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  1. #741
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    Ravenna, 3 giorni di Congressi provinciale e comunale/Nucara: "Meglio figli naturali del Pri, che illegittimi del Partito democratico"
    Prima di tutto la laicità repubblicana

    Si sono conclusi nella mattinata di domenica 20 maggio i Congressi provinciale e comunale di Ravenna.

    Alle assise repubblicane ha partecipato il segretario nazionale Francesco Nucara che, pur impegnatissimo nel tour de force elettorale che lo vede ormai da un mese in giro per i Comuni dove sono presenti le liste dell'Edera, non ha voluto mancare all'appuntamento ravennate.

    Nei giorni precedenti c'era stata la relazione d'apertura del segretario Fabio Bocchini e l'intervento del vice-sindaco Gianni Mingozzi che, di fatto, avevano aperto il dibattito: sui problemi di politica generale il primo, e di attività amministrativa, nella qualità del suo ruolo istituzionale, il secondo.

    Anche il consigliere comunale Fussi era intervenuto in precedenza sostenendo quelli che, a suo parere, sono gli elementi necessari per lo sviluppo della città.

    Il segretario nazionale è giunto nel corso dell'intervento dell'amica Lameri, assessore cittadino, che si è soffermata su questioni comunali.

    A seguire sono intervenuti il responsabile provinciale della UIL Fusignani, che ha esposto le ragioni della impossibilità di aderire alla mozione unitaria nel Congresso nazionale, in quanto "le condizioni minimali per potervi aderire dovevano realizzarsi con la dichiarata uscita dall'attuale coalizione di cui il PRI fa parte".

    L'amico Mazzotti si è trovato sulla stessa linea, sebbene con più cautela, ed argomentando anche sulle ragioni della segreteria nazionale, chiudendo il suo appassionato intervento su una maggiore accentuazione della laicità repubblicana.

    Savoldi, nel suo breve intervento di saluto al Congresso, ha apprezzato gli sforzi della segreteria nazionale, ma ha sottolineato che sarebbe stato opportuno un maggior coraggio.

    Il Presidente del Congresso, Luisa Babini, si è soffermata con un'acuta analisi sui problemi nazionali e sulla probabilità, con la nascita del Partito Democratico, di un diverso assetto istituzionale per quanto riguarda governo e maggioranza che dovrebbe sostenerlo.

    Nucara è partito dall'intervento dell'esponente UIL per ricordare che la sua attività sindacale era iniziata prima del suo impegno politico e che fu insieme a pochi repubblicani il fondatore della UIL nell'Ente in cui prestava servizio. Egli ha auspicato, come per il passato, maggiore sinergia tra sindacato e PRI, tra PRI ed AGCI, e PRI ed ENDAS. Su questo progetto la segreteria nazionale è impegnata da tempo ed intende proseguire su questa linea.

    Con la nascita del Partito Democratico - ha continuato Nucara - l'asse del governo si sposta ancora più a sinistra, non solo per l'uscita di Mussi, Salvi ed Angius (che rappresentano ben più del 20% congressuale) ma anche perché Fassino sarà costretto a rincorrerli sul loro terreno. Agli ex repubblicani che hanno aderito al nuovo partito fatto da post - comunisti e post – democristiani, Nucara ha detto: "Meglio essere figli naturali nel PRI che figli illegittimi nel Partito Democratico". Infine il segretario nazionale ha ribadito l'impegno di modificare lo statuto per poter far rientrare gli amici ravennati a pieno titolo negli organi nazionali. E inoltre si rivedrà anche quella parte dello statuto che non ha consentito alle minoranze di presentare una propria mozione al Congresso. Nucara ha così terminato: "Gli ideali ci sono comuni, vediamo di realizzarli insieme".

    Ha chiuso i lavori congressuali Paolo Gambi, indicando "i segmenti di programma in cui si evidenzierà maggiormente la presenza dei repubblicani: il sistema di governo degli enti locali, una maggiore attenzione ad entrate ed uscite nei bilanci degli enti". Centrale anche la parte che riguarda i rapporti tra PRI ravennate e PRI nazionale, con l'apertura di una discussione con la segreteria che sarà eletta il prossimo 3 giugno.

