Ravenna, 3 giorni di Congressi provinciale e comunale/Nucara: "Meglio figli naturali del Pri, che illegittimi del Partito democratico"
Prima di tutto la laicità repubblicana
Si sono conclusi nella mattinata di domenica 20 maggio i Congressi provinciale e comunale di Ravenna.
Alle assise repubblicane ha partecipato il segretario nazionale Francesco Nucara che, pur impegnatissimo nel tour de force elettorale che lo vede ormai da un mese in giro per i Comuni dove sono presenti le liste dell'Edera, non ha voluto mancare all'appuntamento ravennate.
Nei giorni precedenti c'era stata la relazione d'apertura del segretario Fabio Bocchini e l'intervento del vice-sindaco Gianni Mingozzi che, di fatto, avevano aperto il dibattito: sui problemi di politica generale il primo, e di attività amministrativa, nella qualità del suo ruolo istituzionale, il secondo.
Anche il consigliere comunale Fussi era intervenuto in precedenza sostenendo quelli che, a suo parere, sono gli elementi necessari per lo sviluppo della città.
Il segretario nazionale è giunto nel corso dell'intervento dell'amica Lameri, assessore cittadino, che si è soffermata su questioni comunali.
A seguire sono intervenuti il responsabile provinciale della UIL Fusignani, che ha esposto le ragioni della impossibilità di aderire alla mozione unitaria nel Congresso nazionale, in quanto "le condizioni minimali per potervi aderire dovevano realizzarsi con la dichiarata uscita dall'attuale coalizione di cui il PRI fa parte".
L'amico Mazzotti si è trovato sulla stessa linea, sebbene con più cautela, ed argomentando anche sulle ragioni della segreteria nazionale, chiudendo il suo appassionato intervento su una maggiore accentuazione della laicità repubblicana.
Savoldi, nel suo breve intervento di saluto al Congresso, ha apprezzato gli sforzi della segreteria nazionale, ma ha sottolineato che sarebbe stato opportuno un maggior coraggio.
Il Presidente del Congresso, Luisa Babini, si è soffermata con un'acuta analisi sui problemi nazionali e sulla probabilità, con la nascita del Partito Democratico, di un diverso assetto istituzionale per quanto riguarda governo e maggioranza che dovrebbe sostenerlo.
Nucara è partito dall'intervento dell'esponente UIL per ricordare che la sua attività sindacale era iniziata prima del suo impegno politico e che fu insieme a pochi repubblicani il fondatore della UIL nell'Ente in cui prestava servizio. Egli ha auspicato, come per il passato, maggiore sinergia tra sindacato e PRI, tra PRI ed AGCI, e PRI ed ENDAS. Su questo progetto la segreteria nazionale è impegnata da tempo ed intende proseguire su questa linea.
Con la nascita del Partito Democratico - ha continuato Nucara - l'asse del governo si sposta ancora più a sinistra, non solo per l'uscita di Mussi, Salvi ed Angius (che rappresentano ben più del 20% congressuale) ma anche perché Fassino sarà costretto a rincorrerli sul loro terreno. Agli ex repubblicani che hanno aderito al nuovo partito fatto da post - comunisti e post – democristiani, Nucara ha detto: "Meglio essere figli naturali nel PRI che figli illegittimi nel Partito Democratico". Infine il segretario nazionale ha ribadito l'impegno di modificare lo statuto per poter far rientrare gli amici ravennati a pieno titolo negli organi nazionali. E inoltre si rivedrà anche quella parte dello statuto che non ha consentito alle minoranze di presentare una propria mozione al Congresso. Nucara ha così terminato: "Gli ideali ci sono comuni, vediamo di realizzarli insieme".
Ha chiuso i lavori congressuali Paolo Gambi, indicando "i segmenti di programma in cui si evidenzierà maggiormente la presenza dei repubblicani: il sistema di governo degli enti locali, una maggiore attenzione ad entrate ed uscite nei bilanci degli enti". Centrale anche la parte che riguarda i rapporti tra PRI ravennate e PRI nazionale, con l'apertura di una discussione con la segreteria che sarà eletta il prossimo 3 giugno.
(v. r.)
tratto da http://www.pri.it




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