Il prossimo obiettivo? Fare uscire il Pri dalla Casa
Ravenna - Nella prima riunione della nuova direzione comunale, Paolo Gambi è stato eletto senza nessun voto contrario. I rappresentanti della mozione Gianni Ravaglia, quella dell’autonomia dell’Edera da entrambi i poli tanto per intenderci, non hanno presentato un candidato alternativo e hanno deciso di astenersi. Gambi non indugia più di tanto nelle interpretazioni, ma commenta positivamente il fair play della mozione “concorrente”. “Hanno dichiarato - dice - che intendono lavorare per il partito e ho preso atto con molta soddisfazione di questo”. Prima di partire alla volta del congresso di Fiuggi - aperto ieri sera dalla relazione del segretario nazionale Francesco Nucara - il neosegretario del Pri di Ravenna accetta di rispondere ad alcune domande.Gambi, lei si è dimesso qualche mese fa dai vertici provinciali del partito e adesso ritorna come segretario comunale.“Allora me ne andai perché intendevo impostare una linea politica che in quel momento trovava degli ostacoli. Oggi questa linea politica, che è quella del centrosinistra, è stata sancita positivamente nei congressi, consentendo a chi sarà eletto segretario di continuare il suo lavoro. La mia comunque è una candidatura di servizio, non ho ambizioni personali”.Per quanto riguarda il futuro segretario provinciale circola una terna di nomi tutti di componenti della direzione che hanno sostenuto o comunque aderito alla sua mozione. Significa che la possibilità di un eventuale accordo con la mozione presentata dall’Edera di Cervia e di Lugo è sfumato?“Ritengo che sarebbe intelligente raggiungere un’intesa per la gestione del partito. Questo in considerazione dell’omogeneità della linea politica. Non sono però in grado di dire, non ho segnali a questo proposito, se questa ipotesi sia definitivamente sfumata, o si sia solo allontanata. Comunque decideremo dopo il congresso nazionale di Fiuggi”.Già, il congresso di Fiuggi, cosa si aspetta?“Posso dire cosa mi auguro. Sia la mozione di centrosinistra che quella autonomista partono da un punto comune: l’avversione al Berlusconismo. È del tutto evidente che se queste due mozioni riuscissero ad avere una significativa rappresentanza in consiglio nazionale, s’imporrebbe una riflessione di tutto il partito sulla sua attuale collocazione”.La scorsa estate Riscossa repubblicana di Ravenna si è fatta promotrice di un progetto per aggregare tutti i repubblicani di centrosinistra. Quel progetto è ancora valido?“Ci sono diverse realtà del partito che hanno compiuto la scelta di collocarsi autonomamente nel centrosinistra. Noi intendiamo compiere la stessa scelta, con l’obiettivo di fare cambiare politica al Pri. Riteniamo quindi che sia giusto che le realtà di questo movimento repubblicano che variamente si colloca nel centrosinistra dialoghino fra loro, avendo in comune, come dicevo, l’obiettivo finale”.E se la sua speranza non si avverasse e l’Edera riconfermasse la scelta di restare, a livello nazionale, nella Casa delle Libertà?“L’unica cosa che posso dire è quello che ho ribadito anche agli ultimi congressi comunale e provinciale: noi non abbiamo la valigia in mano, ma è del tutto evidente e lo diciamo fin da ora, che se nel 2006 il partito nazionale ci chiederà di votare per il centrodestra noi non lo faremo”.Veniamo alle prossime scadenze elettorali. Partiamo dalle regionali ormai alle porte. Il Pri esprime attualmente un ravennate in consiglio regionale che è Luisa Babini, eletta nella precedente legislatura nel listino del presidente Errani.“La direzione regionale ha già deciso la collocazione del Pri con il centrosinistra e quindi con Vasco Errani, col quale appunto si dovranno definire l’aspetto programmatico e la composizione del listino”.La prossima settimana si svolgerà il tavolo della Grande alleanza per le amministrative del 2006. Un incontro dove si tireranno le somme della consultazione dei partiti della Gad sulle candidature di Matteucci e Giangrandi .“La direzione comunale dell’altra sera ha già espresso una valutazione positiva sui due candidati a sindaco e a presidente della Provincia proposti da Ds e Margherita. Noi oggi abbiamo stabilizzato la linea politica e questo naturalmente significa che non perderemo più tempo a discutere da che parte stare. Il nostro impegno si concentrerà più direttamente sui problemi della comunità ravennate. Questo non significa che, per il fatto di aver raggiunto la stabilità interna, il Pri sarà più malleabile. Il giudizio positivo su Matteucci e Giangrandi per noi è solo l’avvio di un percorso che si dovrà poi sostanziare anche attraverso il nostro autonomo rapporto con i candidati in scelte di tipo programmatico e relative agli assetti”. Su questi ultimi il Pri non intende perdere posizioni.
ro. em.




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