    (v. r.)

    tratto da http://www.pri.it

  2. #742
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    Ferrara, il XXI congresso provinciale del Pri/Confermato segretario Antonelli; Gagliani nominata vice
    Estendere l'area liberaldemocratica

    Il giorno 26 maggio, nelle sede della sezione di Ferrara, si è tenuto il XXI Congresso Provinciale della Consociazione Ferrarese del Partito Repubblicano Italiano.

    Dopo la relazione del Segretario e l'ampio dibattito dei delegati, i lavori sono stati conclusi dall'intervento del Segretario Regionale del PRI Widmer Valbonesi.

    Il Congresso, oltre che all'elezione dei componenti la nuova Direzione Provinciale, ha direttamente confermato, all'unanimità, Vittorio Antonelli, quale segretario della consociazione e nominato vice-segretario l'avvocato Renata Gagliani.

    Gli altri componenti: Agnelli; Bellini; Bonzagni; Carli; Cavagna; Alessandro Cestari; Antonio Cestari; Guerrini; Marcialis, Pareschi; Patitucci; Saporetti; Severi.

    E' stata presentata un'unica mozione, votata dalla totalità dei delegati, il cui testo viene di seguito riportato.

    "Il Partito Repubblicano di Ferrara, guarda con crescente preoccupazione all'evolversi della situazione politica, economica e sociale del nostro Paese.

    Sia nella destra e anche nella sinistra, è presente l'assenza di una visione che privilegi politiche strutturali per lo sviluppo e l'occupazione.

    Burocrazia costosissima ed inefficiente, costo della politica scandaloso, criminalità diffusa, sistema infrastrutturale carente, energia elettrica carissima, a causa di quel No al nucleare, le cui conseguenze ci penalizzano e peseranno ancora per molto tempo sulla nostra competitività.

    Tutti pretendono diritti, nessuno pensa più che esistono anche i doveri.

    L'economia, mostra segni di ripresa, ma anche se i valori di PIL, deficit e il rapporto fra gli stessi sono migliorati, restano lontani di quelli medi europei.

    A Ferrara, nelle ultime elezioni, il partito si è schierato con il centro sinistra.

    La nostra posizione resta attualmente immutata, anche se, nei recenti bilanci dei vari comuni della Provincia, non abbiamo condiviso la generale mancanza di virtuosità, nel cercare vie alternative all'aumento indiscriminato delle tasse, così come ci hanno preoccupato le denuncie di disservizi in alcuni uffici del Comune di Ferrara, e indagini su appalti pubblici del recente passato.

    Si aggiunga che la disoccupazione resta superiore alle altre province emiliane, e che lo stato delle infrastrutture e della viabilità è ancora una delle debolezze irrisolte.

    Il Partito Democratico, per ora è un incognita, valuteremo dopo la fase della costituente i contenuti che saprà rappresentare. Attualmente sembra presente in esso una sorta di fragilità culturale che per ora porta solo a non scelte, sulla collocazione europea, sul rapporto con la chiesa, sulle principali riforme necessarie al Paese.

    Come partito non siamo interessati a farne parte, tuttavia, se il forte richiamo al riformismo è sincero, potranno nascere con esso momenti di positiva collaborazione.

    Il problema della politica italiana è il bipolarismo, che produce una democrazia costrittiva obbligando forze moderate e riformiste, alla coabitazione forzata con quelle radicali.

    Se la buona governabilità richiede coalizioni omogenee, il verdetto deve uscire dalle urne, che devono restituire al Parlamento il compito di formare le coalizioni ed eleggere il premier.

    Il nostro 45° Congresso Nazionale, da poco concluso, ha stabilito che il partito è fuori dagli schieramenti, e libero di sostenere le proposte che ritiene giuste per il Paese, fatte da destra che da sinistra.

