciò che rende inaccettabile questa riforma costituzionale non è la c.d. devolution (che mi pare poca cosa) ma la riforma del parlamento e il premierato.

    E' la vittoria di AN, più che della lega.

    Proviamo a esaminare i tre punti (scuola, sanità e polizia locale) che formano oggetto della devolution, tenendo presente che solo parte di tali materie sono oggetto di devolution.
    AN e Fini sembravano particolarmente soddisfatti.
    Un po' meno la UDC e non e' detto che preparino qualche piccola modifica per le future votazioni tali da rimanadare all'infinito la legge.
    Legge che , se da come scrivono, prevede anche il federalismo fiscale fra tre anni, mi sembra rappresenti un indubbio successo.
    Sulle tre comopetenze "devolute"alle regioni non mi pronuncio.
    Penso che gia'ora volendo si possa fare una certa forma di devoluzione.
    La Sicilia, sempre lei....., fa i concorsi per le scuole aperti solo ai siciliani!!!!
    Ci si gioca molto o tutto sulla possibilita'di trattenere i soldi sul territorio.
    Questa e' la vera riforma che cambierebbe il senso dello stato cosi'come e'ora.
    Se la legge lo prevede e lo dice chiaramente e' un successo!

  5. #55
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    Per questo tipo di referendum (confermativi) , non è necessario alcun quorum.
    Anche se andasse a votare il 5% quindi , esso sarebbe valido.
    Saluti.

  6. #56
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    In origine postato da CarloCattaneo

    Proviamo a esaminare i tre punti (scuola, sanità e polizia locale) che formano oggetto della devolution, tenendo presente che solo parte di tali materie sono oggetto di devolution.
    Inizio a credere che purtroppo, da questo punto di vista, non avremo grandi novità: la polizia locale con compiti amministrativi non mi sembra una grande rivoluzione: assomiglierà alla polizia provinciale di cui ogni tanto vedo l'autovettura senza capire a cosa serva veramente.
    Scuola e sanità vengono semplicemente meglio articolate all'interno di un sistema che già prevedeva compartecipazione e quindi ampi (se non gli stessi) poteri regionali in merito.
    Se poi ci aggiungiamo che materie come trasporti ed energia sono ritornate allo Stato, se pensiamo all'introduzione dell'interesse nazionale, se cerchiamo di valutare la reale rappresentatività del Senato, i cui membri sono ancora rappresentanti della nazione e non delle regioni, se calcoliamo la possibilità che venga esautorato in un barlume di "localismo", se consideriamo che di autonomia fiscale non si è ancora seriamente parlato (per quanto sono curioso di leggere cosa si dice a proposito di vincolo di destinazione, tenendo conto però che le regioni non possono aumentare o ridurre il carico fiscale complessivo e quindi dispongono di un'autonomia limitata), beh... Da un punto di vista pragmatico se perdessimo il referendum personalmente non mi straccerò le vesti.
    Anche perchè, nel frattempo, abbiamo ancora prefetti, giudici che non rispondono al popolo e tanti altri piccoli "sassolini" da farci una montagna.
    Certo rimane da capire perchè l'Ulivo urli alla secessione, alla fine dell'unità nazionale. Inizio a pensare si tratti di un semplice gioco delle parti. Al contrario sarei curioso di sapere cosa pensano della costituzione elvetica, di quella tedesca , di quella belga, di quella americana o di quella spagnola.
    Insomma, per quanto mi riguarda la battaglia sul federalismo non solo non è ancora finita, ma non è ancora incominciata.
    Per la mia regione pretendo:
    1) Devoluzione delle forze di polizia, del corpo forestale e della protezione civile in ogni sua articolazione.
    2) Devoluzione della programmazione scolastica
    3) Devoluzione dell'organizzazione e gestione dei tribunali civili, penali e amministrativi.
    4) Devoluzione esclusiva di beni culturali ed ambientali
    5) Devoluzione delle reti di trasporti e navigazione, dei porti e degli aereoporti civili.
    6) Devoluzione dei rapporti con le confessioni religiose.
    7) Devoluzione in via esclusiva di ogni forma previdenziale che non sia l'anzianità, allo stato attuale indevolvibile.
    8) Devoluzione dell'ordinamento comunale e metropolitano.
    9) Abolizione delle prefetture.
    10) Autonomia fiscale legata a ogni imposta, diretta o indiretta, con possibilità di aumentare o ribassare le aliquote a seconda delle proprie esigenze e forti limitazioni dello Stato in merito a I.V.A., tabacchi, idrocarburi, porti.
    11) Abolizione dei trasferimenti Stato-regione senza vincolo di destinazione.
    12) Costituzionalizzazione della conferenza di regioni e province autonome.
    13) Sostituzione della contrattazione nazionale con quella territoriale.
    14) Sostituzione del termine "regione" con quello di "libero stato".
    15) Piena autonomia, legislativa e fiscale, sugli stipendi di consiglieri e sindaci, su personale scolastico, medico, paramedico o amministrativo in genere.
    16) Altre devoluzioni in via esclusiva e non compartcipata: ordinamento sportivo di interesse regionale, emittenza locale, commercio con l'estero, rapporti delle regioni con l'U.E..
    A questo punto inizieremmo a ragionare...


