Il Pri abbraccia il centrosinistra
RAVENNA - Un congresso animato, con una grande e accesa partecipazione, qualche strascico polemico e anche un pizzico di “giallo”.Dall’assise provinciale e comunale del partito repubblicano, iniziata venerdì sera a Villanova di Ravenna e conclusa nel pomeriggio di ieri, scaturisce una schiacciante maggioranza, a livello provinciale, per le due mozioni che si riconoscono nel centrosinistra: quella che vede capofila Paolo Gambi (54,56%) e quella guidata da Alessandro Carli (26,17%), che assommate superano l’80 per cento dei voti, rispetto a quella “autonomista” rappresentata da Gianni Ravaglia, al 19,27 per cento.Altrettanto netta l’affermazione a livello comunale, dove le mozioni erano solo due, con la mozione Gambi al 75 per cento e la Ravaglia al 25. Nella direzione provinciale del Pri siederanno quindi, in prima battuta, 14 membri della mozione Gambi - che avendo la maggioranza assoluta esprimerà il segretario -, 7 della mozione Carli e 5 della mozione Ravaglia. La nuova geografia della direzione comunale invece vede assegnati 30 componenti alla mozione Gambi e 10 a quella guidata da Ravaglia.Le percentuali uscite dalla tre giorni di congresso si sono rivelate quindi ancora più nette di quelle scaturite dalle assemblee congressuali di sezione, dove a livello comunale le due mozioni avevano ottenuto rispettivamente il 70 e il 30 per cento dei consensi. Un risultato, questo, che non ha mancato di suscitare malumori e dubbi nella mozione che ne è uscita in qualche modo indebolita - perdendo fra l’altro i due ulteriori consiglieri che si aspettava di eleggere nella direzione comunale e quello in più nella direzione provinciale.“Non mi spiego cosa possa essere successo - commenta amareggiato Giancarlo Cimatti, segretario comunale uscente e sostenitore della mozione Ravaglia -. Ciò che è certo è che il voto dato nelle sezioni è stato seppur parzialmente modificato. Ma i delegati non avevano il potere di cambiare opinione e quindi di modificare il voto e questo mi suscita qualche perplessità. Credo che il Pri sia il partito della democrazia e quello che mi infastidisce è il mancato rispetto delle regole - che sono neutre -, indipendentemente di chi poi ne trae vantaggio”. Detto questo, anche per Cimatti non sono mancati motivi di soddisfazione: “Il congresso ha avuto alcuni momenti esaltanti, con gli interventi di Battistuli e Ravaglia che hanno incantato la platea come ai bei tempi, e una grande partecipazione: ho rivisto con gioia amici che non sono più iscritti e questo è per me motivo di ottimismo rispetto al futuro. E soprattutto ho visto di nuovo orgoglio e passione: ho rivisto finalmente il mio partito”.Non nasconde la propria soddisfazione il vicesindaco di Ravenna Giannantonio Mingozzi, fra i sostenitori della mozione Gambi: “Questo risultato, ancora migliore del previsto, ci rende più autorevoli per i prossimi tavoli del centrosinistra a Ravenna e in Regione. Da un lato favorisce la serenità con cui esamineremo i programmi per le campagne per le Amministrative, dall’altro ci dà più forza nel sostenere le nostre idee di alleanza locale. Un partito espresso in questi termini ci porterà più rispetto, ed è anche una bella indicazione per il prossimo congresso nazionale”.Chi ha qualcosa da ridire è invece la consigliera regionale Luisa Babini, che ha sostenuto la mozione Carli, promossa dal Pri di Cervia e Lugo, che pure si riconosce nella collocazione dell’Edera nel centrosinistra: “Avevo fatto appello all’unità, ma da parte degli esponenti della mozione Gambi ho trovato non solo una completa chiusura, ma persino l’irrisione della proposta di accordo. In questo modo, pur avendo una percentuale di poco superiore al 50 per cento, si assumeranno la grandissima responsabilità di paralizzare il partito provinciale. Si sarebbe potuto governare il partito provinciale con oltre l’80 per cento: averlo rifiutato in malo modo comporta per loro una responsabilità enorme”.Ribatte a distanza Gambi: “Ciò che è certo è che abbiamo una netta maggioranza contraria alla collocazione del Pri nel centrodestra. Ci sarà tempo per discutere e trovare il modo di gestire insieme il partito”.
e.d.m.




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