    E' stata avviata una fase di riflessione, che dovrà portare a dare vita ad un soggetto politico di chiara ispirazione laica, democratica e liberale, fortemente ancorato alla formazione dei liberal-democratici europei.

    I repubblicani ferraresi, si riconoscono nelle scelte del Congresso Nazionale, ed in coerenza con le stesse, si adopereranno anche nella nostra provincia, per fare crescere quell'area repubblicana-liberale, invitando a partecipare quanti aspirano a costruire un paese democratico, autenticamente laico, moderno, ed al passo con gli altri paesi europei.

    Come diceva Ugo La Malfa, si può essere in pochi perché si è un residuo del passato, o si può essere in pochi, perché si guarda avanti, lontano nell'avvenire.

    I repubblicani ferraresi, pur continuando ad essere in pochi, hanno la presunzione di esserlo perché guardano lontano. Per questo, sperano che altri cittadini vorranno unirsi a loro".

    Pri Ferrara

    tratto da http://www.pri.it

  3. #743
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    Riceviamo da Paolo Montesi della Federazione Giovanile Repubblicana della Romagna, il seguente invito

    Cari amico/a,
    ti inoltro l'invito al dibattito che la Federazione Giovanile Repubblicana Romagnola sta organizzando per mercoledì 6 giugno h 20,30 presso il Circolo Endas di Forlimpopoli.

    Mi raccomando, cerca di partecipare e porta qualche altro amico/a con te ... Un arrivederci ... Paolo Montesi - +39 339 6857843

    In collaborazione con - Partito Repubblicano Italiano - Sezione "G. Mazzini" di Forlimpopoli

    "Agenda Laica"
    Dibattito sulla laicità dello Stato

    Cari amici ed amiche,
    La Federazione Giovanile Repubblicana della Romagna mercoledì 6 giugno, presso il circolo ENDAS di Forlimpopoli , in Via Duca D'Aosta 98, alle ore 20,30 organizza un evento per parlare di "laicità dello Stato".
    La serata è organizzata insieme ai giovani della sezione F.G.R. di Forlimpopoli con lo scopo di approfondire il dibattito su quattro grandi tematiche, che negli ultimi anni hanno interessato tutti coloro che come noi si sentono profondamente laici. Partendo dalla legge sulla fecondazione assistita, passando per l'eterna richiesta di revisionare il Concordato con la Chiesa cattolica, per arrivare sino ai temi più recenti: l'approvazione dei Dico e l'introduzione del testamento biologico.
    La serata si concluderà con un ricco buffet gentilmente offerto dalla sezione PRI di Forlimpopoli.
    Con il presente invito speriamo che la vostra partecipazione sarà al quanto numerosa, fiduciosi che, chiunque potrà, estenderà l'invito ad amici del Pri di sua conoscenza.

    Cordiali saluti.

    Per il Direttivo FGR-Romagna - Michele Bertaccini

  4. #744
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    Forlimpopoli: discussione sulla laicità

    Mercoledì 6 giugno, presso il circolo ENDAS di Forlimpopoli, in Via Duca D'Aosta 98, alle ore 20,30, si discute di laicità dello Stato.
    La serata è organizzata dalla Sezione F.G.R. di Forlimpopoli ed insieme agli intervenuti, tra cui il Segretario regionale Paolo Montesi e il Segretario Nazionale Giovanni Postorino, si affronteranno quattro grandi tematiche in tema di laicità: partendo dalla legge sulla fecondazione assistita, passando per la richiesta di revisionare il Concordato con la Chiesa cattolica, per arrivare sino ai temi più recenti con il ddl sui Pacs e sul testamento biologico.
    La serata si concluderà con un ricco buffet gentilmente offerto dalla sezione PRI di Forlimpopoli.

    tratto da http://www.fgr-italia.it/

  5. #745
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    MORTI BIANCHE, LUCCHI (PRI) VS COMUNE DI CESENA: "NO AD INUTILI BALZELLI"

    (Sesto Potere) - Cesena - 5 giugno 2007 - Dopo il recente e giusto allarme lanciato dal Presidente della Repubblica sul triste fenomeno delle numerose morti sul lavoro il Comune di Cesena ha proposto una variante al proprio regolamento edilizio inerente la sicurezza dei cantieri che introduce ulteriori norme relative alla sicurezza nei cantieri.