  7. #57
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    In origine postato da ZENA
    Inizio a credere che purtroppo, da questo punto di vista, non avremo grandi novità: la polizia locale con compiti amministrativi non mi sembra una grande rivoluzione: assomiglierà alla polizia provinciale di cui ogni tanto vedo l'autovettura senza capire a cosa serva veramente.
    Scuola e sanità vengono semplicemente meglio articolate all'interno di un sistema che già prevedeva compartecipazione e quindi ampi (se non gli stessi) poteri regionali in merito.
    Se poi ci aggiungiamo che materie come trasporti ed energia sono ritornate allo Stato, se pensiamo all'introduzione dell'interesse nazionale, se cerchiamo di valutare la reale rappresentatività del Senato, i cui membri sono ancora rappresentanti della nazione e non delle regioni, se calcoliamo la possibilità che venga esautorato in un barlume di "localismo", se consideriamo che di autonomia fiscale non si è ancora seriamente parlato (per quanto sono curioso di leggere cosa si dice a proposito di vincolo di destinazione, tenendo conto però che le regioni non possono aumentare o ridurre il carico fiscale complessivo e quindi dispongono di un'autonomia limitata), beh... Da un punto di vista pragmatico se perdessimo il referendum personalmente non mi straccerò le vesti.
    Anche perchè, nel frattempo, abbiamo ancora prefetti, giudici che non rispondono al popolo e tanti altri piccoli "sassolini" da farci una montagna.
    Certo rimane da capire perchè l'Ulivo urli alla secessione, alla fine dell'unità nazionale. Inizio a pensare si tratti di un semplice gioco delle parti. Al contrario sarei curioso di sapere cosa pensano della costituzione elvetica, di quella tedesca , di quella belga, di quella americana o di quella spagnola.
    Insomma, per quanto mi riguarda la battaglia sul federalismo non solo non è ancora finita, ma non è ancora incominciata.
    Per la mia regione pretendo:
    1) Devoluzione delle forze di polizia, del corpo forestale e della protezione civile in ogni sua articolazione.
    2) Devoluzione della programmazione scolastica
    3) Devoluzione dell'organizzazione e gestione dei tribunali civili, penali e amministrativi.
    4) Devoluzione esclusiva di beni culturali ed ambientali
    5) Devoluzione delle reti di trasporti e navigazione, dei porti e degli aereoporti civili.
    6) Devoluzione dei rapporti con le confessioni religiose.
    7) Devoluzione in via esclusiva di ogni forma previdenziale che non sia l'anzianità, allo stato attuale indevolvibile.
    8) Devoluzione dell'ordinamento comunale e metropolitano.
    9) Abolizione delle prefetture.
    10) Autonomia fiscale legata a ogni imposta, diretta o indiretta, con possibilità di aumentare o ribassare le aliquote a seconda delle proprie esigenze e forti limitazioni dello Stato in merito a I.V.A., tabacchi, idrocarburi, porti.
    11) Abolizione dei trasferimenti Stato-regione senza vincolo di destinazione.
    12) Costituzionalizzazione della conferenza di regioni e province autonome.
    13) Sostituzione della contrattazione nazionale con quella territoriale.
    14) Sostituzione del termine "regione" con quello di "libero stato".
    15) Piena autonomia, legislativa e fiscale, sugli stipendi di consiglieri e sindaci, su personale scolastico, medico, paramedico o amministrativo in genere.
    16) Altre devoluzioni in via esclusiva e non compartcipata: ordinamento sportivo di interesse regionale, emittenza locale, commercio con l'estero, rapporti delle regioni con l'U.E..
    A questo punto inizieremmo a ragionare...

