Alla malinconia
Hermann Hesse
Fuggendo da te mi sono dato ad amici e vino,
perché dei tuoi occhi oscuri avevo paura,
e nelle braccia dell’amore ed ascoltando il liuto
ti dimenticai, io tuo figlio infedele.
Tu però in silenzio mi seguivi,
ed eri nel vino che disperato bevevo,
ed eri nel calore delle mie notti d’amore,
ed eri anche nello scherno, che t’esprimevo.
Ora mi rinfreschi le mie membra sfinite
ed accolto hai nel tuo grembo il mio capo,
ora che dai miei viaggi son tornato:
tutto il mio vagare dunque era un cammino verso di te.
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), la malinconia è spesso messa in relazione con le persone...quella di cui soffro di più, raramente, ma quando prende, prende davvero, ha invece sempre a che vedere con le cose, non c'è nulla di più triste della malinconia materiale; le cose fatte che si volevano non fare o che si volevano in altro modo, le cose che si vorrebbe fare, quelle cose che non si prendono neanche in considerazione durante la giornata e che in un momento che dovrebbe essere rilassante riaffiorano come piccoli particolari della vita che rappresentano la vita stessa. Avevo dodici anni e me ne stavo nulla_pensante sdraiata su di una panchina di pietra dei giardinetti a rimirar le stelle, erano tantissime, troppe per guardarle tutte, quella sera, e come un volo pindarico improvviso che nasce dal nulla, mi venne in mente di chiedermi come potesse, mio zio sacerdote, conoscerle tutte ad una ad una, e l'altro volo pindarico della mia mente volò al pensiero di cosa avrei fatto nella vita, forse associandolo al fatto che per conoscere tutte quelle stelle, lui aveva deciso in cuor suo di fare qualcosa di concreto per conoscerle, e pensai che non volevo fare assolutamente niente, se non l'avvocato...e negli anni che seguirono questa idea rimase sempre dentro di me, dando per scontato che quella sera avessi già deciso senza possibilità di ripensamento...è stata una scelta naturale mai messa in discussione, al punto che più volte mi sono detta che da quelle stelle è sorta l'illuminazione. Quando ci ripenso, la malinconia diventa immateriale, ed è la malinconia più pesante da sopportare, perchè mi sembra così strano che quella scelta di ieri sia tuttora, per me, la stessa scelta di oggi, che ho come il timore che prima o poi non sarà più così. Se alzo gli occhi al cielo, osservo la mia costellazione, e posso anche non osservarla per mesi o anni, perchè so che c'è...la malinconia sorge nel momento in cui la cerco col timore che non ci sia più, la malinconia passa quando penso che se non quella, ci sarà comunque una costellazione.