    Ma gli Ordini Professionali ( architetti, Ingegneri, Geometri e Periti Industriali ) con una lettera del 16 maggio 2007 inviata al Sindaco di Cesena Giordano Conti ed ai Capigruppo in Consiglio Comunale, hanno duramente contestato quello che è stato considerato un inutile articolo burocratico del regolamento scrivendo che : “ Tali Leggi non risultano fra quelle delegate alle Regioni e pertanto non ulteriormente modificabili, con la creazione di ulteriori norme, rispetto alla legislazione nazionale vigente in materia “.

    Tutto questo è stato messo in luce da Giovanni Lucchi, capogruppo del Pri in consiglio provinciale di Forlì-Cesena, ed architetto nell’attività professionale, che – in un’ apposita interrogazione – aggiunge: “Ulteriori “ balzelli burocratici “ sicuramente non sono lo strumento giusto, per salvare vite umane” e sollecita la giunta provinciale , quale ente anche di coordinamento e di raccordo del territorio, a richiedere al Sindaco di Cesena di cassare la proposta di modifica del regolamento intervenendo contemporaneamente presso i servizi Ausl e Ispettorato del lavoro affinché intensifichino i controlli sui luoghi di lavoro , al fine evitare le troppe “ morti bianche “.

    tratto da http://www.sestopotere.com/

  6. #746
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    riceviamo da Paolo Montesi
    FGR-Romagna - www.fgr-fc.it - info@fgr-fc.it

    Laicità nello Stato, pilastro per un futuro di tutti

    Ieri, mercoledì 6 giugno, si è tenuto nel circolo Endas di Forlimpopoli l'incontro denominato "Agenda Laica", organizzato dalla Sezione cittadina della Federazione Giovanile Repubblicana Romagnola.



    Dalla revisione del Concordato, alla procreazione assistita, dal testamento biologico, alle scottanti unioni civili, la serata di ieri è un punto di partenza, su cui basarsi per portare avanti quelle lotte, laiche e liberali, che vogliono l'uomo al centro di tutto, e vedono nella libertà di pensiero il più essenziale dei diritti umani. Perchè senza le nostre idee noi siamo solo schiavi.
    E' per questo che i relatori Alberto Ridolfi, Paolo Montesi, Michele Bertaccini ed Elisa Ambrosini hanno illustrato le ragioni di queste battaglie laiche, che non sono solo retaggio di una piccola minoranza: sono lotte fatte nel nome di tutti, credenti e non credenti. E' sull'universalità di queste iniziative che si deve porre l'accento: non vi deve essere religione, movimento, partito, ideale, che sacrifichi parte della libertà, per ottenere qualcosa. Non vi deve essere istituzione che impedisca di sviluppare un pensiero libero. Non vi deve essere organizzazione che impone diktat morali, che argina le libertà di scelta, in nome di un'etica superiore. Oppure, tanti saluti alla democrazia! Si ritorna allo Stato etico, alla dittatura. E' prima di tutto contro questi pericoli che spinge i giovani repubbliani a mobilitarsi contro chi trasforma opionioni in ingerenze nei confronti dello Stato. Contro chi cerca di manipolare la percezione dei problemi dei cittadini. "Agenda Laica, significa porsi delle domande, metterle in gioco, e sollevare l'interesse della società civile - ha dichiarato il Segretario regionale Paolo Montesi - il nostro dibattito non vuole essere polemica nei confronti di una sola istituzione, o contro la Chiesa, ma un modo per parlare di libertà a 360 gradi". Libertà che molto spesso è trascurata, quasi sacrificata sull'altare della sicurezza e della comodità. Pensare è difficile, ma è anche il momento in cui più di tutti ci si sente cittadini e uomini. Per questo alla serata è intervenuto anche il Segretario nazionale FGR Giovanni Postorino, che ha testimoniato la volontà di avvicinare i giovani alla politica per stimolare fra di essi un dibattito costruttivo e puntuale.