    certo che piacerebbe anche a me: ma questa in pratica è già secessione!

  8. #58
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    In origine postato da MOOOM
    certo che piacerebbe anche a me: ma questa in pratica è già secessione!
    In pratica, ma in teoria quando questo ipotetico Stato italiano deciderà di entrare in guerra... Ci toccherà. Come ci toccherà mantenerne l'esercizio delle funzioni essenziali, più ampie di quanto non si creda. Insomma, ho dato prova di essere moderato...


  9. #59
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    Il testo delle norme costituzionali approvate dalla Camera (confrontate con le precedenti) si trova a questo sito:

    http://www.senato.it/documenti/repos...ogliaccio8.pdf

  10. #60
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    Come sono andate le cose.
    Sembrava , nei mesi scorsi , quella sulla Devolution , la battaglia campale , di annientamento , una svolta cruciale......
    Tutto si è risolto in poco più di un mese.
    Le sinistre non hanno fatto le barricate.
    Non è stata posta la fiducia , nonostante l'importanza , e che importanza , dell'argomento (si trattava di una modifica costituzionale).
    Perchè ?
    E' molto semplice.
    Perchè non c'è stata alcuna riforma.
    Dodici competenze che con la riforma del capitolo quinto nel 2001 erano passate alle regioni , sono tornate allo stato.
    E' stato ripristinato l'interesse nazionale , quindi la possibilità da parte dello stato di fare la parte del gatto che gioca col topo.
    Le competenze trasferite sono solo in parte tali.
    Sanità : già da prima le regioni avevano ampia potestà.
    Scuola : era già previsto il trasferimento dell'istruzione professionale e forse anche di parte di quella tecnica.
    Non è detto comunque che ora tutta l'istruzione passi alle regioni..
    Sicurezza : forse i vigili urbani da comunali passano a regionali : bella conquista....
    No .Diciamolo , è stata una sconfitta , anzi , una presa per il culo...
    Per far vedere che sa fare politica , e quindi accettare di ingoiare rospi in cambio di concessioni , la Lega non ha avuto nulla , ma in cambio si è messa a 90 gradi e senza vaselina...
    Non c'è stato alcun cambiamento.
    C'è stata una ricentralizzazione , come volevano AN e l'UDC...
    Non riesco a capire cosa abbia ottenuto la la Lega....
    No , amici ....siamo ancora in tempo.
    Ci sono ancora altri 3 passaggi.
    Quanto meno , come minimo , eliminare di nuovo l'interesse nazionale.
    E poi riavere parte , se non tutte le competenze che erano state date nel 2001.
    E poi il Federalismo Fiscale.
    Non bisogna dimenticare che su questo (Federalismo Fiscale) non è necessaria una riforma della Costituzione.
    L'attuale assetto , che concentra a Roma il 98 % di imposte e tasse , è il risultato della riforma Visentini sul fisco del 1973.
    Una politica fiscale che faccia rimanere in loco le risorse , può essere attuata con leggi normali , senza modifiche alla Costituzione...
    Ricordiamoci che il Federalismo Fiscale è il cuore della Riforma Federalista......
    Ripeto , la frittata non è stata fatta del tutto.
    C'è tempo per ricredersi e per rimediare.
    Ricordatevi che l'aternativa è la scomparsa della Lega...
    Saluti.

 

 
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