    Alberto Ridolfi
    Responsabile Programma - FGR-Romagna

  7. #747

  8. #748
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    Forlimpopoli: l'intervento del segretario nazionale FGR Giovanni Postorino

    Pubblichiamo l'intervento del Segretario Nazionale della F.G.R. Giovanni Postorino nel corso dell'incontro "Agenda Laica" svoltosi mercoledì 6 giugno presso la sede ENDAS di Forlimpopoli.

    Cari amici,
    sono molto contento di essere qui in questa occasione a discutere con voi di laicità. E per prima cosa vorrei rivolgere i miei ringraziamenti e i miei complimenti a tutti i ragazzi della FGR romagnola, ad iniziare dal segretario regionale, Paolo Montesi, e al segretario della FGR di Forlimpopoli, Mattia Tampieri, che hanno voluto questo evento, e anche a tutti voi che siete qui intervenuti per dibattere di temi fondamentali per il progresso civile e culturale del nostro Paese, dai molteplici risvolti sociali, politici e giuridici.
    Tutti i temi che sono stati trattati mi hanno visto, per il lavoro che come sapete svolgo a supporto dell’attività parlamentare del nostro senatore repubblicano Del Pennino, per così dire in prima linea. Spero mi perdoniate quindi se faccio un breve riferimento a episodi personali. Siamo nel 2003, ricordo le parole del senatore Del Pennino che entrando in ufficio mi disse: “bisogna iniziare a procreare!”. Io lo guardai un po’ interdetto, ve lo confesso, poi mi diede il disegno di legge sulla procreazione medicalmente assistita e studiatolo vidi che si trattava di una vera e propria “porcata!”. Capii che bisognava effettivamente procreare una montagna di proposte emendative.
    Ma tutti gli emendamenti proposti non valsero a nulla. I dictat provenienti dal colle Vaticano finirono per far diventare il Parlamento un’aula sorda: sorda alle osservazioni formulate in sede di audizione parlamentare da parte dei più importanti esponenti del mondo medico-scientifico, sorda alle esigenze delle coppie sterili, sorda alle esigenze di milioni di malati. E a tingersi di grigio fu così il loro ed il nostro futuro. Era luglio quando si concluse la discussione in Commissione sanità ma, come direbbe Weber, non avevamo davanti la fioritura dell’estate ma in primo luogo la lunga notte polare di gelida tenebra e di stenti.

    Parto da questo breve episodio, vissuto in prima persona, perché fu proprio questa discussione sulla fecondazione assistita a segnare l’inizio dell’attuale scontro tra laici e cattolici.
    All’epoca la FGR non esisteva. Vi era un gruppo esiguo, molto esiguo di ragazzi, un coordinamento nazionale di cui pure facevo parte, che si adoperava per ricostruirla senza riscuotere del resto grandi successi.
    E se, come dicevo, quel momento segnò l’inizio delle rinnovate ostilità tra moderni guelfi e ghibellini, fu proprio questa battaglia che segnò la svolta per la rinascita della FGR.
    Ricordo le riunioni notturne svolte presso la sede del partito radicale a Roma. Per una FGR allo stato embrionale partecipavano due poveri pazzi: Riccardo Masini ed il sottoscritto.
    La nostra prima partecipazione pubblica fu proprio in occasione di una maratona oratoria organizzata insieme all’Associazione Luca Coscioni e proprio in piazza Navona. Quella stessa piazza dove di recente le bandiere repubblicane sono tornate a sventolare grazie ancora una volta ai giovani della FGR.
    Ebbene da quel momento iniziammo una serie di attività e di incontri che hanno poi portato alla rinascita della FGR.
    Vi ho raccontato questi episodi per far capire come la nuova FGR abbia nelle sue giovani radici proprio la battaglia per la laicità dello Stato.

    Ma cosa vuol dire far parte della FGR?
    Far parte della FGR vuol dire fare politica lottando costantemente per le idee in cui si crede. Senza scoraggiarsi mai. Anche se il “contenitore” in cui si opera è così mal ridotto da non esistere quasi. Abbiamo e stiamo dimostrando che se si lotta strenuamente, con coraggio e con una buona dose di incoscienza, si riesce nel raggiungimento degli obiettivi che ci si è posti. Lo spirito di parte, la lotta, la passione – ira et studium – sono gli elementi dell’uomo politico. E dell’uomo che vuol far politica da repubblicano.
    A conclusione del corso di formazione di Fiuggi, altra tappa fondamentale della nuova FGR, il segretario del PRI Nucara disse che un repubblicano è un uomo libero. È vero. Ma a mio avviso un repubblicano è qualcosa di più.
    Un giovane repubblicano è un uomo libero che lotta affinché tutti siano liberi.
    Per questo noi stasera siamo qui, per questo noi facciamo politica. Per questo è rinata e sta crescendo sempre più la federazione giovanile. La battaglia per la laicità dello Stato ha un protagonista in più e quel protagonista siamo noi, lo abbiamo e lo stiamo dimostrato.

    Detto questo, occorre una doverosa puntualizzazione. Le nostre proposte, le nostre osservazioni, le nostre critiche a certe logiche e a certe manipolazioni culturali, nonché a certe politiche filoclericali cui siamo nostro malgrado costantemente sottoposti, non devono esser lette come un tentativo di discriminazione nei confronti dei cattolici o delle gerarchie ecclesiastiche, bensì come uno strumento per la tutela dei diritti di tutti i cittadini nel pieno ed assoluto rispetto della loro libertà.
    Una democrazia non è veramente tale se non raggiunge un elevato livello di laicità. Se non si trasforma in una repubblica universale in cui ognuno possa riconoscersi, in cui ognuno possa liberamente seguire questa, quella o nessuna religione.
    Purtroppo oggi in Italia è in atto un tentativo di imporre una visione religiosa ed etica della società. Ricordiamo in tal senso le agghiaccianti parole di un nemico della modernità secolarizzata come Marcello Pera “i liberali non si sono preoccupati di perseguire la società buona. È arrivato il momento di non volere solo la società libera e la società aperta, ma anche una società che sia virtuosa e buona”.
    Contro queste parole e contro coloro che le seguono, un repubblicano ha il dovere di battersi, senza se e senza ma. E nel farlo deve sentirsi un eroe, perché queste deliranti frasi sono nient’altro che presunzioni fatali che instradano l’uomo sulla via della schiavitù: sono infatti queste le parole d’ordine che avviarono la nascita e il consolidarsi delle più tremende espressioni di schiavitù e morte del secolo scorso. Parlo del fascismo, del nazismo, del comunismo, del militarismo, del populismo, tutte predicanti l’avvento del millenaristico paradiso in terra e tutte miseramente crollate dopo aver mietuto solo morte e distruzione e prodotto l’annientamento dell’Uomo.

    Concludo questo mio intervento rivolgendovi una domanda. In questi ultimi giorni sulle colonne della Voce Repubblicana si sta sviluppando un interessante dibattito sul significato di destra e sinistra. Ebbene, riservandomi di intervenire sulla Voce a proposito di questo tema, vi chiedo: a chi vi domanda se i giovani repubblicani sono di destra o di sinistra, voi cosa rispondete?
    Certamente alcuni risponderanno di destra, altri, e forse sono i più, risponderanno di sinistra.
    Ecco, io vi dico che non dovete cadere in questa trappola. Destra e sinistra sono due parole inutili e dannose, entro le quali ognuno può inserirvi strumentalmente un contenuto diverso.
    Voi dovete rispondere in un solo modo: noi siamo repubblicani, liberali e laici.
    Noi siamo laici e non potremmo essere altro che laici. E lo siamo perché laicità significa non affidarsi a soluzioni moralmente, eticamente e pregiudizialmente giuste: siano esse dettate da convinzioni di tipo religioso ovvero anche di tipo ideologico.
    Perché laicità significa dialogo, significa confronto di idee. Siamo laici perché crediamo che ogni individuo debba poter perseguire liberamente la propria felicità.
    La vera dicotomia dell’oggi politico non è quindi quella tra destra e sinistra, bensì necessariamente tra chi è liberale e laico e chi liberale e laico non lo è affatto.
    Rispondete, quindi, con orgoglio affermando la vostra laicità, il vostro essere repubblicani.
    E avrete detto tutto.

    tratto da http://www.fgr-italia.it/

  9. #749
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  10. #750
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    Valmarecchia: visita di La Malfa al comitato del "Sì"/L'onorevole del Pri si è incontrato con chi vuole aggregarsi all'Emilia-Romagna
    L'importanza della realtà socio-culturale

    Lo aveva promesso al segretario del Pri della Valmarecchia , Pierdomenico Saccani, durante il Congresso di Roma, e Giorgio La Malfa ha mantenuto la promessa sabato 9 giugno 2007. In una sala gremita e attenta, alla presenza del sindaco di San Leo e di altri amministratori della vallata, ha ascoltato l'introduzione di Settimio Bernardi, portavoce del Comitato, la relazione storico-culturale di Davide Cangini e il resoconto dell'iter parlamentare nel dopo referendum dell'avv. Bianca Barbieri.

    "Capisco esattamente la natura del problema e la differenza sostanziale di questo caso rispetto alle altre consultazioni referendarie nel panorama italiano. Persiste una marginalità di servizi e di comunicazioni per una vallata profondamente inserita nella realtà socio culturale, oltre che geografica, del territorio Riminese e della Romagna. Certo il problema è delicato, nel mentre in tutta Italia sta prendendo campo uno spirito troppo superficiale di federalismo che rischia di provocare danni gravi al Paese. Mi rendo conto delle difficoltà, ma capisco le vostre ragioni".

    Giorgio La Malfa sa che questo desiderio di tornare alla casa comune della Romagna è una profonda aspirazione della gente di questo territorio che ha vinto un referendum contro tutte le previsioni, raggiungendo il quorum in tutte e sette i comuni interessati (primo caso di referendum unitario in Italia) con una percentuale di sì dell'84%!

    Sa anche che è una battaglia repubblicana perché è stato il Pri - fatto riconosciuto da tutti - a tenere accesa la fiamma di questa volontà popolare nell'ultimo quarto di secolo.

    "Mi attiverò - ha aggiunto la Malfa - partecipando ai lavori della Commissione Affari Costituzionali quando il disegno di legge di Pizzolante e altri verrà discusso e mi muoverò nello stesso modo se arriverà anche alla Commissione Bilancio, della quale sono un componente. Allo stesso modo vedrò di confrontarmi sia con il presidente Violante che con il ministro Amato".

    Poi l'on. Giorgio La Malfa ha avuto parole di apprezzamento e di elogio per il lavoro svolto dal comitato "sì" e dal Gruppo di Lavoro, sia per la qualità del materiale prodotto e presentato alle Commissioni, che per la signorilità e la correttezza verso le istituzioni.

    "Avete agito nel rispetto legale e civile, con la consapevolezza culturale di chi ha ragioni fondate e certe, condotta che non sempre viene rispettata in Italia. Il territorio è unito e determinato e mi sembra che sia un dovere della politica e mio personale cercare di dare risposte concrete alle vostre istanze".

    Ovviamente la soddisfazione del Comitato è grande: non servono infatti demagogiche e facili promesse, ma serio e ragionato impegno. Come quello di Giorgio La Malfa.

    Pri
    Valmarecchia

    tratto da http://www.pri.it

 

 
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    Di Giò nel forum Il Termometro Politico
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